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Chi sono i 17 Paesi firmatari dell’appello a Hamas e Israele per la tregua. Perché l’Italia non c’è?

Appello Hamas

Nuovo appello diffuso dalla Casa Bianca per un cessate il fuoco in Medio Oriente. Aderiscono tra gli altri i big europei e i paesi del G7 tranne l’Italia e il Giappone. Ad Hamas si chiede di concludere l’accordo con Israele

17 Paesi chiedono ai leader di Israele e Hamas di fare tutti i compromessi finali necessari per concludere” l’accordo sul cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi, sulla base del piano del presidente Usa Joe Biden. All’appello aderiscono Stati Uniti, Spagna, Argentina, Austria, Brasile, Bulgaria, Canada, Colombia, Danimarca, Francia, Germania, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Thailandia e Gran Bretagna. L’Italia quindi non c’è. Dei Paesi del G7 manca anche il Giappone, mentre i big europei – tra cui Gran Bretagna, Germania e Francia – ci sono tutti.

L’APPELLO DEI 17 PAESI GUIDATI DAGLI USA: “HAMAS CONCLUDA L’ACCORDO CON ISRAELE”

Quali “leader di paesi profondamente preoccupati per gli ostaggi, tra cui molti dei nostri stessi cittadini – si legge nell’appello diffuso dalla Casa Bianca -, sosteniamo pienamente il movimento verso un cessate il fuoco e un accordo sul rilascio degli ostaggi ora sul tavolo, e come delineato dal presidente Biden il 31 maggio”.

“Non c’è tempo da perdere. Chiediamo ad Hamas di concludere questo accordo, che Israele è pronto a portare avanti, e di avviare il processo di rilascio dei nostri cittadini”, si legge nel comunicato. Questo accordo porterebbe a un cessate il fuoco immediato e alla riabilitazione di Gaza insieme a garanzie di sicurezza per israeliani e palestinesi e opportunità per una pace più duratura a lungo termine e una soluzione a due Stati. In questo momento decisivo, chiediamo ai leader di Israele e di Hamas di fare tutti i compromessi finali necessari per concludere questo accordo e portare sollievo alle famiglie dei nostri ostaggi, così come a quelle di entrambe le parti di questo terribile conflitto, comprese le popolazioni civili. È tempo che la guerra finisca e questo accordo è il punto di partenza necessario”.

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