Dal mondo

Monti a capo della nuova Commissione paneuropea per la salute istituita dall’Oms

Monti

L’Oms ha istituito una Commissione paneuropea dedicata alla salute e allo sviluppo sostenibile. Sarà Mario Monti a guidarla

L’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha costituito una Commissione paneuropea dedicata alla salute e allo sviluppo sostenibile e ha affidato la presidenza all’ex premier italiano ed ex commissario Ue Mario Monti.

COME È NATA L’IDEA

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms e Hans Henri P. Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Oms, sono gli ideatori del progetto. Kluge ha dichiarato: “Il nostro scopo è quello di mettere la salute in cima all’agenda politica nell’ambito degli obiettivi dello sviluppo sostenibile e rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e sociali dei 53 Stati membri della Regione europea dell’Oms”.

LA COMMISSIONE PER LA SALUTE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE

La Commissione per la salute e lo sviluppo sostenibile, composta da 19 membri, identificherà e valuterà la risposta dei diversi sistemi sanitari dei Paesi europei alla pandemia e farà delle raccomandazioni sugli investimenti e le riforme che potrebbero migliorare la resilienza dei sistemi sanitari e di welfare. Il senatore a vita, ex primo ministro e attuale presidente dell’Università Bocconi di Milano, chiamato dall’Oms Europa a presiedere la nuova Commissione, guiderà una squadra di scienziati, economisti, ex capi di Stato e di governo. Osservazioni, studi e modelli costruiranno un rapporto che darà indicazioni ai singoli Stati affinché “salute e benessere entrino nelle priorità politiche e vengano riconosciute fondamentali per lo sviluppo sostenibile e la coesione sociale”.

IL TEAM

Al suo fianco in qualità di coordinatore scientifico della Commissione, Monti ha scelto Elias Mossialos, ex ministro di Stato greco ma anche fondatore e direttore del Department of Health Policy alla London School of Economics. La ex prima ministra della Danimarca ed ex Ceo di Save the Children Helle Thorning-Schmidt; la presidente dell’Associazione mondiale dei medici di famiglia Anna Stavdal; l’ex ministro del tesoro britannico Lord Jim O’Neill; la vicegovernatore della Banca di Francia Sylvie Goulard e gli ex presidenti di Finlandia, Estonia e Kirghizistan, Tarja Halonen, Toomas Hendrik Ilves e Roza Otunbayeva.

RIPENSARE LE POLITICHE ALLA LUCE DELL’EPIDEMIA

Nel comunicato che è stato rilasciato dall’Oms si legge che il compito della Commissione sarà “ripensare le priorità delle politiche alla luce della pandemia” da coronavirus. Il professore ha infatti descritto il Covid-19 come un “esempio clamoroso che ci deve far riflettere e far rivedere le priorità politiche mettendo al centro salute e sviluppo sostenibile”. Come ha dichiarato Monti al Corriere riguardo agli effetti provocati dalla pandemia: “Danni umani. E giganteschi danni economici. È la prima volta che una cosa che non è una guerra assume conseguenze così disastrose sul piano economico: la pandemia da Covid-19 è qualcosa che ha sconvolto il mondo, ma bisogna trarne una lezione. Ripensando le priorità politiche tenendo conto di eventi di questo genere, che rischiano di ripetersi, e tutte le previsioni economiche non potranno non tenerne più conto”.

PUNTARE SU SCUOLA E NUOVE GENERAZIONI

“La pandemia – ha continuato Monti – ha aggravato le disuguaglianze e le divisioni che stanno paralizzando le nostre società, impendendo il progresso dello sviluppo sostenibile, e ha messo a nudo l’inadeguata preparazione dei sistemi sanitari dei vari Paesi: dopo anni di risparmi sulla sanità, nelle future politiche economiche invece i governi dovranno tenere conto dei rischi enormi collegati a future pandemie, ma anche ai danni provocati dal cambiamento climatico”. Per superare questa crisi, il professore suggerisce di tracciare una mappa dei danni che identifichi le disastrose conseguenze economiche e sociali provocate dal coronavirus. E poi di dare priorità a un nuovo sviluppo sostenibile per il quale “ci sarà bisogno delle nuove generazioni, proprio loro, con la scuola così fortemente colpita. Non sono compiti facili, ma sono tutti temi che ogni Paese e la comunità internazionale dovranno affrontare”. I lavori della Commissione inizieranno il prossimo 26 agosto, con l’obiettivo di stilare un report finale sulla risposta dei vari sistemi sanitari alla crisi entro settembre 2021.

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