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L’Europa si muoverà sull’immigrazione prima che lo faccia il prossimo Governo Italiano?

Dallo Ius Scholae al piano Marshall per l’Africa e al “Malta 2” di Bruxelles: temi, proposte e ipotesi sul fronte immigrazione 

Con l’aumento degli sbarchi sulle coste italiane, l’immigrazione torna a essere un elemento centrale di questa campagna elettorale. Ecco le proposte dei principali partiti italiani, mentre anche l’Europa si prova a muovere.

Le mosse dell’UE

Partiamo proprio di Bruxelles. L’Unione Europea, volendo anticipare le eventuali mosse di un Governo di destra, sta lavorando al ‘Malta 2’, un piano di ricollocazione dei migranti serio in 22 Paesi, alcuni dei quali anche extraeuropei come Islanda e Svizzera.  L’accordo non riguarderà solo i profughi, ma anche i “migranti economici”.

Ma non solo. Ai Paesi più colpiti dalla crisi migratoria sono dati 160 milioni di euro di fondi europei e, stando a quanto rivela La Repubblica, l’Italia farebbe “la parte da leone”. Infine, 8 miliardi di euro verrebbero dati ai Paesi d’origine dei migranti così da rafforzare i respingimenti.

Pd e Azione/+Europa puntano sullo Ius Scholae

Il Partito democratico, su questo tema, intenderà operare in continuità con l’operato del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ma se andrà al governo riproporrà lo Ius scholae. “Chi è figlio di genitori stranieri e completa un ciclo di studi in Italia diventa cittadino italiano: ne ha diritto, come ne ha diritto ciascuno di noi”, si legge nel programma del partito di Enrico Letta. Un modo per superare quelle “barriere ingiustificate” che i figli dei genitori stranieri che studiano nel nostro Paese si trovano a dover affrontare e cercare di superare quando si parla di accesso alla cittadinanza.

Il patto stipulato tra Letta, Calenda e Della Vedova, prevede che anche Azione/+Europa sostenga lo Ius Scholae e che si superi tra “l’assurda e falsa opposizione tra ‘porti aperti’ e ‘porti chiusi’. Dal momento che l’Italia ha bisogna di nuova forza lavoro, i centristi propongono di attivare le quote di ingresso per i migranti e la nascita di “un’agenzia nazionale per l’integrazione di immigrati e rifugiati”.

Per i Verdi il diritto d’asilo è non negoziabile

I Verdi chiedono che il diritto d’asilo sia un principio non negoziabile e che le politiche su questa materia siano improntate sulla solidarietà e l’umanità e, a livello europeo, su una “equa condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri”, come si legge sul loro sito ufficiale. A Bruxelles si chiede, inoltre, “il ripristino di una missione europea di soccorso in mare” e la creazione di regole comuni per “per la mobilità del lavoro e la migrazione”.

Il M5S verso una linea più orientata all’accoglienza

Il M5S deve ancora delineare le sue eventuali alleanze e far partire la macchina delle ‘parlamentarie’ per scegliere i candidati che andranno a comporre le singole liste. La stesura del programma pare essere in ritardo, ma le politiche adottate dal Conte-2 e i contatti che il leader del M5S ha avuto con Michele Santoro e i rossoverdi di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni sono il segno di un deciso cambio di passo rispetto alla linea dura proposta dai Cinquestelle nel 2018.

Forza Italia rilancia il Piano Marshall per l’Africa

Forza Italia propone un nuovo patto europeo per le migrazioni e l’asilo che preveda anche progetti di cooperazione internazionale con i Paesi d’origine e di transito e, contestualmente, anche l’installazione di check point di frontiera. La lotta all’immigrazione clandestina rimane uno dei punti fondamentali per gli azzurri che insistono anche sull’attuazione di un Piano Marshall per l’Africa e la promozione di una massiccia campagna vaccinale per tutto il Continente nero.

La Lega opta per la linea dura

La Lega intende fermare gli sbarchi di migliaia di clandestini così com’era riuscito a fare Matteo Salvini quando era ministro dell’Interno. I leghisti, che avevano annunciato ostruzionismo sullo Ius Scholae, non vedono come una priorità la modifica della normativa sulla cittadinanza verso la quale continuano a esprimere la loro contrarietà.

Fratelli d’Italia pensa(va) ad hotspot in Africa

Fratelli d’Italia sta ancora elaborando il suo programma, ma le ultime proposte erano basate sul principio di una linea dura verso l’immigrazione clandestina. Si prevedeva, però, anche la creazione di hotspot nei Paesi del Nord Africa così da vagliare subito esclusivamente le richieste d’asilo. Infine, si ipotizzava di avviare delle sanzioni contro le Ong che fungono da vero e proprio servizio navetta per le navi degli scafisti. Le navi delle Ong, dunque, nelle intenzioni dei meloniani, dovrebbero essere sequestrate e l’equipaggio dovrebbe essere denunciato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina traffico di esseri umani.

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