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Chi è Josh Gruenbaum, il volto nuovo dei colloqui Usa-Cremlino

Un nuovo volto della finanza compare tra i negoziatori americani inviati al Cremlino per discutere la fine del conflitto tra Russia e Ucraina. Si chiama Josh Gruenbaum: ecco chi è

Slegato dalla diplomazia e dalla politica estera, Josh Gruenbaum proviene da quella fetta di mondo finanziario che sostiene apertamente Trump. Senonché, negli ultimi giorni, è comparso nella delegazione americana al Cremlino a fianco di Steve Witkoff e Jared Kushner. Una prima volta assoluta per l’esperto di acquisizioni e ristrutturazioni finanziarie: un segnale che dai negoziati si sta passando agli affari?

CHI È JOSH GRUENBAUM

Quarant’anni, laureato in legge e in economia alla New York University  gode di grande considerazione da parte dell’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. Gruenbaum è cresciuto in una comunità ebraica ortodossa nel New Jersey. Secondo Jewishinsider sarebbe il nipote di un sopravvissuto all’Olocausto la cui intera famiglia fu sterminata dai nazisti.

Attualmente è il direttore del Federal Acquisition Service, un ramo della General Services Administration degli Stati Uniti, l’agenzia federale responsabile degli appalti e delle forniture governative. Prima di entrare nell’amministrazione Trump ha lavorato nel settore del private equity con società di primo piano come il gigante degli investimenti KKR & Co, e la società di consulenza strategica Moelis & Company.

I RAPPORTI CON LA RUSSIA

Ha già avuto a che fare con Russia e Ucraina: negli incontri di dicembre, nelle riunioni con i negoziatori americani e l’inviato russo, Kirill Dmitriev a Miami e nei colloqui del presidente Trump, con il leader ucraino, Volodymyr Zelensky a Mar-a-Lago. L’amministrazione Trump lo ha coinvolto probabilmente per l’esperienza nella ristrutturazione delle corporation, le fusioni e le grandi acquisizioni.

GAZA RIVIERA

Il suo nome è associato anche al programma di trasformazione di Gaza nella “Riviera Mediorientale”, dando priorità al potenziale immobiliare su quello dell’emergenza rifugiati e ricostruzione delle infrastrutture di base. E’ stato inserito come consigliere nel Board of Peace, insieme al leader religioso ebraico Aryeh Lightstone (le cui iniziative hanno ricevuto il riconoscimento diretto di Benyamin Netanyahu) e seguirà la strategia quotidiana e le operazioni dell’organismo. L’impostazione è dichiaratamente manageriale ed economica.

 

 

 

 

 

 

 

 

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