Dal mondo

Russia: proteste a Mosca in vista delle amministrative di settembre

Mosca

L’articolo di Sara Nicoletti e Stefania Montagna per il CE.S.I Centro Studi Internazionali

Il 14 e il 15 luglio, Mosca è stata il teatro di due nutrite manifestazioni di protesta che hanno coinvolto, complessivamente, oltre 2500 persone. In entrambi i casi, i cortei, non autorizzati, si sono svolti nei pressi della Piazza Trubnaya e sono stati violentemente dispersi dalla polizia che ha arrestato circa 30 persone.

LA CAUSA DELLA MOBILITAZIONE POPOLARE

All’origine di questa non trascurabile mobilitazione popolare è stata la decisione, da parte della Commissione Elettorale di Mosca, di invalidare la candidatura alle elezioni amministrative per il municipio di Ilya Yashin, attivista politico, sindaco del municipio di Krasnoselsky e uno dei leader del Partito per la Libertà del Popolo (o PARNAS), formazione liberale in aperta opposizione al partito di governo Russia Unita e alla classe politica capeggiata dal Presidente Vladimir Putin.

Secondo la Commissione, Yashin, che intende candidarsi alle elezioni municipali di Mosca, avrebbe presentato delle firme non valide. Il leader di PARNAS, al contrario, afferma che le firme presentate erano conformi alla legge e che, probabilmente, sono state alternate dagli organi comunali dove sono state depositate.

LE PROTESTE DI MOSCA

Le proteste di Piazza Trubnaya rappresentano l’ennesimo episodio di mobilitazione civile contro l’establishment di potere russo dell’ultimo triennio, a testimonianza di un crescente malcontento popolare verso la classe dirigente e il suo leader Putin. Oltre a Yashin, una delle vittime della repressione statale russa è Alexey Navalny, blogger anti-corruzione frequentemente incarcerato a causa dei suoi inviti alla disobbedienza civile.

LA RICHIESTA CIVILE DI MAGGIORE UTELA DEI DIRITTI

La richiesta civile di maggiore tutela dei diritti e di lotta alla corruzione al nepotismo dilaganti ha ottenuto una forte eco grazie al peggioramento delle condizioni economiche del Paese, avviatosi alla stagnazione a causa sia di problemi endemici, come la scarsa innovazione, l’obsolescenza delle strutture produttive e dei servizi e l’eccessiva dipendenza dall’indotto dell’industria idrocarburica, che a causa di sfortunate contingenze, come la diminuzione del prezzo del greggio sui mercati internazionali. Alcune decisioni sofferte del governo centrale, come l’innalzamento dell’età pensionabile e il mancato adeguamento degli stipendi, delle pensioni e dei sussidi all’inflazione, ha minato la fiducia nella classe dirigente e in Putin, determinando un vistoso crosso nel gradimento pubblico, sceso al minimo storico del 30%.

 

Articolo pubblicato su Cesi-italia.org

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