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Gianni Infantino FIFA

FIFA, tutti i nomi per il dopo Infantino

Dopo dieci anni da Presidente della FIFA, Gianni Infantino punta al rinnovo ma cresce il fronte del dissenso. Ecco chi potrebbe raccogliere la sua eredità.

La corsa alla presidenza della FIFA del 2027 è già iniziata, anche se mancano ancora molti mesi al voto. Gianni Infantino punta a ottenere un nuovo mandato dopo un decennio al vertice del calcio mondiale, ma per la prima volta la sua riconferma potrebbe non essere così scontata.

In Europa cresce il malcontento nei confronti della gestione del presidente svizzero e, secondo alcune indiscrezioni, la UEFA starebbe lavorando per individuare un candidato in grado di unire un ampio fronte internazionale e contendere la guida della FIFA.

LA PARTITA PIÙ IMPORTANTE È NEI PALAZZI

Gianni Infantino è deciso a ottenere un nuovo mandato nel Congresso elettivo del 2027, obiettivo che fino a pochi mesi fa sembrava scontato, ma che oggi appare decisamente meno blindato.

All’interno della UEFA, infatti, starebbe prendendo forma un fronte intenzionato a interrompere l’era dell’attuale presidente, al comando della federazione mondiale dal 2016. Le tensioni accumulate negli ultimi anni tra Zurigo e Nyon, aggravate dalle recenti polemiche sulla gestione dei Mondiali e sul crescente accentramento del potere in FIFA, avrebbero convinto diverse federazioni europee a lavorare a una candidatura alternativa.

I RAPPORTI SEMPRE PIÙ FREDDI TRA FIFA E UEFA

Lo strappo non nasce oggi. Da tempo UEFA e FIFA si confrontano su modelli di governance differenti, dall’espansione del Mondiale per Club all’allargamento della Coppa del Mondo, fino alla distribuzione delle risorse economiche e al peso decisionale delle confederazioni.

Negli ultimi mesi il clima si è ulteriormente deteriorato. Alcune decisioni assunte durante il Mondiale hanno alimentato le critiche di diverse federazioni europee, che contestano una gestione ritenuta troppo personalistica da parte di Infantino. Così, la volontà del presidente svizzero di ottenere un nuovo mandato avrebbe spinto la UEFA ad accelerare la ricerca di un candidato capace di aggregare il consenso necessario per sfidarlo.

LA STRATEGIA EUROPEA: TROVARE UN NOME CHE UNISCA IL CALCIO MONDIALE

Il nodo principale resta proprio questo. Per battere Infantino non basta il sostegno europeo: servirebbe costruire un’alleanza anche con Africa, Asia, Nord e Sud America, dove il presidente uscente conserva ancora una rete di consenso molto ampia grazie alle politiche di redistribuzione dei fondi FIFA e all’allargamento delle competizioni internazionali.

DA ČEFERIN A MOTSEPE, I NOMI SUL TAVOLO

Il primo nome è inevitabilmente quello di Aleksander Čeferin, presidente della UEFA e uomo forte del calcio europeo. La sua esperienza e il peso politico lo renderebbero il candidato naturale, ma al momento non emergono segnali concreti di una sua disponibilità a lasciare Nyon per trasferirsi a Zurigo. Anzi, diverse ricostruzioni indicano che preferirebbe completare il proprio percorso alla guida della UEFA.

Tra le ipotesi circolate figura anche Nasser Al-Khelaifi, presidente del Paris Saint-Germain e influente dirigente del calcio europeo e mediorientale. Il suo profilo garantirebbe relazioni trasversali, ma anche in questo caso non risultano, allo stato attuale, manifestazioni di interesse a una candidatura.

Un’altra figura osservata con attenzione è Patrice Motsepe, presidente della Confederazione africana (CAF). L’imprenditore sudafricano gode di credibilità internazionale e potrebbe rappresentare un punto di equilibrio tra Europa e Africa, elemento fondamentale in un’elezione decisa dai voti delle 211 federazioni affiliate.

Tra i possibili outsider vengono inoltre citati Victor Montagliani, numero uno della CONCACAF, e il dirigente polacco Dariusz Mioduski, considerato una soluzione di compromesso qualora i nomi più pesanti non dovessero scendere in campo.

UNA SFIDA ANCORA DA SCRIVERE

La possibilità di presentare candidature scadrà il prossimo 16 novembre e attualmente Infantino resta il favorito, forte di un consenso consolidato soprattutto nelle confederazioni extraeuropee. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il malcontento europeo riuscirà davvero a trasformarsi in un progetto politico condiviso oppure se, come già accaduto in passato, il fronte anti-Infantino finirà per dividersi, spianando la strada al quarto mandato dell’attuale Presidente.

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