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Eric Adams, chi è il candidato che vuole New York

Eric Adams

Afroamericano, ex poliziotto e primo presidente nero del distretto di Brooklyn. Il ritratto del candidato democratico più votato alle primarie di New York dalla sua infanzia agli ultimi rumors. Dopo Bill De Blasio, la Grande Mela sarà di Eric Adams?

Fra i 13 candidati democratici alle primarie di New York, Eric Adams ha ricevuto – tranne a Manhattan – il maggior numero di voti in tutti i distretti. Ventidue anni in polizia dopo essere stato vittima di aggressione da parte delle forze dell’ordine, oggi è il presidente del distretto di Brooklyn e ambisce a diventare il prossimo sindaco di New York. Ecco la sua storia tra incarichi di rilievo e curiosità.

CHI È ERIC ADAMS

Figlio di Dorothy, mamma single, addetta alle pulizie e cuoca, Eric Adams è il quarto di sei figli. Nato il 1° settembre 1960 a Brooklyn, nel quartiere di Brownsville, è cresciuto in una famiglia della classe operaia nel Queens.

eric adams

Da piccolo Adams mostrò un precoce interesse per i computer, ma decise poi di virare sul servizio pubblico all’età di 15 anni dopo che lui e suo fratello furono picchiati da alcuni agenti di polizia. Il violento incontro lo ha motivato a intraprendere una carriera nelle forze dell’ordine per combattere la violenza di queste e lottare a favore dei diritti civili e delle minoranze.

GLI STUDI E L’INGRESSO IN POLIZIA

Dopo il diploma alla Bayside High School, Adams consegue un Associate in Arts degree in elaborazione dati al New York City College of Technology, un Bachelor of Arts in giustizia penale al John Jay College of Criminal Justice e un Master of Public Administration al Marist College.

Per studiare ha svolto diversi lavori tra cui lo smistamento della posta di una società di contabilità, meccanico e impiegato nell’ufficio del procuratore distrettuale di Kings County.

Adams, uno dei migliori studenti della sua classe, si è infine laureato nel 1984 all’Accademia di polizia di New York City. Dopo 22 anni di servizio nelle forze dell’ordine si è ritirato con il grado di capitano.

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Nel 1995, Adams ha co-fondato 100 Blacks in Law Enforcement Who Care, un gruppo di difesa noto per aver parlato della brutalità della polizia, di razzismo e diversità. È stato anche presidente del Grand Council of Guardians, una confraternita per gli afroamericani nelle forze dell’ordine.

IL PERCORSO POLITICO

Adams è stato eletto al primo di quattro mandati al Senato dello Stato di New York nel 2006. Nel corso di questi incarichi ha presieduto sia la commissione per i veterani, la sicurezza interna e gli affari militari che la commissione per le corse, il gioco e le scommesse.

Nel 2013, è diventato il primo presidente afroamericano del distretto di Brooklyn. Durante la pandemia ha messo un materasso nel suo ufficio e ha lavorato 24 ore su 24 per consegnare pasti e dispositivi di protezione individuale ai lavoratori essenziali e ai newyorkesi più vulnerabili.

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CURIOSITÀ E TALLONI D’ACHILLE

Nel 2016 gli è stato diagnosticato il diabete di tipo 2. Adams ha raccontato che, avendo perso la vista all’occhio sinistro e soffrendo di danni ai nervi delle mani e dei piedi, è andato contro le raccomandazioni iniziali dei suoi medici e ha seguito una dieta integrale a base vegetale, ribaltando nel giro di tre mesi la diagnosi iniziale.

Proprio il fatto di dichiararsi vegano però ha recentemente sollevato alcuni dubbi su di lui. Qualche giorno fa Adams ha invitato alcuni giornalisti nella sua casa di New York ed è stato così aperto e socievole da spalancare il frigorifero lasciando intravedere del pollo e del formaggio.

E qui sorge un altro dubbio. Più che mentire sulle sue abitudini alimentari, si suppone che lui non abiti veramente in quella casa. Adams ha sempre dichiarato di vivere da più di 20 anni a Brooklyn nel quartiere di Bedford-Stuyvesant, ma c’è chi sostiene di non averlo mai visto nei dintorni. Certo, non è obbligatorio vivere in un determinato luogo per essere votato però gli elettori potrebbero non apprezzare il fatto che Adams trascorra diverso tempo nella sua residenza in New Jersey invece che a New York.

Un’altra possibile grana da risolvere per il candidato democratico potrebbe essere quella di aver espresso in passato simpatia per Louis Farrakhan, il leader della Nation of Islam.

Insomma, Adams è in testa ma la partita è ancora aperta e, come ogni candidato, dovrà fare molta attenzione ai possibili scivoloni.

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