Dal mondo

Dazi su prodotti italiani. Cosa è successo tra Usa e Europa

dazi

Come si è arrivati al verdetto del Wto sui dazi Usa all’Ue? E cosa accadrà all’Italia? Intanto il 14 ottobre le due delegazioni si incontrano. Conte spera in Trump

Il 14 ottobre ci sarà un ultimo incontro fra la delegazione degli Stati Uniti e quella dell’Unione europea e il tentativo di Bruxelles è chiaro: scongiurare i dazi su alcuni prodotti Ue per circa 7,5 miliardi di dollari (6,8 miliardi di euro).

Risultato, quest’ultimo, del verdetto dell’Organizzazione mondiale per il Commercio (Wto) che ha giudicato illegali i prestiti statali concessi al consorzio europeo Airbus.

Il dipartimento del Commercio americano ha prontamente diffuso una black list per possibili dazi da applicare dal 18 ottobre. Si valuta un incremento del 10% sui grandi aerei commerciali e del 25% sui prodotti agricoli e industriali.

Nonostante non sia tra i Paesi fondatori del consorzio — Francia, Germania, Regno Unito e Spagna — trema anche l’Italia (che potrebbe subire un impatto totale di circa 480 milioni di euro). Il presidente del Consiglio non lo nasconde. Per Giuseppe Conte la decisione di Ginevra è “un problema molto serio” ma allo stesso tempo confida “di ottenere attenzione da parte di un nostro tradizionale alleato, gli Stati Uniti, su quelle che sono alcune delle nostre produzioni che riteniamo strategiche sul piano internazionale”.

COME SI È ARRIVATI A QUESTA SITUAZIONE

In realtà ci troviamo di fronte a una questione annosa che va avanti dal 2004.

Il Wto ha stabilito che la compagnia aerea americana Boeing ha subito danni per 7,497 miliardi di dollari (6,8 miliardi di euro) in seguito ai prestiti agevolati — giudicati illegittimi già in precedenti verdetti dell’Organizzazione — ricevuti dal consorzio europeo Airbus per i velivoli A350 e A380, concorrenti rispettivamente del Boeing 787 e del Boeing 747.

Ma dal 2004 a oggi di strada ne è stata percorsa: nel frattempo il Wto ha chiesto all’Unione europea di cancellare i sussidi erogati ad Airbus, Bruxelles è risultata inadempiente e Washington ha chiesto contromisure per oltre 10 miliardi di dollari.

A maggio 2018 l’Organizzazione mondiale per il commercio ha riconosciuto agli Stati Uniti il diritto di imporre dazi contro l’Ue e il presidente Donald Trump in varie occasioni ha minacciato di voler ricorrere a tasse punitive contro Bruxelles per questo motivo. Intanto, sempre lo scorso anno, ha iniziato imponendo dazi supplementari sulle importazioni di acciaio dall’Europa che hanno provocato dazi di ritorsione.

CI SARÀ UNO SCAMBIO CON BOEING?

C’è da aggiungere che da 15 anni vanno avanti due controversie parallele che solo per le spese legali sono costate già circa 100 milioni di dollari: gli Usa contro Airbus e l’Ue contro Boeing, il colosso americano che costruisce velivoli. Il Wto ha stabilito che sia Airbus sia Boeing hanno ricevuto aiuti illeciti. Per il verdetto contro Boeing, però, bisogna attendere la primavera del 2020.

Intanto Bruxelles potrebbe rispondere con dazi di ritorsione su alcuni prodotti statunitensi come i vini della California, il tabacco e le noccioline. Del resto, le parole di Cecilia Malmstroem, commissaria Ue al Commercio, sono chiare: “Restiamo pronti a trovare una soluzione equa, ma se gli Usa decidono di imporre le contromisure autorizzate dal Wto, la Ue non potrà che fare la stessa cosa”

IL PROBLEMA PER L’ITALIA

Secondo Coldiretti i dazi colpirebbero l’Italia per circa mezzo miliardo di euro e nella black list finirebbero “il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il Pecorino e altri prodotti lattiero-caseari, prosciutti di suini non domestici (esclusi i dop), crostacei, molluschi, agrumi, succhi e liquori mentre sono savi gli elementi base della dieta mediterranea come olio extravergine di oliva, conserve di pomodoro, pasta e vino”.

A farne le spese, dunque, sarebbero soprattutto i formaggi, come confermato da altre organizzazioni agricole nazionali come Confagri e Cia: basti pensare che nel 2018 il valore delle esportazioni di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano è stato di 150 milioni di euro e che nei primi sei mesi del 2019 tale cifra è cresciuta del 26%. Dai dazi rimarrebbero escluse invece altre eccellenze dell’agroalimentare italiano come il Prosciutto di San Daniele e la mozzarella di bufala campana Dop.

L’assenza del vino dalla lista fa tirare un sospiro di sollievo all’Unione italiana vini mentre secondo Coldiretti includere nella blacklist il vino francese ed escludere quello italiano è “un tentativo di dividere l’Unione europea”. Altro esempio è il fatto che sia compreso l’olio spagnolo e non quello made in Italy. Di sicuro, secondo la confederazione, occorrerà “attivare al più presto forme di sostegno ai settori più colpiti nonostante non siano coinvolti nel settore aerospaziale”.

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