Dal mondo

Budget, Social, Nutriscore e non solo. Tutti i subbugli nei palazzi europei

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Di che cosa si discute fra Bruxelles e Strasburgo. Il Taccuino europeo di Andrea Mainardi

TUTTI EUROPEISTI (COI SOLDI DEGLI ALTRI)

La proposta di un budget europeo 2021-27 al ribasso presentata dalla presidenza di turno finlandese dell’Unione è un compromesso tra i Paesi più rigidi e quelli più generosi che scontenta i primi giorni di Ursula von der Leyen. E non solo. La presidenza della Commissione è in non malcelata rotta di collisione con Berlino, capofila dei Paesi che vogliono tagliare centinaia di miliardi di euro dal bilancio a lungo termine.

Ma, così facendo, avverte von der Leyen, si mettono in pericolo una serie di obiettivi strategici. La bozza prevede l’1,07% del Pil, pari a 1.087 miliardi di euro per sette anni. Più del 1% auspicato dalla Germania – e da altri, come i Paesi Bassi –, meno del 1,12% proposto dalla Commissione. Si prospettano sforbiciate dolorose a fondi strutturali, sicurezza e gestione frontiere. (Policy Maker ne ha fornito un resoconto qui).

A rischio il green

La bozza di Helsinki approda sul tavolo del Consiglio europeo in programma da giovedì a venerdì. Settimana scorsa von der Leyen ha già suonato l’allarme. Le riduzioni – avverte – colpiscono “obiettivi chiave dell’agenda strategica”. L’ex ministro della Difesa tedesco parlando coi giornalisti ha ribadito le ambizioni di Bruxelles sulla politica climatica, compresi i piani per utilizzare il bilancio Ue e la Banca europea per gli investimenti per creare un “Fondo di transizione” da 100 miliardi di euro che aiuterebbe i paesi ad adattare le loro industrie all’economia a basse emissioni di carbonio.

Il fiore all’occhiello dei primi cento giorni di von der Leyen si ingela. Il Just transition fund doveva essere approvato domani, 11 dicembre. Slitta all’8 gennaio. Il nodo, oltre alle risorse, è sull’architettura del piano di “giusta transizione”, architrave del Green deal Ue. Chi beneficerà dei contribuiti? Finanziare anche le grandi imprese o solo le Pmi? A quali condizioni? La proposta finlandese di tagliare di 7 miliardi i contributi per la coesione non si accordano con l’ambizione green della nuova Commissione. Per l’Italia sono in gioco aiuti almeno per quattro Regioni. Puglia e Sardegna in primis.

Il conflitto sul bilancio mette dunque in aspettativa il verde. Von der Leyen esorta i governi a concludere un accordo sul nuovo budget a lungo termine all’inizio del prossimo anno. Esorta: i negoziati dovrebbero essere guidati da Charles Michel, il nuovo presidente del Consiglio europeo.

Per ora, Berlino non ci sente. Più di un funzionario sussurra ai giornalisti di stanza a Bruxelles: la Germania punta a tirarla per le lunghe, in modo da gestire la partita budget nel secondo semestre 2020, quando sarà presidente di turno dell’Unione.

Eur(h)ope in the space

Non è solo il green a rimetterci. Se il bilancio pluriennale venisse approvato così come presentato verrebbero messi a rischio investimenti cruciali nell’industria aerospaziale. Il Fondo europeo per la difesa (Edf) per ora ha una dotazione provvisoria di 500 milioni. La messa in orbita dei sistemi satellitari Egnos, Copernico e Galileo è realtà. Testimonianza – riassume Gianni Dragoni sul Sole 24 Ore – di “ricadute in termini industriali, innovazione, competitività, occupazione, nuovi servizi a cittadini e imprese, sicurezza, difesa, controllo delle frontiere, tutela dell’ambiente, protezione civile”. Sono risultati straordinari: “Perciò l’Europa deve continuare ad investire in questo settore”.

L’idea era di andare sui 13 miliardi nel bilancio 2021-27, con progressi su innovazione e ricerca eccezionali. Helsinki raggela gli entusiasmi fissando l’asticella a 6 miliardi.

Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, intervenuto a Napoli il 6 dicembre per gli Stati generali su Spazio, Sicurezza e Difesa, non nasconde la preoccupazione. Nelle pieghe di bilanci e tagli, spiccano mannaie sull’adeguamento delle infrastrutture (strade, ferrovie) per il trasporto di mezzi militari e truppe via terra – da 6,5 miliardi a 2,5 – e, appunto meno stelle e pianeti.

Italia all’avanguardia, ma servono risorse

“Confido che vi siano margini per mantenere ad un livello adeguato le risorse per lo spazio e la difesa nel Multiannual Financial Framework in via di finalizzazione e scongiurare possibili riduzioni di budget”, sottolinea il presidente di Leonardo Gianni De Gennaro. Incalza l’ad, Alessandro Profumo: laddove ci saranno tagli, si taglia la capacità dell’Europa di tenere il passo dei competitor mondiali.

Un bilancio Ue più magro sul fronte spaziale va in contrasto con gli sforzi recentemente affrontati nella conferenza ministeriale di Siviglia. Lì si è dato il disco verde a un budget pluriennale dell’Agenzia spaziale europea (Esa), per iniettare risorse fino a 14,4 miliardi per i prossimi tre anni rispetto ai 10,6 stanziati nel triennio precedente. L’Italia ha messo sul piatto quasi un miliardo in più (previsti 2 miliardi e 288 milioni). Quota che raggiunge la percentuale del 15,9 in Esa, facendone il terzo contributore europeo, appena dopo la Francia. La Germania, che tiene il braccio corto sul budget europeo, è in cima.

Mette in pagina il Sole 24 Ore: “L’incremento degli investimenti del programma Esa andrà a beneficio di oltre 250 aziende italiane. Ci si aspetta quindi un incremento dell’attività e dei ricavi, a partire dalle più grandi: Avio per i lanciatori con la famiglia del Vega, le partecipate di Leonardo-Finmeccanica, cioè Thales Alenia Space (33% Leonardo e 67% Thales) per la manifattura di satelliti e Telespazio (67% Leonardo, 33% Thales) per i servizi, inoltre e-Geos, joint venture tra Telespazio e l’Asi. Nel campo privato si muovono numerose società tra cui Ohb Italia, Elettronica, Sitael”.

Riassume in un tweet la rappresentanza italiana nell’Ue:

 

Spazio, ultima frontiera

A mezzo secolo dalla messa in onda di Star Trek, il suo slogan allora fantascientifico è cronaca. “A volte si pensa che lo spazio sia qualcosa di molto lontano, che non ci riguarda”, ha ricordato al convegno napoletano il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Giorgio Saccoccia. “Invece l’investimento nello spazio ha effetto nella vita di tutti i giorni”. “L’Italia ha un ruolo importantissimo in Europa, è uno dei pochi paesi al mondo che opera in tutta la filiera dello spazio e in tutte le sue applicazioni, osservazione planetaria, telecomunicazioni, navigazione, esplorazione”.

TAKE AWAY IN ORDINE SPARSO

L’autoregolamentazione dei social non funziona

Un nuovo rapporto di un gruppo accreditato dalla Nato conclude che le società di social media come Facebook e YouTube sono “la nuova frontiera per gli antagonisti che cercano di influenzare le elezioni, polarizzare l’opinione pubblica e sostenere discussioni politiche”. Queste aziende non riescono a bloccare account, contenuti, like e follower falsi che potrebbero influenzare l’opinione pubblica: “L’industria della manipolazione sta crescendo di anno in anno e l’autoregolamentazione non funziona”, afferma il rapporto.

Go est

Il commissario europeo per l’allargamento e la politica di vicinato, l’ungherese Olivér Várhelyi, ha dichiarato lunedì che l’Europa “dovrebbe essere in grado di andare avanti e correggere l’errore commesso in ottobre”, quando tre Stati membri (Danimarca, Francia e Paesi Bassi) si sono opposti all’apertura dei colloqui di adesione con la Macedonia settentrionale e l’Albania. “Dovremmo essere in grado di avviare i negoziati di adesione con entrambi i paesi in primavera”, ha detto Várhelyi ai giornalisti.

