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Armi all’Ucraina. I Paesi che hanno risposto alla richiesta di Zelensky

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A differenza dell’acclarata partecipazione USA, molte nazioni mantengono il più assoluto riserbo sull’invio di armi all’Ucraina. La Repubblica Ceca sarebbe tra i Paesi maggiormente impegnati, la Germania, invece, nicchia. Il Giappone annuncia droni da guerra

La fase 2 dell’operazione speciale che la Russia sta portando avanti in Ucraina, per usare la definizione protocollata del Cremlino, spaventa i Paesi NATO, che temono che Mosca riesca a strappare a Kiev l’accesso al mare. Per questo negli ultimi giorni, a eccezione del distinguo tedesco, si è intensificata la corsa per mandare armi, sempre più pesanti, all’Ucraina e i ministri delle finanze del G7 hanno annunciato un impegno per un ulteriore sostegno all’Ucraina da più di 24 miliardi di dollari. L’inquilino della Casa Bianca, Joe Biden, in prima linea in quella che pare sempre più una “guerra per procura” ha anche spiegato che è iniziato l’addestramento di una cinquantina di militari ucraini per l’impiego degli obici Howitzer inviati da Washington. Ecco dunque i principali Paesi che hanno risposto alle pressanti richieste di aiuto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

QUALI ARMI USA ARRIVERANNO IN UCRAINA

Secondo il think tank Center for Strategic and International Studies, gli americani avrebbero ormai spedito un terzo delle loro scorte di Javelin e un quarto di quelle di Stinger e ci vorranno dai tre ai cinque anni per rimpinguarle. Nei giorni scorsi è stato varato un nuovo pacchetto di aiuti da 800 milioni di dollari con i primi invii già nell’ultimo fine settimana. Il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha spiegato che la scelta del materiale “è stata fatta in completo coordinamento con gli ucraini sulla base delle loro necessità, in particolare le necessità specifiche per il Donbass”.

La lista comprende: 72 obici da 155mm tipo howitzers, con i veicoli tattici per trasportarli, 144mila munizioni di artiglieria. L’invio di questi pezzi di artiglieria pesante è la grande novità rispetto al precedente pacchetto, che aveva solo 18 howitzers. Il numero inviato ora permetterà di equipaggiare 5 battaglioni, ha detto Kirby.

BERLINO: NIENTE ARMI ALL’UCRAINA, POTREBBERO SERVIRCI

Anche se non esistono liste ufficiali, finora la Germania avrebbe inviato mitragliatrici, visori notturni e dispositivi di protezione, nonché aumentato fino a 2 miliardi di euro la dotazione di un fondo per aiutare i Paesi colpiti dalle crisi. Poi però, la scorsa settimana il dietrofront improvviso della Cancelleria che il vicecapo di Stato maggiore della Difesa tedesco, il generale di corpo d’armata Markus Laubenthal ha motivato spiegando che non si possono inviare armi perché servono al Paese “per reagire alle contingenze” e si rischierebbe di indebolire “notevolmente” la capacità di difesa della nazione.

IL SILENZIO FRANCESE, IL PROTAGONISMO BRITANNICO

La Francia, impegnata fino a ieri con le presidenziali, non ha mai reclamizzato l’invio di armi in Ucraina ma in base a quanto riportato da L’Opinion, avrebbe fornito aiuti per l’equivalente di 120 milioni di euro. Al contrario, al di là della Manica, il Sun riporta che il Regno Unito invierà presto altre armi all’Ucraina tra cui i sofisticati lanciamissili Stormer, veicoli equipaggiati con i missili Starstreak per abbattere i jet e gli elicotteri russi.

LA VALENZA DELLA REPUBBLICA CECA

Alla Bbc il Segretario di Stato per l’Irlanda del Nord, Brandon Lewis, ha detto che «siamo di fronte a un ulteriore sforzo del regime di Putin e quindi faremo il possibile per sostenere l’Ucraina». Dall’Olanda, Mark Rutte ha annunciato l’invio di “materiali più pesanti, inclusi veicoli blindati”. La Repubblica Ceca, secondo il Washington Post, è nella lista di Stati che stanno giocando un ruolo cruciale nel conflitto per il contributo non solo in termini di quantità, ma anche di entità dei mezzi forniti. Il Giappone invierà in Ucraina droni oltre a tute e maschere contro attacchi nucleari, biologici e chimici.

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