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AI agentica

Come evolve la comunicazione: la nuova forma dell’Intelligenza Artificiale

Si apre una nuova fase per l’intelligenza artificiale, una nuova evoluzione che ci pone di fronte a una più ampia autonomia decisionale della macchina. Ecco come cambierà la comunicazione con l’avvento dell’AI agentica

In questi anni l’intelligenza artificiale (AI) ha superato la fase dell’AI generativa in cui analizzava i dati inseriti e rispondeva ai vari comandi con cui la si testava – tutti abbiamo usato sinora i chatbot – per giungere all’AI Agentica, una fase più avanzata in cui siamo in presenza di una autonomia più ampia, una vera e propria autonomia decisionale.

E l’impatto dell’AI Agentica modifica profondamente l’incisività e la modalità di sviluppo nei contesti aziendali e specificatamente nella Comunicazione perché l’attenzione si sposta dal contenuto all’azione. L’agente non si limita a conversare e a fare delle scelte ma le organizza.

CHI SONO GLI “AGENTI” DELL’AGENTIC AI

Gli agenti dell’Agentic AI sono modelli avanzati di machine learning che replicano il processo umano e risolvono i problemi, anche complessi. Ogni agente ha un suo ruolo e solo attraverso l’orchestrazione dell’AI, cioè attraverso funzionalità di ragionamento avanzato e capacità decisionali autonome, si raggiunge l’obiettivo prefissato, proprio come il direttore d’orchestra. Ma tutto ciò vuol dire che al pari delle altre funzioni aziendali – finanza, ricerca, formazione, vendite, HR, IT, logistica, ecc. – anche nella Comunicazione si avranno delle conseguenze. In primis i Comunicatori Corporate e di Brand tra i target da raggiungere dovranno inserire anche gli Agenti AI, utilizzando dati e logiche proprie del mondo dell’AI Agentica al fine di essere presenti in tutte le scelte soprattutto degli stakeholder.

COME CAMBIA LA COMUNICAZIONE D’IMPRESA

In quest’ottica occorrerà rafforzare sempre più un flusso continuo e qualitativamente significativo di informazioni alle fonti, alle sorgenti a cui si alimenta l’Agentic AI e la Comunicazione d’impresa dovrà lavorare molto sulla validazione e sulla trasparenza per migliorare la qualità dell’orchestrazione. Basti pensare alla questione della privacy, gli studi e le ricerche concordano nel sostenere che l’AI Agentica sarà il nostro futuro.

L’INTERAZIONE CON L’UOMO

Per ultimo l’Osservatorio Digitale 2025 presentato a dicembre da Bain & Company rileva come tre persone su quattro si sentono a loro agio nell’interagire con un agente digitale, il 48% lascerebbe all’AI la scelta di acquisto e il 37% gli affiderebbe addirittura la gestione del proprio budget. In questa ricerca condotta su 4100 partecipanti di sei paesi – Spagna, Francia, Italia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti – gli italiani con il 39% si mostrano tradizionali preferendo ancora gli acquisti fisici – in Italia a gennaio 2025 l’età media era pari a 46,8 anni ma cresce di alcuni mesi ogni anno (Fonte: Istat) – ma con il 45% è il paese più avanzato nell’uso di WhatsApp.

Gli italiani utilizzano WhatsApp anche per comunicare con i brand apprezzando, in generale, le piattaforme digitali per relazionarsi alla marca. L’AI Agentica in tal senso è una prospettiva di marcia.

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