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Coronavirus, chi è Guido Rasi, numero uno dell’Agenzia europea del farmaco

Rasi

Contro Covid-19, l’Agenzia europea per i medicinali è in contatto con gli sviluppatori di circa dodici potenziali vaccini ma “primi test sull’uomo solo in autunno” avverte il direttore Rasi

Nella corsa per il vaccino contro il coronavirus l’Ema è in prima linea in Europa. L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) è infatti in contatto con gli sviluppatori di circa dodici potenziali vaccini contro Covid-19. Ma bisognerà attendere almeno un anno. Questa l’opinione del professor Guido Rasi, direttore esecutivo dell’Ema.

COSA FA L’EMA

L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) istituita nel 1995 con sede ad Amsterdam, protegge e promuove la salute dei cittadini e degli animali, valutando e monitorando i medicinali all’interno dell’Unione europea (UE) e dello Spazio economico europeo (SEE). I compiti principali dell’agenzia consistono nell’autorizzare e monitorare i medicinali nell’Ue.

CURE CONTRO IL NUOVO CORONAVIRUS

Al momento, priorità per l’Ema è sostenere lo sviluppo e l’approvazione in tempi rapidi di trattamenti e vaccini efficaci e sicuri contro la malattia da Covid-19 per contenere quanto prima gli effetti della pandemia.

“Il team dell’Ema sta collaborando con numerose realtà private e pubbliche che stanno sviluppando in totale (fra ‘specifici’ e ‘riposizionati’) circa 40 farmaci con finalità terapeutiche” ha riferito il direttore Rasi all’Adnkronos.”Di questi, 20 progetti riguardano il riutilizzo di farmaci già esistenti, che abbiano più o meno possibilità di essere impiegati in questa circostanza, mentre ci sono 20 progetti completamente nuovi. Ovviamente sono a un diversissimo livello di sviluppo: alcuni sono poco più di idee, altri sono più avanzati, perché ad esempio si basano su esperienze precedenti fatte con il virus Ebola, ma hanno come target specifico questo nuovo coronavirus”.

Per quanto riguarda le cure “valutiamo potenziali antivirali e potenziali nuovi farmaci. L’auspicio è avere test clinici più vasti possibili e omogenei per tutta l’Unione Europea”.

I POTENZIALI TRATTAMENTI

Come riporta anche il sito dell’Aifa, i potenziali trattamenti per il Covid-19, attualmente sottoposti a sperimentazione clinica per valutare la sicurezza ed efficacia contro la malattia, includono:

• remdesivir (medicinale sperimentale)

• lopinavir/ritonavir (al momento autorizzato come medicinale anti-HIV)

• clorochina e idrossiclorochina (al momento autorizzate a livello nazionale per il trattamento della malaria e di alcune malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide)

• interferoni sistemici e in particolare interferone beta (al momento autorizzato per il trattamento di malattie come la sclerosi multipla)

• anticorpi monoclonali con attività contro componenti del sistema immunitario.

VACCINO ANTI COVID-19 ENTRO UN ANNO

Ma oltre le sperimentazioni sui farmaci, l’Agenzia europea è in contatto  anche con gli sviluppatori di circa dodici potenziali vaccini contro Covid-19. Per due di questi sono già stati avviati gli studi clinici di fase I, che rappresentano i primi studi necessari e sono condotti su volontari sani. Ma come avverte la stessa Agenzia, le tempistiche per mettere a punto i medicinali sono difficili da prevedere. Sulla base delle informazioni al momento disponibili e dell’esperienza precedente sui tempi di sviluppo dei vaccini, l’Ema stima che potrebbe essere necessario almeno un anno prima che un vaccino contro Covid-19 sia pronto per essere approvato e sia disponibile in quantità sufficienti per consentirne un utilizzo diffuso. È necessario prevedere in modo proattivo un adeguato approvvigionamento di dosi per soddisfare le esigenze di tutti i paesi dell’Ue.

Il vaccino si potrà avere “entro un anno” ha ribadito all’Ansa il direttore esecutivo dell’Ema, Guido Rasi, riferendo inoltre che il 18 marzo scorso si è svolto un vertice tra Ema, Fda statunitense e Icmra, la Coalizione internazionale che riunisce 17 autorità di regolamentazione dei medicinali, di cui Rasi è presidente, per fare il punto.

“Il vaccino è molto difficile” ha ribadito Rasi. “Sono iniziate le prime somministrazioni su volontari sani. In 10-12 mesi saranno possibili le prime sperimentazioni su popolazioni a rischio”.

IL CURRICULUM DEL DIRETTORE GUIDO RASI

Il professor Guido Rasi è al suo secondo mandato come direttore esecutivo dell’Ema, rinnovato il 16 novembre 2015.

Da novembre 2014 a metà novembre 2015, Rasi è stato consigliere principale dell’Ema in qualità di responsabile della strategia. Da novembre 2011 a novembre 2014 è stato direttore esecutivo dell’Ema e membro del consiglio di amministrazione nei tre anni precedenti.

Il professor Rasi ha ricoperto il ruolo di dg l’Aifa dal 2008 al 2011 e di membro del cda dal 2004 al 2008. Dal 2005 al 2008 è stato Direttore della ricerca presso l’Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Roma. Dal 1990 al 2005 ha lavorato presso l’Istituto di medicina sperimentale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia.

Ha avuto un’esperienza di insegnamento e ricerca presso l’Università della California, Berkeley nel 1999. Il professor Rasi è laureato in medicina e chirurgia, con specializzazioni in medicina interna, allergologia e immunologia clinica, presso l’Università di Roma. Dal 1978 al 1990, ha lavorato come medico in ospedale, ricerca e studio privato. È autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche.

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