Dal mondo

India: le elezioni premiano il Primo Ministro Narendra Modi

Il commento di Sara Nicoletti e Stefania Montagna per il Geopolitical Weekly del CeSi sul risultato delle elezioni in India

Il 23 maggio in India sono stati resi noti i risultati ufficiali delle elezioni per la Lok Sabha (camera bassa del Parlamento) che si sono tenute tra l’11 aprile e il 19 maggio, con più di 8000 candidati e 900 milioni di aventi diritto al voto. Il Bharatiya Janata Party (BJP), partito maggioritario della coalizione di centro-destra National Democratic Alliance, il cui volto è quello del Presidente uscente Narendra Modi, ha riportato una vittoria schiacciante, ottenendo 287 seggi (il minimo necessario per formare un governo è 272, su un totale di 543).

LA VITTORIA DELLA NATIONAL DEMOCRATIC ALLIANCE

La vittoria di larga misura sulla coalizione di opposizione United Progressive Alliance (UPA), guidata dal Partito del Congresso Nazionale Indiano di Rahul Gandhi, sembra essere stata motivata dalla capacità del Primo Ministro uscente di puntare sul carisma della propria immagine, più che sui risultati ottenuti nei cinque anni precedenti. Infatti, durante la precedente amministrazione, l’economia indiana aveva subito un rallentamento rispetto alle aspirazioni di crescita proposte dal BJP, e delle scelte impopolari da parte del governo, come la messa al bando delle banconote da 500 e 1000 rupie (la cosiddetta “demonetizzazione”), avevano generato un malcontento diffuso. Tuttavia, in campagna elettorale Modi è riuscito a recuperare consensi tramite diverse strategie. Innanzitutto, ha costruito la sua retorica sul nazionalismo induista, unendo quindi un fattore politico come quello dell’identità nazionale a una componente spirituale in grado di fare leva sulla maggior parte della popolazione (l’80% degli Indiani è Induista). Inoltre, ha saputo mettere a sistema il tema della sicurezza nazionale, in relazione sia ai rapporti con il vicino Pakistan sia del pericolo legato al terrorismo di matrice jihadista, fomentato dal recente annuncio da parte di Daesh di una nuova provincia in India. A questo, il BJP ha saputo abbinare un programma politico rivolto non solo alle fasce più agiate o alla classe media ma anche alla panica del Paese, puntando, per esempio, sui programmi per i trasferimenti diretti di denaro agli agricoltori, fortemente colpiti nell’ultimo periodo da un calo nei prezzi dei prodotti agricoli.

IL PROSSIMO MANDATO DI MODI

I risultati della contestazione, inoltre, mettono in evidenza come la strategia elettorale del BJP sia risultata vincente anche al di là delle tradizionali enclave e abbia consentito al partito di incrementare il numero dei propri seggi anche in circoscrizioni prima appannaggio dei partiti rivali. Nel prossimo mandato, dunque, Modi non solo avrà un ampio margine di manovra all’interno del Parlamento per poter portare avanti il proprio programma, ma potrà anche avvantaggiarsi del nuovo clima politico per iniziare una strutturazione maggiore del proprio partito a macchia di leopardo nel Paese.

 

Articolo pubblicato su cesi-italia.org

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