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Perché la NRA, la lobby delle armi USA, è fallita

nra fallita

Ogni anno negli USA si contano 40mila morti a causa delle armi da fuoco. E il nuovo inquilino della Casa Bianca ha già promesso battaglia alle lobby del settore. La più importante, la NRA, è fallita proprio in questi giorni e sarà assorbita da una no profit texana

Esce di scena Donald Trump e, con una contemporaneità quasi teatrale, la National Rifle Association, NRA, ovvero la più importante lobby delle armi al mondo, è costretta a portare i libri in tribunale e a dichiarare la bancarotta.

nra fallita

Alcuni manifesti di propaganda della NRA

CHE COS’È LA NRA

Si chiude quindi nel peggiore dei modi la storia secolare dell’associazione più importante e grande che raccoglie sotto di sé la stragrande maggioranza dei possessori di armi facoltosi degli Stati Uniti (circa 5 milioni di associati). Fondata nel 1871, quando la Frontiera era ancora selvaggia e il vecchio West viveva i suoi ultimi giorni di gloria, la NRA, che da sempre giustifica la propria esistenza come il modo più concreto di vegliare non solo sulla sicurezza di milioni di statunitensi, ma anche sul pieno rispetto del Secondo emendamento della Costituzione americana (cui viene fatto risalire il diritto di portare armi), ha annunciato nelle ultime ore l’avvio della procedura di bancarotta volontaria: insomma, ha dichiarato di essere fallita.

NRA Fallita

In realtà l’NRA non è solo fallita, perché nell’agosto del 2020 la Procura federale di New York, dove la National Rifle Association è stata fondata e ha tutt’ora sede, aveva annunciato di essere al lavoro sull’ipotesi di bancarotta fraudolenta e di vagliare le posizioni dei suoi vertici. In quell’occasione il procuratore aveva persino detto che il numero 1 dell’Associazione, Wayne LaPierre, aveva usato i fondi della lobby “come il suo personale porcellino salvadanaio”.

Leggi anche: Chi era Sheldon Adelson, il magnate dei casinò che finanziava il G.O.P. e Israele

Forse anche per questo dall’NRA fanno sapere che pro-futuro preferiscono spostarsi in uno Stato “meno ostile”, spiegando di avere già intessuto accordi con una no-profit in Texas che assorbirà ciò che resta della lobby permettendole di sopravvivere e, nel caso, ricostruirsi una propria verginità giuridica. Non è ancora chiaro se tale mossa, giunta sicuramente a sorpresa, permetterà davvero ai vertici di sottrarsi all’inchiesta che, secondo l’accusa, avrebbero causato perdite per oltre 63 milioni di dollari in tre anni.

NRA fallita

Alcuni manifesti di propaganda della NRA

Durissima la replica con cui il presidente dell’associazione ha motivato ai propri iscritti la decisione di dichiarare la NRA fallita e pronta a raccogliere armi e bagagli per andare altrove. “Il Texas apprezza i contributi della NRA, celebra i nostri membri rispettosi della legge e si unisce a noi nell’affermare le libertà costituzionali”, ha scritto LaPierre nella lettera agli affiliati, “siamo costretti a fuggire da un ambiente politico che si era fatto usualmente corrotto”. Ma l’impressione è che LaPierre, più che dalla politica, provi a sfuggire dalle accuse della Procura federale.

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