Dal mondo

Perché è saltato l’accordo fra Trump e Kim. Parla Jean

nucleare

Il generale Carlo Jean a Policy Maker: “no agreement” non mi stupisce. Trump e Kim parlano di denuclearizzazione e pace ma intendono cose diverse

Tutto è andato come previsto. Il mancato accordo fra Stati Uniti e Corea del Nord, durante il summit di Hanoi, in Vietnam, non stupisce affatto il generale Carlo Jean secondo cui “Donald Trump e Kim Jong-un parlano di denuclearizzazione e di pace ma intendono cose diverse”. Per dirla in breve: il presidente degli Stati Uniti “vuole che siano eliminate le armi nucleari e i missili” che però per il dittatore nordcoreano “sono motivo di sopravvivenza fisica, personale e del regime”. Per Kim, prosegue Jean, “la denuclearizzazione e la pace sono subordinate a non avere minacce da parte degli Usa che hanno forze di dissuasione nell’intero sistema Asia-Pacifico per bilanciare la superiorità cinese”.

IMPASSE CHE SI SUPERA SOLO CON POLITICA DEI PICCOLI PASSI

Ecco dunque che si è creata “un’impasse che si può superare in una sola maniera e cioè con una politica di piccoli passi, step by step”. In particolare, secondo il generale, arriverebbero risultati se “la Cina fornisse alla Corea del Nord una forma di sicurezza completa ma Pechino non lo fa per non mettersi contro Washington”. A gravare sui rapporti fra la Casa Bianca e Pyongyang, dunque, anche quelli fra Usa e Cina che se fossero più distesi gioverebbero al dialogo. Al momento perciò la situazione è in fase di stallo ed “è tale e quale a quella che si era creata dopo la riunione di Singapore dello scorso giugno (la prima fra le parti, ndr), quando non si è tenuta neppure la conferenza stampa congiunta”. Stavolta almeno c’è stata, pur breve per annunciare il “no agreement”, ed è solo saltato il pranzo finale. Insomma, “non cambia nulla dal punto di vista sostanziale, cambia solo dal punto di vista formale”.

L’ESEMPIO DELLA COREA DEL SUD

Parlando di politica dei piccoli passi, Jean cita ciò che sta facendo il presidente sudocoreano Moon Jae-in con “l’allentamento delle sanzioni, la creazione di una zona industriale sulla costa occidentale della Corea del Nord e di un hub energetico sulla costa orientale sempre della Corea del Nord”.

TRUMP E KIM DEVONO EVITARE CRITICHE NEI PROPRI PAESI

Per arrivare a un’intesa fra le due nazioni dunque serviranno tempo e modifiche progressive. Del resto, se è vero che “sia Trump sia Kim avevano un forte bisogno di un accordo”, pure dovevano assolutamente “fare in modo di evitare critiche all’interno del proprio Paese. Per Trump i giudizi negativi potevano arrivare da parte della stampa, schierata contro la Corea del Nord, per Kim da parte dei militari, da cui dipende fortemente e che – spiega Jean – non vogliono abbandonare questa tensione con la Corea del Sud la quale giustifica il loro potere e i loro privilegi”.

Nel frattempo, conclude, i due leader “hanno enfatizzato pace e amicizia” e ciò “serve sempre molto per la propaganda interna”.

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