Dal mondo

In Europa nuove regole per far volare i droni

Grande attesa in Italia per gli effetti che porterà il nuovo Regolamento europeo per la regolamentazione del volo dei droni, approvato dalla Commissione e che sarà pubblicato nel mese di giugno del 2019 ed entrerà in vigore dopo 20 giorni dalla pubblicazione.

Il Regolamento europeo verrà adottato dopo la traduzione nelle varie lingue dell’Unione Europea e dopo che il Parlamento europeo avrà completato il controllo della seconda parte del testo, ovvero degli Atti delegati che disciplinano le classi dei droni e il marchio CE.

La drone community italiana, di cui fanno parte migliaia di piccole aziende ed operatori, si interroga su come cambierà il mercato di queste sofisticate macchine volanti, alla luce della schiacciante concorrenza della tecnologia cinese e del moltiplicarsi di applicazioni professionali nei più diversi settori, dalle riprese aeree al telerilevamento, dall’agricoltura alla sicurezza.

Un’occasione di confronto importante sarà la “Roma Drone Conference 2019” che si terrà lunedì 18 Marzo presso l’Auditorium del Centre Saint – Louis in cui verranno illustrate in anteprima tutte le novità del nuovo Regolamento comunitario sui Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR). L’Enac illustrerà la fase di transizione della normativa in Italia e Euro USC Italia fornirà una panoramica su come la Federal Aviation Administration (FAA) americana sta regolando il volo dei droni negli Stati Uniti.

ALCUNE NOVITÀ PREVISTE

Due fra le novità inserite nelle norme attuative del regolamento unico europeo approvate consistono in procedure più snelle per l’addestramento dei piloti e stessi requisiti per operazioni commerciali e per hobby. Le norme diventeranno applicabili in tutti gli Stati membri a un anno esatto dall’entrata in vigore ed il nuovo regolamento sostituirà quelli nazionali, prevedendo regole semplificate, e standard di sicurezza più elevati.Il regolamento riguarderà tutti i mezzi aerei a pilotaggio remoto per uso civile, ma a seconda del livello di rischio di ciascuna operazione potranno essere necessari requisiti diversi, anche dovesse trattarsi dello stesso drone.

Vengono, infatti, identificate tre categorie di operazioni: quelle a rischio più basso, dette Open (per operazioni di volo sopra, vicino e lontano dalle persone), in cui bisognerà sempre volare a vista; quelle specifiche, in cui i droni possono volare al di fuori del campo visivo del pilota, senza limiti di massa o quota per il drone, e infine quelle certificate, per i droni che trasportano persone o merci pericolose, e le operazioni con droni che volano sopra assembramenti di persone. In questo caso sono richieste varie certificazioni per l’aeromobile, operatore e il pilota.

Per la categoria Open, nella quale rientra la maggior parte delle operazioni oggi eseguite, saranno snellite le procedure di addestramento dei piloti. E’ prevista l’installazione di due nuovi dispositivi di sicurezza: uno per garantire l’identificazione remota del proprietario da parte delle autorità, e l’altro per bloccarne automaticamente l’accesso a determinate zone.

LE DICHIARAZIONI DI EASA

Il testo del Regolamento è stato approvato dal Comitato EASA (European Aviatioan Safety Agency) che è l’organo di controllo del settore aeronautico dell’Unione Europea, di cui fa parte anche l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC).

Ha commentato Natale Di Rubbo, responsabile del settore droni in EASA: “La regolamentazione europea sui droni è ormai quasi una realtà!. Questo è un enorme passo in avanti per la drone community in Europa, oltre ad un grande traguardo per la Commissione, l’EASA, gli Stati membri e le parti interessate ai sistemi a pilotaggio remoto”.

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