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Euro digitale, cos’è e perché l’Europa ci punta

Via libera del Parlamento europeo al progetto della BCE. In attesa dei negoziati tra le istituzioni dell’Unione europea in vista del voto definitivo, ecco che cos’è l’euro digitale, come funzionerà e quali saranno le prossime tappe.

ll progetto dell’euro digitale è arrivato a un passaggio cruciale. Dopo oltre tre anni di lavoro, il Parlamento europeo ha compiuto un importante passo avanti approvando, in commissione Affari economici e monetari (ECON), la propria posizione sul regolamento che disciplinerà la nuova forma di moneta elettronica emessa dalla Banca Centrale Europea.

Il via libera apre ora la fase dei negoziati tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione definitiva della normativa entro la fine del 2026. Per Pietro Cipollone, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, «abbiamo bisogno di una legislazione per poter definire i dettagli e poter essere sicuri di emettere l’euro digitale, ma il voto della Commissione Affari economici e monetari dell’Europarlamento è stato molto importante perché sancisce una posizione molto forte e chiara del Parlamento». Ecco cos’è l’euro digitale e quali saranno i prossimi passi.

CHE COS’È L’EURO DIGITALE

L’euro digitale sarà una versione elettronica della moneta unica emessa direttamente dalla Banca Centrale Europea. Non sostituirà il contante né i depositi bancari tradizionali – sottolinea la direttrice di Bankitalia Chiara Scotti a Repubblica – ma rappresenterà uno strumento di pagamento aggiuntivo a disposizione di cittadini e imprese.

A differenza dei pagamenti effettuati con carte o applicazioni private, l’euro digitale costituirà moneta della BCE, proprio come le banconote e le monete oggi in circolazione. L’obiettivo è rafforzare l’autonomia europea nei pagamenti digitali, riducendo la dipendenza dai grandi circuiti internazionali e garantendo un mezzo di pagamento pubblico anche nell’economia digitale.

PERCHÉ L’UNIONE EUROPEA PUNTA SULL’EURO DIGITALE

L’euro digitale nasce per affiancare il contante e adattare la moneta unica all’evoluzione dei pagamenti, sempre più effettuati con carte, smartphone e piattaforme digitali. Dietro il progetto, studiato dalla BCE già nel 2020 e proposto nel 2023 dalla Commissione europea, c’è anche una strategia di autonomia europea: oggi gran parte dei pagamenti elettronici nell’Unione dipende da circuiti e operatori extraeuropei, come Visa, Mastercard, Apple Pay e Google Pay. Un euro digitale emesso direttamente dalla Banca Centrale Europea consentirebbe di rafforzare la sovranità monetaria e l’indipendenza del sistema dei pagamenti europeo.

EURO DIGITALE VS PAGAMENTI ELETTRONICI: IL VANTAGGIO DELLE COMMISSIONI

Come riferisce Il Post, la differenza con i normali pagamenti con carta è che tramite l’euro digitale i clienti non pagheranno commissioni, mentre per gli esercenti saranno obbligatoriamente ridotte e regolate per legge, per evitare i costi oggi imposti dai circuiti privati. Questo avverrà in tutti i paesi che hanno l’euro, con le stesse regole per tutti.

UN PROGETTO ANCORA OGGETTO DI DIBATTITO

Il voto della commissione Affari economici e monetari (ECON) del Parlamento europeo rappresenta un passaggio importante, ma non conclude il percorso. Il testo dovrà essere esaminato dalla plenaria del Parlamento europeo e successivamente negoziato con il Consiglio dell’Unione europea e la Commissione europea nei cosiddetti triloghi. Solo al termine di questo iter potrà essere approvato il regolamento definitivo.

Il progetto continua inoltre a suscitare un confronto politico. Alcuni eurodeputati e parte del settore bancario temono che l’euro digitale possa sottrarre depositi alle banche commerciali o aumentare il controllo sulle transazioni dei cittadini. Per questo il regolamento introduce alcune garanzie: la BCE non potrà identificare gli utenti attraverso i dati dei pagamenti, saranno previsti limiti agli importi detenibili e il contante continuerà a essere disponibile e tutelato come mezzo di pagamento.

QUANDO È PREVISTO IL VOTO DELLA PLENARIA

La Commissione ECON ha approvato il regolamento con 43 voti a favore, 14 contrari e un astenuto, una maggioranza non abbastanza ampia da evitare il voto nella Plenaria di luglio: a chiedere una verifica in assemblea dovranno essere almeno 72 eurodeputati, che hanno tempo fino alla mezzanotte del 7 luglio per farlo. Se anche l’Aula approverà il testo, potranno partire i negoziati con il Consiglio e la Commissione europea. L’obiettivo indicato dalle istituzioni europee è concludere l’iter legislativo entro la fine del 2026, così da consentire alla BCE di essere pronta a un eventuale lancio dell’euro digitale nel 2029, dopo una fase di sperimentazione prevista tra il 2027 e il 2028.

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