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Le Regioni chiedono agli Stati membri più collaborazione territoriale per l’adozione del piano di ripresa UE

comitato regioni

I leader regionali e locali, attraverso il Comitato europeo delle regioni (CdR), esortano gli Stati membri ad adottare rapidamente il bilancio e il piano di ripresa dell’UE per proteggere i cittadini e aumentare la resilienza delle comunità locali

In vista del prossimo vertice europeo, il CdR – l’assemblea degli enti regionali e locali dell’UE – ha invitato gli Stati membri a raggiungere un accordo tempestivo ed equo sul quadro finanziario pluriennale (QFP) e sul piano Next Generation EU. In una risoluzione discussa con il Commissario europeo responsabile del Bilancio e dell’amministrazione, Johannes Hahn, le regioni e le città europee hanno chiesto che la coesione diventi la bussola per tutte le politiche dell’UE e che l’attuazione dei programmi comunitari si basi su responsabilità e partenariati condivisi.

LE DICHIARAZIONI DI ROSSI E DI TZITZIKOSTAS

“Il piano di rilancio funzionerà solo se saranno coinvolti i territori”, ha dichiarato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana. “Nonostante il ruolo riconosciuto alla politica di coesione nel piano di rilancio, esso funzionerà solo se ci sarà un ancoraggio territoriale. Ad oggi, la sua governance non contempla un vero coinvolgimento delle regioni nella definizione dei piani di investimento, che sono nazionali, e nella loro attuazione. Le risorse sono assegnate agli Stati membri senza alcun vincolo di destinazione territoriale, lasciando ai governi nazionali piena libertà di decidere a quali aree allocarle” – ha spiegato Rossi.

Il Presidente del Comitato europeo delle regioni, Apostolos Tzitzikostas, ha detto: “Le proposte della Commissione relative ai piani di ripresa e al bilancio 2021-2027 integrano le principali richieste del Comitato europeo delle regioni e mostrano l’impatto del nostro lavoro incessante, diretto a far sentire la voce dei rappresentanti eletti a livello locale a Bruxelles. Esse forniscono una risposta chiara ai populisti e agli euroscettici, dimostrando il valore aggiunto dell’UE in questi tempi difficili. Dobbiamo garantire che il piano di risanamento sia attuato in modo efficiente ed evitare i rischi di un processo centralizzato. La sussidiarietà e il principio di partenariato sono fondamentali e i governi locali e regionali, in quanto parte delle autorità giuridicamente competenti degli Stati membri, devono essere pienamente coinvolti nel dirigere gli investimenti dove sono più necessari. La palla è adesso nel campo degli Stati membri e del Parlamento europeo, che devono agire rapidamente. Le discussioni sono legittime, ma dobbiamo evitare ritardi che rischiano di ostacolare i nostri sforzi per rispondere tempestivamente ai bisogni dei nostri cittadini”. “Il bilancio a lungo termine e il piano Next Generation EU sono la maniera europea di rispondere alla crisi e di incamminarsi sul sentiero della ripresa. Ce la faremo stando uniti: Stati membri grandi e piccoli di tutta l’Europa, regioni e città, autorità, università e imprese. Il sostegno del Comitato delle regioni per la conclusione di un accordo a luglio è molto importante. Abbiamo bisogno di un accordo veloce per una ripresa rapida”, ha aggiunto Johannes Hahn, Commissario responsabile per il bilancio e l’amministrazione.

LA POLITICA DI COESIONE

Il CdR ribadisce che sia il QFP che il piano di ripresa devono concentrarsi sulla coesione quale valore fondamentale e su una solida politica di investimenti a lungo termine dell’UE, che contribuisca a creare un’Unione più resiliente, più verde e orientata al futuro. Il CdR accoglie con favore il sostegno supplementare per la politica di coesione (55 miliardi di euro), lo sviluppo rurale (15 miliardi di euro) e il Fondo per una transizione giusta (30 miliardi di euro), il programma rafforzato Orizzonte (12,5 miliardi di euro) e il meccanismo per collegare l’Europa (1,5 miliardi di euro), nonché per il programma autonomo in materia di salute con una dotazione di 9,37 miliardi di euro. L’attuazione del nuovo bilancio e del nuovo piano di ripresa rappresenterà una sfida in termini di pianificazione strategica, coordinamento e capacità amministrativa. Il Comitato europeo delle regioni chiede di evitare qualsiasi processo di centralizzazione e di garantire che le regioni e le città possano aiutare a dirigere gli investimenti là dove sono più necessari. Il Comitato è pronto a contribuire al miglioramento del semestre europeo, che svolgerà un ruolo importante nel coordinamento strategico del piano di ripresa. Un nuovo partenariato tra UE, attori nazionali, regionali e locali contribuirà a ridurre l’attuale distanza tra il coordinamento delle politiche economiche e i bisogni reali dei cittadini e delle imprese, promuovendo l’attuazione e l’utilizzo dei programmi europei nelle città e nelle regioni.

Il CdR è un organo consultivo dell’UE composto da rappresentanti eletti a livello locale e regionale provenienti da tutti i 27 Stati membri. Attraverso il CdR essi possono scambiarsi pareri sulle norme dell’UE che incidono direttamente sulle regioni e sulle città. Tale organo offre alle città e alle regioni la possibilità di esprimere formalmente la loro opinione nel processo legislativo dell’Unione europea per assicurare che la posizione e le esigenze degli enti regionali e locali siano rispettate. I membri del CdR sono rappresentanti eletti negli enti locali e regionali. Per approfondire:

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