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Bilanci e pagelle del G7 in Puglia

Ursula Von Der Leyen

Dalla padrona di casa Giorgia Meloni al presidente americano Biden, da Macron a Scholz, in grande difficoltà in patria, ecco come i giornali commentano e giudicano le giornate dei leader del G7 in Puglia

Dopo i titoli di coda del G7 appena concluso, è tempo di bilanci e pagelle. Nei giornali di area governativa si passa dal titolo a caratteri cubitali di Libero quotidiano “Meloni passa all’incasso”, con l’editoriale a firma del direttore ed ex portavoce della premier Mario Sechi (“Il declino del Re Solo e l’ascesa di Giorgia”), alla prima pagina del Giornale che snobba un po’, senza particolare enfasi e risalto, il day after della conferenza stampa finale della presidente del Consiglio.

Una conferenza stampa in cui Meloni ha ringraziato tutti i leader del G7, chiamandoli per nome, uno per uno: «Un ringraziamento va anche a tutti i miei colleghi, Joe, Emmanuel, ßishi, Olaf, Fumio, Justin, Ursula e Charles per il contributo fondamentale che hanno dato alla riuscita di questo vertice». Nonostante tensioni e incomprensioni, in particolare tra la premier italiana e il presidente francese Macron, alla fine il vertice è stato per Meloni «un successo».

Ma vediamo secondo il Corriere della Sera e Libero quotidiano quali sono i giudizi e le pagelle sui principali protagonisti del G7 in Puglia.

ITALIA, SCOMMESSA VINTA. PER GIORGIA TUTTO SECONDO COPIONE AL G7

“Più sole che nuvole, nei cieli del G7 pugliese” scrive Monica Guerzoni sul Corriere. “E quelle poche nubi Giorgia Meloni le ha scacciate sfoderando sorrisi, tranne quando ha surgelato il baciamano di Macron con uno sguardo antartico. Non fosse stato per l’incidente sull’aborto, per la battaglia tra gli sherpa di Italia, Francia, Germania e Usa sui diritti Lgbtq+ e per il fuoco amico delle scazzottate leghiste alla Camera, anche le opposizioni avrebbero dovuto ammettere che la leader della destra ha vinto la scommessa. Successo organizzativo, accoglienza degna di un grande Paese, allargamento del «club dei grandi» a India, Brasile, Sudafrica, Argentina e Turchia, accordo sui 5o miliardi di prestiti all’Ucraina e il «grande regalo» di papa Francesco”.

Per Francesco Specchia su Libero “un G7 da padrona di casa perfetta, concentrata e astutissima. Si rende imprescindibile nello scacchiere internazionale. Probabilmente passerà all’incasso. Voto 9”.

USA, BIDEN RISOLUTO NELLA LATITANZA. STANCO NELLE CERIMONIE E TONICO NEI SUMMIT

Un po’ tutti i giornali danno la stessa chiave di lettura sul presidente americano, ovvero che – nonostante l’enfasi su alcuni passi falsi sul protocollo o sul cerimoniale – alla fine Biden ha portato il risultato a casa e fatto valere l’autorevolezza degli Usa.

“Chi ha preso parte ai vertici – riferisce il Corriere – racconta che Joe Biden sia apparso «ben sveglio» sui dossier cruciali ai tavoli di lavoro e nei 40 minuti faccia a faccia con Meloni ha spinto per rafforzare i passaggi su aborto e diritti Lgbtq+, per arginare (anche in chiave anti Putin) l’espansionismo della Cina, per far pagare pegno alla Russia che ha inflitto 486 miliardi di danni all’Ucraina e per accelerare verso il piano di pace della Casa Bianca in Medio Oriente”.

