Dal mondo

L’Italia si prepara per l’expo 2020 a Dubai

expo Dubai 2020

A Matera si è svolta la cerimonia di presentazione del padiglione italiano per l’expo 2020 di Dubai. L’articolo di Giuseppe Mancini 

Manca esattamente un anno, all’inizio dell’expo 2020 di Dubai: che si terrà per l’appunto nella città degli Emirati arabi dal 20 ottobre dell’anno prossimo al 10 aprile 2021. “Manca un anno” – “One year to go”, nel più internazionale inglese – è stato lo slogan della cerimonia di presentazione del padiglione italiano che ha avuto luogo a Matera alla presenza dei ministri degli Esteri dei due paesi, Luigi Di Maio e Abdallah Bin Zayed Al Nahyan.

LA CERIMONIA MADE IN ITALY

Una cerimonia italiana, che ha messo però in mostra i successi e le ambizioni internazionali del nostro Paese. In primo luogo, ha assicurato un simbolico passaggio di consegne tra Milano 2015 e Dubai 2020, col capo della diplomazia emiratina pronto a lodare la precedente esperienza italiana come fonte d’ispirazione: “cercheremo con la collaborazione dell’Italia di replicarne il successo”. In secondo luogo, si è svolta per l’appunto nella capitale europea della cultura per il 2019, che vuole farsi modello su scala almeno continentale per analoghe manifestazioni.

IL PADIGLIONE ITALIANO

La struttura del padiglione italiano, che sorgerà quasi al centro del complesso espositivo (vicino a quelli di India, Germania, Arabia Saudita, Giappone e Stati Uniti), era già conosciuta: i 3 scafi tricolori – uno rosso, uno bianco, uno verde – che si fanno tetto, proposti da Carlo Ratti e Italo Rota. Un progetto – controverso, accusato di essere banale e kitsch – che fa uso di materiali riciclati come bucce d’arancia, funghi, fondi di caffè e plastica ripescata negli oceani per farne simbolo di sostenibilità ed economia circolare. La videoanimazione svelata a Matera, poi diffusa sui social network, lo definisce “il padiglione navigante”: con le imbarcazioni dell’Italia in movimento che viaggiano col vento in poppa dal Mediterraneo verso il golfo Persico, verso Dubai.

A Matera è stato presentato anche l’approccio generale del padiglione italiano. A partire dal tema scelto: la bellezza che unisce le persone – “Beauty connects People” – come sintesi dell’identità culturale, creativa e produttiva dell’Italia. Verranno messe in mostra arti e scienza, natura e artigianato, tradizioni e innovazione tecnologica: le cosiddette “eccellenze” del nostro Paese, considerate da una parte strumenti per il dialogo tra culture, dall’altra leve per scambi commerciali e sviluppo economico, sia negli Emirati arabi sia nelle regioni confinati dal Medio oriente all’Asia.

IL COINVOLGIMENTO DELLE AZIENDE PARTNER

Il commissario Paolo Glisenti ha spiegato come “il Padiglione Italia sarà realizzato con il contributo di aziende partner – grandi, medie e piccole – chiamate a fornire le migliori componenti costruttive, impiantistiche, tecnologiche e scenografiche, capaci di dimostrare le competenze più innovative impegnate oggi nella sostenibilità, nell’economia circolare, nell’architettura digitale”

Dubai 2020 come iniziativa anche di diplomazia economica, quindi: come “occasione preziosa di sviluppo e visibilità per le nostre aziende”, ha dichiarato Di Maio. Nel suo intervento, il ministro ha ringraziato pubblicamente i presidenti e amministratori delegati di alcune delle aziende partner – come Avio, Enel, Eni, Fincantieri, Leonardo, Saipem, Mapei, Lavazza – presenti a Matera; ha ricordato anche come una delle opere più rappresentative dell’expo – l’Al Wasl Plaza dalla cupola alta 67 metri e mezzo che si trasforma in schermo – viene realizzata da aziende italiane. Creatività, nuove tecnologie, bellezza, affari.

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