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Migranti. Italia, Spagna, Grecia e Malta “bocciano” il Patto Ue su immigrazione e asilo

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Conte, Sanchez, Mitsotakis e Abela chiedono ai vertici Ue più solidarietà per affrontare lo squilibrio che penalizza Italia, Spagna, Grecia e Malta sui temi di immigrazione e asilo

Giuseppe Conte, Pedro Sanchez, Kyriakos Mitsotakis e Robert Abela mercoledì scorso hanno inviato alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, al presidente del Consiglio europeo Charles Michel e alla presidente di turno Angela Merkel una lettera per modificare il nuovo Patto europeo su immigrazione e asilo, in vista della discussione al Consiglio Affari interni di dicembre. I quattro del Mediterraneo infatti lo ritengono troppo ‘squilibrato’ per i Paesi di primo approdo – ovvero Italia, Spagna, Grecia e Malta.

LA LETTERA

“Crediamo che le regole di solidarietà e il relativo impegno di tutti gli Stati membri debbano essere chiaramente definiti. Gli Stati membri in prima linea non possono far fronte alla pressione migratoria sull’intera Unione europea, dobbiamo trovare soluzioni fattibili e coordinate alle nostre sfide comuni”.

COSA CHIEDONO ITALIA, SPAGNA, GRECIA E MALTA

I premier – come scrive rainews.it – che hanno inviato la richiesta ritengono che serva un accordo integrato e simultaneo che comprenda tutti gli elementi di solidarietà e responsabilità nello spirito che ‘nulla è concordato fino al tutto è concordato’. I quattro si dicono “consapevoli che questo non è facile ma è il modo migliore per superare le nostre differenze e raggiungere soluzioni capaci di garantire l’approvazione del Patto”.

I LIMITI DEL NUOVO PATTO EUROPEO SU IMMIGRAZIONE E ASILO

Italia, Spagna, Grecia e Malta “apprezzano gli sforzi della Commissione europea nel proporre un nuovo Patto su migrazione e asilo” e riconoscono che questa proposta rappresenta “un punto di partenza costruttivo” per il lavoro comune, ma “gli squilibri che vediamo negli elementi proposti di solidarietà e responsabilità” devono essere affrontati per chiarire che “un’equa ripartizione degli oneri è un fattore essenziale per una politica di migrazione e asilo veramente europea, sostenibile e accettabile per tutti gli Stati membri”.

COSA NON PIACE AI PAESI DI PRIMO APPRODO

I Paesi di primo approdo che si affacciano sul Mediterraneo – scrive il manifesto – non hanno apprezzato che “la distribuzione dei migranti tra gli Stati membri non sia stata resa obbligatoria, prevedendo invece per chi rifiuta l’accoglienza la possibilità di mostrare la propria solidarietà ai Paesi maggiormente coinvolti ‘sponsorizzando’ i rimpatri di coloro che non hanno diritto a presentare una richiesta di asilo”. Nonostante il nuovo Patto fosse stato presentato il 23 settembre, solo qualche settimana fa la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, hanno chiesto una riscrittura del Patto nella quale la distribuzione in Europa dei migranti venisse resa obbligatoria per tutti gli Stati membri.

REDISTRIBUZIONE EFFICACE E COLLABORAZIONE

Conte, durante una conferenza stampa con Sanchez a Palma di Maiorca, ha dichiarato: “Sull’immigrazione abbiamo una comune sensibilità, siamo Paesi di primo arrivo ma comprendiamo anche il problema dei movimenti secondari. La capacità di guardare globalmente i problemi deve essere condivisa da tutta l’Ue: il problema o lo risolviamo in tutte le sue dimensioni o non risolveremo mai nulla. Dobbiamo ragionare per la certezza delle regole, del diritto, dei diritti della persona, per il contrasto dei trafficanti e dobbiamo lavorare perché il meccanismo di responsabilità si coniughi con la solidarietà. E ci deve essere una redistribuzione efficace perché non ci può essere un Paese di primo arrivo esposto ai flussi e dobbiamo migliorare il meccanismo sui rimpatri”.

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