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Da Sputnik a Sputnik V, passando per Gagarin. La guerra fredda scientifica

Gagarin

Sputnik, Gagarin, Apollo 11. Un tempo la guerra fredda fra Stati Uniti e Unione Sovietica era una corsa allo spazio (e alle armi nucleari), oggi quando si parla di Sputnik si pensa alla corsa al vaccino anti Covid

Sessant’anni fa Yuri Gagarin fu il primo uomo ad andare nello spazio. La guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica era arrivata a un punto di svolta. Mosca conquistava grazie al suo cosmonauta un nuovo primato mondiale, superando i confini dell’atmosfera. Quattro anni prima aveva spedito in orbita il satellite Sputnik, nome che oggi è stato dato vaccino russo anti Covid. E così la guerra fredda sembra non essere mai finita, ma solo spostata dallo spazio alla medicina.

CHI ERA GAGARIN

Gagarin, figlio di un falegname e di una contadina, aveva ottimi voti nelle materie scientifiche. La sua passione per il volo lo portò a prendere il brevetto da pilota e a entrare poi nell’aviazione russa, dove fu selezionato per essere tra i candidati alla prima missione nello spazio. Trascorse tutta la sua vita sugli aerei e proprio l’anno prima che Armstrong e Aldrin piantassero la prima bandiera americana sulla Luna, a soli 34 anni, morì a bordo di un caccia di addestramento.

Il cosmonauta russo Yuri Gagarin

LA LUNGA COMPETIZIONE URSS-USA

Già nel 1954 l’Urss aveva inviato nello spazio degli animali, nel 1957 il satellite Sputnik e due anni più tardi un manufatto sulla Luna. Il 12 aprile 1961 fu la volta di Yuri Gagarin, che per la prima volta compì un giro ellittico intorno alla Terra. A lui seguirono, nel 1963, Valentina Tereshkova, la prima donna nello spazio, e Aleksei Leonov, nel 1965, il primo essere umano a rimanere sospeso liberamente nello spazio fuori dalla capsula.

I sovietici furono anche i primi a circumnavigare la Luna e a toccarne la superficie con un robot, ma la missione Apollo 11 del 20 luglio 1969, sancì la vera vittoria degli americani, che per primi compirono l’allunaggio. Da allora, solo altri 9 astronauti, tutti statunitensi, hanno camminato sulla Luna.

Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins della missione lunare Apollo 11, il 5 luglio 1969

PERCHÉ NON SIAMO PIÙ TORNATI SULLA LUNA

Dal 1972, anno dell’ultima passeggiata lunare, l’uomo non ha più fatto ritorno sul nostro satellite perché la decisione di andarci era legata a dimostrare la propria supremazia tra Stati Uniti e Urss, ragione che aveva motivato gli ingenti investimenti ricevuti dagli americani per compiere la missione.

Il governo statunitense, col passare del tempo, non ritenne più di avere motivi politici per investire così tanto per i viaggi sulla Luna e decise quindi di ridurre e dirottare su altro gli investimenti. Adesso, però, la NASA ha annunciato un ritorno sul nostro satellite entro il 2024 e ha già fatto sapere che questa volta non sarà per una passeggiata, ma “per restare”.

Leggi anche: Apollo 11, a 50 anni dal piccolo passo di Armstrong sulla Luna

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