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Laura Codruța Kövesi, la lady di ferro della Procura UE

Laura Codruța Kövesi

La lotta alla corruzione nell’UE è nelle mani di Laura Codruța Kövesi, che passa da capo della Direzione nazionale anticorruzione rumena alla guida della Procura europea (EPPO) per i prossimi 7 anni

Laura Codruța Kövesi si è fatta un nome come capo della Direzione nazionale anticorruzione rumena (DNA). Nel suo Paese, ha dato la caccia a ministri e sindaci entrando nelle grazie del Parlamento europeo e dei sostenitori della lotta alla corruzione. Kövesi era diventata popolare e si era fatta apprezzare da molti governi – ma non dal suo, che aveva giurato di fare di tutto per ostacolare la sua campagna del 2019 per diventare il primo pubblico ministero europeo. Tuttavia, mentre il governo rumeno guidato dal primo ministro Viorica Dăncilă (mandato dal 29 gennaio 2018 al 4 novembre 2019) è caduto, Kövesi è riuscita a diventare il capo della Procura europea (EPPO).

CHE COS’È L’EPPO

La Procura europea (EPPO) è il primo organo dell’Ue a gestire le indagini penali. Il nuovo ufficio guidato da Kövesi si occuperà di numerose indagini e di procedimenti giudiziari, oltre che di una più forte difesa dello stato di diritto nell’Ue. “Il nostro punto di riferimento per il successo sarà la fiducia dei cittadini nella nostra istituzione”, ha dichiarato Kövesi in un’intervista. L’EPPO, un’idea nata 25 anni fa, permette all’Ue di portare i casi di sospetta frode che coinvolgono fondi europei e casi di frode sull’IVA transfrontaliere davanti ai tribunali penali nazionali. Si stima che le sole frodi sull’IVA costino alle tesorerie nazionali 50 miliardi di euro all’anno. Kövesi gestirà l’organizzazione dal Lussemburgo, assistita da un procuratore di ogni Paese partecipante, anche se le indagini saranno condotte da procuratori dedicati negli stati membri.

IL PROBLEMA DELLA CORRUZIONE NELL’UE

I funzionari dell’Ue sono da tempo preoccupati che i governi nazionali non diano priorità ai reati transfrontalieri o ai tentativi di sottrarre denaro al bilancio dell’Ue, dove i casi sono spesso complessi e richiedono competenze linguistiche e cooperazione con altre forze di polizia. L’ufficio antifrode dell’Ue, Olaf, indaga sulle violazioni amministrative, ma può solo riferire i casi alla polizia nazionale. Solo la metà di questi casi porta a un’incriminazione. Kövesi, che si aspetta che l’EPPO indaghi su più di 3.000 casi, si è battuta per aumentare il budget dell’agenzia, che ammonta a 37,7 milioni di euro. I funzionari dell’Ue sostengono che i fondi, già aumentati una volta, sono sufficienti per l’anno di lancio e sperano che l’organizzazione sia pronta a partire – come previsto – nel 2020.

I 5 STATI CHE NON VOGLIONO COLLABORARE

Il problema maggiore dell’EPPO potrebbe essere la volontà di cinque Stati membri dell’Ue di non aderire, ovvero Danimarca, Irlanda, Ungheria, Polonia e Svezia. Nel tentativo di persuadere l’Ungheria, dove gli amici e la famiglia del primo ministro hanno ottenuto lucrosi contratti finanziati dall’Ue, i funzionari europei hanno cercato di collegare l’erogazione dei fondi Ue allo stato di diritto. Le aspettative di Kövesi restano alte. Le famiglie dei giornalisti investigativi assassinati, Daphne Caruana Galizia e Ján Kuciak, hanno scritto al Consiglio dei ministri dell’Ue per sostenere la sua nomina, descrivendola come “la più coraggiosa e distinta candidata al posto”, simile a Caruana Galizia e Kuciak, che avevano preso di mira la corruzione nelle alte sfere.

CHI È LAURA CODRUȚA KÖVESI

Kövesi aveva 15 anni quando, nel 1989, il comunismo fu rovesciato. Nell’agosto di quell’anno giocava a basket per il suo paese nei campionati europei giovanili a Timisoara, la città che pochi mesi dopo è diventata la culla della rivoluzione rumena. Almeno 100 manifestanti vennero uccisi in una brutale repressione della città, tra cui molti giovani. Entrò alla facoltà di legge nel 1991, subito dopo che il programma obbligatorio marxista-leninista era stato abolito e le leggi rumene erano state riscritte. Kövesi, il cui padre era un procuratore, ha scelto di specializzarsi in diritto penale. Non fu facile. “La prima cosa che ho sentito, quando ho detto che volevo diventare procuratore, è stata che questo ruolo non era per le donne”, ha detto. “Ho dovuto lavorare più duramente degli uomini solo per dimostrare che il lavoro di un procuratore donna può essere buono come quello di un uomo”. A 33 anni era la più giovane procuratrice generale della Romania. Nel 2013 è diventata capo del DNA, dove il suo coraggio l’ha resa un’eroina per i sostenitori della democrazia.

LA DURA VITA DEL PROCURATORE

In un sondaggio, il 60% delle persone ha dichiarato di fidarsi del DNA, mentre solo l’11% si fida del Parlamento rumeno. Ma il suo lavoro l’ha resa un bersaglio per lo spionaggio, il cyberspionaggio e gli attacchi dei media. “Non è stato facile, soprattutto per la mia famiglia, ma quando si sceglie di lavorare come procuratore bisogna correre tutti i rischi che derivano da questa posizione”, ha dichiarato. Dopo più di cinque anni al DNA, dove ha supervisionato il processo dell’ex primo ministro Victor Ponta, è stata licenziata nel luglio 2018 per ordine del ministro della giustizia Tudorel Toader.

UE-ROMANIA

Kövesi si augura ora che il nuovo governo rumeno cambi una legge del 2018, ampiamente criticata per l’indebolimento dell’indipendenza giudiziaria e la lotta alla corruzione. Dopo l’ingresso della Romania nell’Ue nel 2007, alcuni governi dell’Unione europea si sono lamentati che il paese, dove la corruzione è ancora molto diffusa, sia stato lasciato entrare troppo presto. Kövesi ha una prospettiva diversa, sostiene infatti che la lotta alla corruzione è cambiata radicalmente quando la Romania è entrata nell’Ue. Ora porterà la stessa attenzione sulla lotta alla corruzione in 22 Paesi. Alla domanda se esiterà a perseguire un leader dell’Ue sospettato di uso improprio dei fondi europei, ha risposto: “Naturalmente agiremo… L’EPPO sarà un pubblico ministero indipendente e dovremo dimostrare che la legge è uguale per tutti”.

Procura Ue

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