Il ricercatore britannico denuncia una corsa verso sistemi di IA sempre più autonomi e mette in guardia sui rischi legati allo sviluppo della superintelligenza artificiale
Jacob Coxon ha deciso di lasciare Anthropic e il settore dell’intelligenza artificiale lanciando un duro allarme sui rischi legati allo sviluppo dei sistemi più avanzati. Il ricercatore britannico che ha lavorato prima in OpenAI e poi in Anthropic, occupandosi di pre-training, sostiene che i principali laboratori di IA stiano accelerando verso una possibile “superintelligenza” capace di auto-migliorarsi senza aver ancora risolto i problemi legati alla sicurezza.
Dopo l’addio ad OpenAI della manager Caitlin Kalinowski, avvenuto a marzo scorso e legato a dissensi etici a seguito di accordi tra l’azienda e il Pentagono, la decisione di Coxon di lasciare Anthropic sposta il dibattito sulla corsa tra le grandi aziende dell’IA e sul rapporto tra sviluppo tecnologico e controllo dei rischi.
CHI È JACOB COXON
Ricercatore britannico ventisettenne specializzato nello sviluppo e nel pre-training dei modelli di intelligenza artificiale, Coxon prima di arrivare ad Anthropic ha lavorato per tre anni nel settore, passando da OpenAI alla società guidata da Dario Amodei.
Durante il periodo trascorso in OpenAI, Coxon ha contribuito al lavoro su GPT-4o. Il suo nome compare nell’elenco ufficiale dei core contributors pubblicato da OpenAI per il modello. Nel 2026 è passato ad Anthropic, uno dei principali laboratori impegnati nello sviluppo di modelli avanzati di IA e noto per aver posto la sicurezza dei sistemi tra i propri obiettivi. Coxon ha lavorato nel campo del pre-training, la fase in cui i modelli vengono addestrati su grandi quantità di dati per sviluppare le capacità di base che verranno poi impiegate nelle applicazioni di Intelligenza Artificiale.
La sua esperienza gli ha permesso di lavorare dall’interno di due dei principali laboratori della cosiddetta frontier AI, ed è proprio sulla base di questa esperienza che ha deciso di rendere pubbliche le proprie preoccupazioni sulla direzione presa dal settore.
PERCHÉ LASCIA ANTHROPIC
Coxon ha annunciato le sue dimissioni sostenendo di non voler più partecipare allo sviluppo di sistemi che potrebbero arrivare a una forma di superintelligenza auto-migliorante. Secondo il ricercatore, né Anthropic né OpenAI starebbero affrontando il problema della sicurezza in modo sufficiente rispetto alla velocità dello sviluppo. Il ricercatore avrebbe deciso quindi di uscire non soltanto da Anthropic, ma dall’intero settore dell’IA, ritenendo che il problema non possa essere risolto semplicemente scegliendo quale laboratorio sia più prudente.
LE ACCUSE: LA CORSA ALLA SUPERINTELLIGENZA
Le sue critiche sono orientate esclusivamente alla competizione tra i laboratori di IA. Secondo il ricercatore, le aziende sono ben consapevoli dei rischi, ma continuano ad accelerare lo sviluppo dei modelli per non perdere terreno rispetto ai concorrenti. Il timore riguarda soprattutto la possibilità che i futuri sistemi possano contribuire al proprio miglioramento, diventando progressivamente più autonomi e difficili da controllare. Coxon ha parlato anche di scenari nei quali l’IA potrebbe acquisire risorse, intervenire su sistemi informatici e sviluppare capacità non previste dai suoi creatori.
IL NODO SICUREZZA
La vicenda Coxon porta al centro il cosiddetto problema dell’alignment, ossia fare in modo che sistemi sempre più potenti continuino a rispettare gli obiettivi stabiliti dagli esseri umani. Per il ricercatore, affidare questa corsa esclusivamente alla competizione tra aziende non è sufficiente. Servirebbero maggiore cooperazione tra i laboratori e regole pubbliche capaci di stabilire limiti allo sviluppo dei sistemi più avanzati.
DA SUTSKEVER A LEIKE, I RICERCATORI CHE HANNO GIÀ LASCIATO I LABORATORI
Coxon non è il primo ricercatore impegnato nella sicurezza dell’IA a lasciare un grande laboratorio. Il caso più noto è quello di Jan Leike, che nel 2024 lasciò OpenAI dopo aver guidato insieme a Ilya Sutskever il team Superalignment. Leike criticò pubblicamente l’azienda, sostenendo che la sicurezza e i processi necessari per prepararsi ai sistemi futuri non ricevessero l’attenzione che meritavano. Nello stesso periodo lasciò OpenAI anche Ilya Sutskever, cofondatore e allora chief scientist. Anche altri ricercatori e responsabili delle politiche sull’IA hanno abbandonato successivamente le aziende, ma non tutti gli addii sono riconducibili a proteste sulla sicurezza.

