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RuTube, Rossgram e Vkontakte: la carica dei social russi (sottomessi alla censura)

Social Russi

Telegram resiste e assicura indipendenza, ma gli altri social russi rimasti in chiaro (Meta è stato spento) sono succubi del Cremlino, sempre più intenzionato a mettere in piedi la propria RuNet, una Rete internet parallela, tutta in cirillico e per nulla libera

Soltanto una settimana fa vi raccontavamo del fatto che Mosca avesse deciso di bandire il Gruppo Meta (Facebook, WhatsApp e Instagram), agevolata anche da una poco brillante decisione interna alla società USA di tollerare sui social messaggi d’odio nei confronti di Vladimir Putin e dell’esercito russo. Per gli influencer russi la decisione presa dall’ente Roskomnadzor, il Servizio federale per la supervisione nella sfera della connessione e comunicazione di massa, è stata particolarmente drammatica, visto che ha comportato la fine dei loro affari, talvolta anche milionari. Ma il Cremlino tollera diversi social russi, di Stato, fedeli copie delle controparti originali (americane) tranne per il fatto di essere completamente sottomessi alla censura voluta da Putin.

SOCIAL RUSSI, COPIE UGUALI ALLE PIATTAFORME OCCIDENTALI, MA…

Vkontakte, è probabilmente il social russo parallelo più noto, fondato nel 2006 da Pavel Durov, il “Mark Zuckerberg al di là della cortina di ferro” (che ha inventato pure Telegram), con un unico scopo: consentire ai russi i frizzi e lazzi di Fb, mai amato dal presidente russo perché, è noto, sulle bacheche c’è il rischio che si parli di politica. VK funziona esattamente come Facebook, da cui riprende pure le grafiche e non solo le funzioni e consente di ricercare vecchi amici di scuola, ma anche di chattare con loro in privato. Anche se non è dato sapere quanto, “in privato”…

Abbiamo parlato di Durov. Lui, come già si anticipava, ha ideato pure Telegram. Anche in questo caso si tratta di un software che copia pedissequamente quanto già visto in Occidente, nel caso di specie con WhatsApp (sempre di Meta), ma non è possibile ascriverlo tra i social russi, in quanto Durov, dopo essersi rifiutato di fornire ai boiardi di Stato le chiavi di Vkontakte, fu costretto a lasciare all’età di 25 anni il suo Paese e diventare cittadino francese dell’isola caraibica di Sant Kitts e Nevis. In esilio fondò Telegram. Oggi vive a Dubai e da là continua a guidare il proprio impero tecnologico, che rappresenta una delle poche piazze virtuali aperte al libero pensiero presenti in Russia. Non solo: Vkontakte ha avuto fortuna solo tra la popolazione russa, Telegram ha ottenuto un riscontro internazionale. La popolazione virtuale occidentale è infatti aumentata dopo i ben noti problemi tra Mark Zuckerberg e la privacy. La vendetta a Putin è servita.

Rossgram dovrebbe invece essere la risposta russa a Instagram, fresco di bannum dal Paese. Il fondatore sarebbe l’imprenditore digitale Alexander Zobov, che sostiene di essere stato compagno di corso di Durov. Il lancio di Rossgram, che dovrebbe riprendere le medesime funzioni e opzioni di Ig (quindi essere un social popolato da immagini e brevi video), non è stato ufficializzato, ma avrebbe perfino una data di debutto: 28 marzo. Gli influencer russi dovranno iscriversi all’Instagram di Stato se intendono riprendere i propri affari, contribuendo nel contempo, con la loro presenza, a popolarlo di utenti.

Infine, tra i social russi va annoverato senz’altro RuTube, gemello di YouTube. Attivo dal 2006, vanterebbe 30 milioni di utenti con oltre 168 milioni di visualizzazioni per i suoi contenuti. Ospita canali tv e radio online e dà la possibilità ai suoi utenti di creare video blog in un proprio canale.

Non è un social ma è comunque importante nell’Internet moscovita, Yandex, il Google russo, fondato nel 1997 e oggi sull’orlo del default. Lunedì scorso il Nasdaq e la Borsa di New Kork hanno sospeso le sue negoziazioni. Il gruppo Yandex nel suo insieme non ha attualmente risorse sufficienti per riscattare i titoli in pieno”, ha dichiarato la società in una nota. Secondo Bloomberg sono 1,25 miliardi di dollari coinvolti nelle obbligazioni. Il motore di ricerca dell’azienda è il più grande del suo genere in Russia, rappresentando oltre il 60% delle ricerche su Internet del paese nell’ultimo trimestre del 2021, secondo la società. Inoltre, negli ultimi anni il gruppo ha diversificato i suoi prodotti. L’azienda offre anche servizi di ride-hailing in diversi paesi dell’Ue oltre a un servizio di consegna di generi alimentari.

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