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Colpo di Stato in Mali, il presidente Keita si dimette

Mali Keita

Il presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, contestato da settimane, è stato destituito ieri da un colpo di Stato. Una nuova crisi che preoccupa e indebolisce i Paesi vicini, impegnati al suo fianco nella lotta alla minaccia jihadista

Questa mattina il Mali si è risvegliato senza Presidente. Ibrahim Boubacar Keita, dopo essere stato arrestato ieri pomeriggio con il primo ministro Boubou Cissé, è stato costretto da militari ammutinati a dimettersi nella notte.

L’ANNUNCIO DI KEITA

Verso mezzanotte, in un discorso trasmesso in televisione, Keita visibilmente stanco e con una mascherina chirurgica ha spiegato che non aveva altra scelta che sottostare alla volontà del suo esercito in rivolta per evitare che venisse versato sangue. Il capo di Stato ha anche annunciato lo scioglimento dell’Assemblea nazionale.

IL GOLPE FORSE NON BASTERÀ

A inizio serata, il quotidiano del Burkina Faso L’Observateur Paalga sottolineava che “Chi critica il regime sembra aver vinto, anche se in realtà è tutto il Mali che perde. Ibrahim Boubacar Keita probabilmente è una parte della storia del Mali, ma i problemi del Paese, quelli, restano intatti, soprattutto l’insicurezza endemica nella quale è caduto da un decennio. E servirà molto di più del rovesciamento del governo per venirne a capo”.

LA GUERRA AL TERRORISMO

Il golpe è arrivato proprio quando il Mali e i suoi vicini si stavano confrontando da anni con gli attacchi jihadisti. Alcuni temono infatti che questo evento destabilizzi ancora di più la regione. Il quotidiano burkinabé Le Pays ha scritto: “Sarà impossibile vincere la guerra ai terroristi – determinati a trionfare – con un esercito che sembra voler aprire una nuova epoca di incertezza per il Paese”.

TIMORI PER I PAESI VICINI

Preoccupata per la sicurezza della regione, la Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale ieri sera ha condannato il rovesciamento di Keita e del Primo Ministro per mano di “militari golpisti”. Ha anche sospeso il Mali da tutti i suoi organi decisionali e chiuso tutte le frontiere terrestri e aeree dei Paesi membri dell’organizzazione condivise con Bamako. “Un colpo di Stato in Mali potrebbe avere conseguenze devastanti per i Paesi vicini che già lottano contro la porosità delle loro frontiere”, ha scritto il Washington Post, a cui l’ex alto funzionario liberiano Gyude Moore ha dichiarato: “La fragilità del Sahel fa paura a tutti i dirigenti della regione. Se cade un Paese, questa instabilità può diffondersi ad altri come una malattia contagiosa”.

IERI COME NEL 2012

Alcuni fanno un parallelismo tra quanto accaduto ieri e gli eventi del 2012 quando dei militari destituirono il presidente Amadou Toumani Touré, accusato di incompetenza di fronte ai ribelli. Will Ross, inviato della BBC in Africa, ha detto: “Violenti jihadisti avevano approfittato allora del caos per impadronirsi del nord del Mali. E continuano oggi a portare scompiglio nella regione”.

CHI SONO I RESPONSABILI DEL GOLPE: LE OMBRE RUSSE

Il colpo di Stato viene attribuito a tre militari di alto rango. La mente, secondo quanto sostengono diverse fonti, sarebbe il colonnello Malick Diaw. Avrebbe guidato lui l’ammutinamento avvenuto nella caserma di Kati, alle porte di Bamako, la stessa dove ebbe inizio il golpe del 2012. Al momento si hanno pochissime informazioni su di lui, a parte le notizie circa un suo recente addestramento in Russia. Nella dichiarazione televisiva con cui i golpisti hanno annunciato la destituzione di Keita, la formazione di un Comitato nazionale per la salvezza del popolo (Numc) e di un governo di transizione incaricato di guidare il Paese verso nuove elezioni in tempi ragionevoli, Diaw si è mostrato accanto al vicecapo di Stato maggiore dell’aeronautica, Ismael Wagué. Un altro ufficiale che ha avuto un ruolo importante nel colpo di Stato è il colonnello Sadio Camara. Di lui si sa che ha prestato servizio nel nord del Mali sotto il comando del generale El Hadj Gamou fino al 2012, per poi diventare il direttore dell’Accademia militare di Kati. Qui ha ricoperto l’incarico fino al gennaio 2020 quando si è recato in Russia per l’addestramento militare prima di tornare a Bamako all’inizio di agosto per prendere un congedo di un mese.

IL TERZO PROTAGONISTA

Il terzo protagonista è il generale Cheick Fanta Mady Dembele. Si è diplomato all’Accademia militare di Saint-Cyr, in Francia, e dopo la laurea in Storia presso la Sorbona di Parigi, Dembele è stato promosso a generale di brigata nel 2018 prima di essere nominato direttore generale dell’Istituto di mantenimento della pace “Alioune Blondin Beye”. Prima della sua nomina all’istituto, il generale Dembele era responsabile per la gestione dei conflitti e della pianificazione strategica presso la Commissione per la pace e la sicurezza dell’Unione africana, con sede ad Addis Abeba, in Etiopia.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato il golpe in Mali e ne ha discusso con il presidente nigeriano Mahamadu Issufu, l’ivoriano Alassane Ouattara e il senegalese Macky Sall. Ha inoltre espresso il suo pieno sostegno agli sforzi di mediazione della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale. È stata indetta una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e il segretario generale, Antonio Guterres, ha chiesto il rilascio immediato e senza condizioni del presidente del Mali.

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