A Bruxelles tutti trilingue entro i 18 anni. Per tutti gli altri c’è Google translate

Sven Gatz, ministro fiammingo della Cultura di Bruxelles ha presentato un piano formativo per garantire che tutti coloro che si diplomano a 18 anni nella capitale belga parlino francese, fiammingo e inglese. “Il governo di Bruxelles ha fatto del multilinguismo una priorità per far funzionare meglio la città cosmopolita, per stimolare la coesione sociale tra i suoi cittadini e prepararli meglio per il mercato del lavoro”, sottolinea. Sfida non impossibile: già la maggioranza dei belgi parla almeno due lingue. Va peggio altrove. Italia e Francia guidano la classifica dei monoglotti in Europa. Lo rivela un rapporto di Ef di un anno fa.

Helsinki batte record

Sanna Marin, 34 anni, è il nuovo primo ministro finlandese. Eletta dai socialdemocratici, è il premier più giovane al mondo e una delle cinque donne capo di stato o di governo nell’Unione. L’ex ministro dei Trasporti succede all’ex premier Antti Rinne, sfiduciato per come aveva gestito lo sciopero dei dipendenti delle Poste. Con la nuova nomina il governo è formato da una coalizione in rosa. Fino a fine mese Marin guiderà la presidenza dell’Unione europea.

PAUSA PRANZO

Speranza serve la dieta Mediterranea all’Ue
Ovvero: protesta contro il Nutriscore

La deriva salutista eurodiretta non piace al ministro della Salute, Roberto Speranza – e non solo a lui – che ieri ha discusso del Nutriscore con la commissaria europea Stella Kyriakides, ribadendo la contrarietà italiana. Il sistema di classificazione e di etichettatura delle confezioni dei prodotti alimentari in base a cinque lettere dalla A alle E – sulla base di cinque colori di ispirazione semaforica che vanno dal verde al rosso – è già in vigore, sotto varie forme, in Francia, Belgio, Spagna, Germania e Svizzera. Più compri light, più risparmi alla cassa. Una sorta di moraleggiante dittatura alimentare. Che si vuole estendere a tutti i paesi Ue. Secondo Coldiretti “l’etichetta nutrizionale a semaforo e il Nutriscore sugli alimenti, che rischia di affermarsi nell’Unione Europea sotto la spinta delle multinazionali, boccia ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop) che la stessa Unione europea dovrebbe invece tutelare e valorizzare”, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Come riporta Eunews, Prandini spiega che “il sistema di etichettatura a semaforo è fuorviante, discriminatorio ed incompleto e finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta”. Per Coldiretti con il Nutriscore “si rischia di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma”.

Suggeriamo, non richiesti sommessi consigli per il desco odierno contro la gastro-dittatura: pranzo veloce a base di caprese con mozzarella di bufala campana e qualche fetta di prosciutto Dop. A merenda bruschetta all’olio del Mugello. Per cena: tagliata di chianina con rucola e scaglie di Grana o Parmigiano. Dolce? Pane e Nutella, off course. 

MENO DUE… UK AL VOTO

Ci siamo. Giovedì si vota. Boris Johnson è ancora in testa nei sondaggi, ma il rischio che il partito conservatore non ottenga la maggioranza assoluta non è poi così remoto. La distanza tra Tory e Labour si è accorciata a otto punti percentuali. In una intervista a Sky BoJo è apparso un poco nervosetto. Senza maggioranza assoluta la chiusura Brexit al 31 gennaio si fa complessa. Così come le riforme in tema immigrazione e sanità. (Su questo ultimo, essenziale punto, Daniele Meloni per Start Magazine ha tutti i dettagli qui).

In queste frenetiche ore di caccia ad ogni singolo voto, i due principali contendenti si sfidano a colpi di tweet.

Boris Johnson ne ha fatto un film qui:

Il laburista Jeremy Corbyn si riassume accanto al caminetto:

Insomma, come cantavano i Pink Floyd: “Ticking away the moments that make up a dull day” (Time, The Dark Side of The Moon, 1973). O, per dirla con l’affannato Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie, compulsando l’orologio dal taschino del panciotto: “È tardi. Tardissimo”. Ma no. In fondo mancano solo due giorni.

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