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Lo spray nasale anti Covid? Un farmaco tutto italiano

Spray Nasale Anti Long Covid Danni Gene

La sperimentazione verrà condotta dal San Martino di Genova. Lo spray nasale anti Covid mira a ridurre la carica virale per evitare i casi più gravi

Potrebbe essere la soluzione più rapida per debellare la malattia soprattutto in quelle parti del mondo in cui i piani vaccinali sentano a decollare. Avrà inizio a giorni l’arruolamento per il primo studio sull’uomo che valuterà l’efficacia di uno spray nasale nel trattamento di pazienti Covid-19 con un quadro clinico lieve. La sperimentazione, che sarà condotta presso il Policlinico San Martino di Genova, avrà il compito di testare su 57 pazienti la sicurezza e l’efficacia a ridurre la carica virale nelle alte vie respiratorie, cosa che potrebbe rivelarsi utile nel prevenire sintomi più gravi.

COME FUNZIONA LO SPRAY NASALE ANTI COVID?

Il farmaco AOS2020 consiste nel lavaggio delle mucose per mezzo di una soluzione coadiuvata dall’efficacia antimicrobica dell’acido ipocloroso, che, spiegano i ricercatori, è in grado di rimuovere e uccidere in meno di un minuto virus e batteri, incluso il Sars-CoV-2. L’acido avrebbe efficacia anche sulle diverse mutazioni del Coronavirus, come dimostrato in vitro da uno studio dell’Institute for Antiviral Research dell’Utah State University.

Si tratta di una sostanza prodotta dalle cellule del nostro sistema immunitario per combattere le infezioni. Questa è stata resa pura e stabile grazie a una nanotecnologia sviluppata dall’azienda Applied Pharma Researchche (Apr), che la ‘intrappola’ in una soluzione acquosa rendendola veicolabile sull’uomo. Prodotti simili sono già utilizzati da diversi anni in altre indicazioni.

“Lo studio clinico randomizzato valuterà se la soluzione spray, usata per irrigare, idratare e pulire le mucose nasali 3 o 5 volte al giorno a intervalli regolari, sia sicura ed efficace in pazienti positivi a Sars-CoV-2 con pochi sintomi, in aggiunta alle terapie standard, per ridurre la carica virale nel naso – ha illustrato Giancarlo Icardi, ordinario di Igiene e responsabile della sperimentazione – Diminuire la quantità di virus presente nel naso potrebbe infatti prevenire l’insorgenza di sintomi più gravi e migliorare il decorso della malattia nella fase iniziale, riducendo anche la probabilità di trasmissione del virus anche ad altri soggetti”. “Anche se il vaccino rimane la prima scelta nella lotta alla pandemia, questo dispositivo medico, semplice da usare ed economico, potrebbe fornire un ulteriore livello di protezione, particolarmente indicato per ambienti ad alto rischio come i mezzi di trasporto pubblico, negozi e scuole”, ha spiegato Paolo Galfetti, Ceo di APR.

 

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