I leader della Coalizione dei Volenterosi riuniti martedì a Parigi e i rappresentanti degli Stati Uniti hanno concordato garanzie di sicurezza per l’Ucraina in caso di cessate il fuoco con la Russia. Sono compresi anche piani per il dispiegamento di una forza militare multinazionale sul terreno
Cinque garanzie di sicurezza per Kiev e una “cellula di coordinamento che integra tutti gli eserciti competenti” con il coordinamento dei Volenterosi, Stati Uniti e Ucraina.
Sono questi sono i punti raggiunti nel vertice dei 35 Paesi riunitisi ieri a Parigi. Presente anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha accolto con favore i “contenuti concreti” che dimostrano la determinazione a “lavorare per una vera sicurezza”.
GARANZIE PER UNA PACE DURATURA
Le garanzie per la sicurezza dell’Ucraina permetteranno agli ucraini di sapere che quando questo conflitto finirà, “sarà per sempre”, ha assicurato l’inviato di Washington Steve Witkoff.
Il testo finale parla di un’impegno per “un sistema di garanzie politicamente e giuridicamente vincolanti, in aggiunta ad accordi bilaterali di sicurezza”. “È importante che la coalizione disponga ora di documenti concreti, non solo di parole”, ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, accogliendo con favore i “contenuti concreti”.
I PRIMI DUE PILASTRI DELL’ACCORDO
Il primo pilastro dell’accordo è la partecipazione a un meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco proposto dagli Stati Uniti, “continuo e affidabile, che comprenderà i contributi dei Volenterosi”.
Anche “la commissione speciale che sarà istituita per affrontare eventuali violazioni, attribuire responsabilità e determinare rimedi” vedrà la loro partecipazione.
Il secondo pilastro è il sostegno alle forze armate ucraine a lungo termine “per garantirne la capacità in modo sostenibile, poiché rimarranno la prima linea di difesa e deterrenza”. Che comprende pacchetti di difesa a lungo termine, sostegno al finanziamento dell’acquisto di armi e fornitura di sostegno nella costruzione di fortificazioni difensive.
FORZA MULTINAZIONALE E IMPEGNI IN CASO DI ATTACCO RUSSO
Il terzo pilastro vede la nascita di una “forza multinazionale per l’Ucraina, per sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine e sostenere la deterrenza”. Nel dettaglio “è stata condotta una pianificazione militare coordinata per preparare misure di rassicurazione in aria, in mare e sulla terraferma e per la rigenerazione delle forze armate ucraine”.
Nel quarto pilastro vengono prese misure in caso di un futuro attacco armato della Russia con impegni vincolanti a sostenere l’Ucraina al fine di ripristinare la pace. Tali impegni possono includere l’uso di capacità militari, intelligence e supporto logistico, iniziative diplomatiche e l’adozione di ulteriori sanzioni.
COOPERAZIONE A LUNGO TERMINE
Infine, come ultimo pilastro, c’è la cooperazione a lungo termine nella difesa con “formazione, produzione congiunta nel settore della difesa, anche con l’uso di strumenti europei pertinenti, e cooperazione in materia di intelligence”, riporta la dichiarazione finale.
LA POSIZIONE DELL’ITALIA
La posizione della premier Giorgia Meloni è chiara: sostiene l’Ucraina, seguendo la linea atlantista, ma non invierà soldati “sul terreno”. Solo “supporto logistico” come l’addestramento in Italia dei soldati di Kiev e la disponibilità a un “monitoraggio” in caso di cessate il fuoco o la messa a disposizione dell’Ucraina di satelliti se la Russia non dovesse rispettare i patti.
Le garanzie di sicurezza a Kiev vengono inoltre vincolate a un dibattito parlamentare interno: serviranno “procedure costituzionali” ovvero un passaggio parlamentare (con votazione alla Camera e al Senato) per ratificare l’impegno. Una chiara rassicurazione all’alleato Matteo Salvini che da sempre ha espresso scetticismo nei confronti di un impegno militare a Kiev. E una mossa diplomatica per evitare che la Lega si senta esclusa da decisioni cruciali.


