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Brexit, le 10 peggiori fake news

Brexit

La classifica dieci peggiori fake news su Brexit stilata da Daniele Meloni per Atlantico Quotidiano

Una sbirciata al sito del Guardian, una alle tv mainstream e oplà! la bufala sulla Brexit è servita: ce n’è per tutti i gusti, dalla Famiglia Reale agli approvvigionamenti, passando per Parlamento e Cabinet. Ecco, da tre anni a questa parte le peggiori panzane sulla Brexit:

1 – “In caso di hard brexit la Regina sarà costretta a evacuare Buckingham Palace”. Come in tutti i casi in cui ci sono cambiamenti importanti, il Governo e tutti i servizi di sicurezza approvano dei protocolli che prevedono ogni tipo di casistica. Ovviamente presentare l’ultima ratio, il worst case scenario, come una verità assoluta e quasi naturale è una bufala. Pensate poi: la Regina non si è rifugiata in Canada quando i nazisti bombardarono il Palace e ora dovrebbe darsela a gambe per Barnier e Juncker? You’re having a laugh!

2 – “Alla scadenza dei termini i supermercati, le farmacie e i negozi di ortofrutta resteranno vuoti. Possibile anche la mancanza di carta igienica”. In effetti la mancanza di carta igienica dovrebbe preoccupare le testate che hanno scritto queste cose. Si tratta sempre del worst case scenario: difficile pensare al Regno Unito del 2019 come al Biafra degli anni Sessanta comunque…

3 – “Esercito per le strade di Londra in caso di disordini”. Beh, in questo caso i disordini sembrano ben lontani. Chiunque è stato a Londra di recente magari ha visto qualche legittima manifestazione degli europeisti o degli anti-europeisti ma, francamente, la situazione cilena o boliviana non sembra all’ordine del giorno. Pensare che l’esercito e i bobby siano pronti a sparare sulla folla perché c’è stata la Brexit è talmente assurdo che qualcuno potrebbe crederci.

4 – “La Ue non riaprirà l’accordo chiuso da May. Johnson si rassegni. Il backstop resterà”. Il 29 ottobre la Ue e il Regno Unito annunciano la firma di un nuovo accordo sulla Brexit rinegoziato dal premier Boris Johnson. Il backstop nordirlandese non c’è più.

5 – “Il Regno Unito è ormai un Paese in crisi”. Il numero di occupati in Gran Bretagna è il più alto da quando esistono le statistiche a registrarli, 1971, con oltre il 76 per cento della popolazione con un impiego. Allo stesso modo il numero di disoccupati è ai minimi storici, al 3,9 per cento. I salari aumentano del 3,8 per cento su base annua e corrono più dell’inflazione. Le previsioni del Pil per il 2019 prevedevano un aumento su base annua dell’1,4 per cento, superiore a quello di Francia (+1,3), Germania (+0,9) e Italia (+0,1).

6 – “Se non ottempererà alle decisioni della Corte Suprema Johnson rischierà l’arresto”. Boom! A memoria d’uomo il primo ministro britannico non è stato arrestato spesso. La “sospensione del Parlamento” chiesta da Johnson è un atto di prassi prima del Queen’s Speech. Difatti la Corte lo ha bocciato quando il premier lo ha chiesto per due settimane ai primi di settembre in quanto “atto infondato”, ma non è intervenuta quando Johnson vi è ricorso ad ottobre.

7 – “Se ci fosse un secondo referendum vincerebbe sicuramente il Remain”. Da quando si è tenuto il referendum sulla brexit (23 giugno 2016), ci sono state le elezioni del 2017 nelle quali i partiti che promettevano la Brexit – Conservatori e Laburisti – ottennero, nel complesso, l’80 per cento dei voti. Poi ci sono state le europee a maggio 2019, nelle quali a stravincere è stato il Brexit Party. Non si capisce su quali basi un secondo referendum dovrebbe finire diversamente.

8 – “Con gli inglesi fuori dall’Ue potranno finalmente nascere gli Stati Uniti d’Europa”. La Gran Bretagna ha sempre visto la vecchia CEE come un’associazione di libero scambio in cui gli stati cooperano per migliorare il loro status economico. Vale la pena ricordare che il progetto di costituzione europea varato dalla Convenzione per un’Europa politica fu fragorosamente bocciato alle urne dal popolo francese e da quello olandese nel 2005, due paesi fondatori della CEE. Inoltre, ogni norma che proviene da Bruxelles passa al vaglio della Corte Costituzionale di Karlsruhe in Germania. Se la Corte ne boccia una, il governo tedesco ferma tutto. Altro che Stati Uniti d’Europa!

9 – “Londra fuori dall’Europa sarà in posizione dimessa rispetto all’Ue, il rapporto sarà guastato per sempre”. Nella Dichiarazione politica sui rapporti futuri tra Londra e Bruxelles si è sempre fatto riferimento alla cooperazione futura in termini di “level playing field”, cioè rapporto paritario tra UK e Unione.

10 – “Il problema dell’Inghilterra è il partito Conservatore”. Caspita! Stiamo parlando del partito che ha ottenuto il maggior numero di voti di sempre nella storia delle democrazie. Se si parla di istanze euroscettiche ricordiamo che l’“amato” Tony Blair negoziò un rebate con l’Unione proprio come la “cattiva” Mrs. Thatcher, e che il suo Cancelliere, Gordon Brown, bocciò l’ingresso dello UK nell’euro. Entrambi erano laburisti, non conservatori.

Da rilevare che tutte queste fake news non sono state diffuse dalla centrale dei troll russi a San Pietroburgo, ma dai media tradizionali mainstream da cui ci abbeveriamo tutti i giorni.

 

Articolo pubblicato su atlanticoquotidiano.it

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