Per Libero “sempre protagonista, sia nell’appoggiare il governo italiano sia nell’applaudirlo ratificando il Piano Mattei per l’Africa con la passione di un Bob Geldof ai Live Aide, mister President ha sempre lo sguardo blu cielo oltre l’orizzonte. Certo, qualche volta è l’orizzonte sbagliato (come quando sbaglia direzione nell’andare in contro ai paracadutisti nel campo da golf). Sparisce per venti minuti forse per una call dall’Air Force One, forse alla ricerca del bagno. Ma quando si fa vivo – conclude il giornalista Specchia – è sempre la grande aquila americana. Voto 7”

FRANCIA, AL G7 LO SCONTRO CON ROMA SULL’ABORTO. SU MACRON PESA IL CLIMA INTERNO

Il presidente francese, come era ampiamente prevedibile, è stato sonoramente bocciato dalla stampa di area governativa. Di lui si è parlato più perla crisi di leadership post elettorale e per la polemica con la premier italiana sull’aborto, che per i suoi incontri con il Papa, il brasiliano Lula e l’indiano Modi.

“E’ stato l’inquilino dell’Eliseo il secondo giorno del summit – ricorda Monica Guerzoni sul Correre della Sera – a cercare lo scontro: «Mi dispiace che non ci sia la parola aborto nel testo finale». Giorgia Meloni si è infuriata e ha reagito: «Polemica pretestuosa, nessun passo indietro. Sbagliato fare campagna elettorale utilizzando il G7». Macron ha lasciato Ia Puglia senza un chiarimento con la padrona di casa: «Non bisogna ingigantire… Ma i disaccordi esistono»”.

Tranchant il giudizio e il voto di Libero quotidiano: “se ti presenti stizzito; se eviti i baci e gli abbracci e qualunque confidenza con cose e persone che solo odorano di destra; se fai un casino pazzesco sull’aborto nella (tua) Costituzione per non affossarti alle elezioni; be’, ovvio che fai la figura del cafone che va in casa d’altri e apre il frigo senza permesso. Voto 4,5”.

ANCHE OLAF SCHOLZ IN DIFFICOLTA’ IN PATRIA. IN UE CERCA DI ISOLARE LA PREMIER ITALIANA

Voto altrettanto basso Libero lo dà anche al cancelliere tedesco Olaf Scholz: “Vale lo stesso discorso di Macron – scrive Francesco Specchia – solo che Olaf si chiude in un innaturale silenzio, come tutti i socialisti di ‘sti tempi. Solo una volta tornato a casa dà dell’estremista di destra alla Meloni, inelegantemente. Voto 4,5”.

Il Corriere ricorda invece l’incontro che Scholz ha avuto con Macron e von der Leyen “per parlare delle nomine apicali a Bruxelles (…) Il francese, il tedesco e la presidente uscente della Commissione Ue hanno tutto l’interesse a chiudere subito i giochi con Ppe, Pse e liberali, mentre Meloni vuole aspettare il verdetto del voto in Francia. D’altronde per il socialista Scholz la leader di Fdl è «estrema destra» e lui, in asse con Schlein, spera di isolarla”.

VON DER LEYEN, LA TELA PER IL BIS E QUEL DIALOGO ‘FITTO’ AL G7 CON LA PADRONA DI CASA

Quando Ursula von der Leyen arriva a Borgo Egnazia “Giorgia Meloni non la bacia sulle guance. Il saluto – annota il Corriere della Sera – è formale e autorizza a pensare che la premier italiana abbia davvero cambiato idea sull’amica di un tempo. E che stia stringendo un patto con Marine Le Pen per impedire il «bis» della presidente uscente della Commissione Ue. Ma poi tra «Giorgia» e «Ursula» succede qualcosa. Le due leader venerdì sera passeggiano da sole tra le bancarelle della piazzetta deI lussuoso «Borgo». Parlano fitto per venti minuti e non solo di mozzarelle, taralli, ciliegie e altre leccornie pugliesi, ma anche di alleanze europee. Una scena che Macron e Scholz hanno seguito, a distanza, con massima attenzione”.

Leggi anche: Cosa c’è (e cosa no) nelle conclusioni del G7 in Puglia

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