Dal mondo

Elezioni europee, Weber e Timmermans si contendono il posto di Juncker

Fatti, parole e indiscrezioni dall’evento annuale sullo Stato dell’Unione, a Firenze, con i candidati alla presidenza della Commissione europea. L’articolo di Michelangelo Colombo per Startmag

Saranno davvero il popolare Weber e il socialista Timmermans a contendersi la successione di Juncker a Bruxelles? Oppure alla fine potrebbe spuntare la carta-Lagarde?

È quello che molti addetti ai lavori hanno detto e pensato giovedì a Firenze nel corso dell’evento annuale sullo Stato dell’Unione.

A Firenze si è svolto il confronto tra i candidati che hanno accettato di esserci: la verde Ska Keller, il popolare Manfred Weber, il socialista Frans Timmermans e il liberale Guy Verhofstadt è stato organizzato dall’Istituto universitario europeo (EUI).

Ne è uscita anche la notizia, ha sottolineato il sito Eunews: il gruppo dei liberali Alde sparirà, per permettere la nascita di un nuovo gruppo “centrista”, come lo ha definito Verhofstadt, che accoglierà i liberali, gli eletti del partito di Emmanuel Macron, ma anche i britannici usciti da conservatori e laburisti, +Europa di Emma Bonino, e alcuni altri.

LE PAROLE DI TIMMERMANS

Ma che cosa hanno detto Timmermans e Weber? “C’è stata questa sceneggiata d’amore fra Orban e Salvini che si basa sui valori della famiglia ma che significa discriminazione. Sono sicuro che la maggior parte degli europei voglia un’alternativa, e voglia andare avanti, voglia combattere la discriminazione, voglia l’uguaglianza fra donna e uomo, fra varie religioni e nazionalità, voglia trovare soluzioni insieme attraverso il dialogo senza insulti, e voglia che consideriamo l’economia in modo sostenibile”, ha affermato Frans Timmermans, candidato del Pse alla presidenza della Commissione europea. A fronte della “sfida” in alcuni Stati membri della Ue, ha detto ancora Timmermans, “dobbiamo alzarci in piedi, e dare una voce alla maggioranza degli europei che vogliono un’Europa libera e sostenibile”.

CHE COSA HA DETTO WEBER

“Le persone vogliono essere coinvolte” nell’Ue, il cittadino dice “‘voglio che diventi la mia Europa’” e questo “si fa applicando la democrazia parlamentare: io ci credo, voglio rafforzare questa democrazia”, ha affermato Manfred Weber, candidato del Ppe alla presidenza della Commissione europea, nel dibattito ospitato dalla conferenza ‘The State of the Union’ a Firenze. “Ho 46 anni – ha aggiunto – faccio parte della prima generazione di europei che può dire di aver vissuto in un’Europa di pace e libertà. Forse è l’Europa migliore che abbiamo mai avuto, e la voglio difendere”.

I RUMORS SU LAGARDE

Tra i corridoi Istituto universitario europeo, dove si è tenuto l’evento, molte personalità europee hanno sottolineato come Weber sia in candidato debole che difficilmente sarà votato dal Pse. Ma anche dentro il consiglio europeo non ha grandi estimatori non essendoci mai stato. Per questo alcuni osservatori e addetti ai lavori di cose europee pensano che i francesi giocheranno una carta a sorpresa, dal ministro degli Esteri, Le Drian (come vice), alla Lagarde come presidente. Tra l’altro – nota un analista al corrente dei pour parler politici e degli equilibri fra Stati – c’è un tema di alternanza “storica”: la trafila Barroso-Van Rompuy-Juncker-Tusk ormai da dieci anni e più esclude il Pse da una delle due presidenze.

CONVERGENZE E DIVERGENZE

Comunque ci sono diversi temi su cui ci sono già convergenze fra Pse e Ppe. Su maggiori poteri per il Parlamento europeo hanno infatti insistito Weber e Verhofstadt (ma Keller e Timmerman non hanno potuto sostenere di non essere d’accordo), come a dire il vero aveva fatto in mattinata anche il ministro degli Esteri Enzo Moavero aprendo i lavori dello State of the Union. Sulla Difesa il centrodestra punta su grandi progetti, come un FBI europeo proposto da Weber, nel centro sinistra si tenta un maggiore realismo e si afferma che la cooperazione militare è un’ambizione realistica, ha sottolineato Eunews: “Sulle ricette economiche è rimasta una certa vaghezza, con i due del centrosinistra più concentrati su ricette sostenibili e che creino lavoro, ed i due del centrodestra più su”organizzazione del Mercato unico”.

 

Articolo pubblicato su Startmag.it

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