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Usa, chi è O’ Brien nuovo consigliere di Trump al posto di Bolton

O'Brien

Il profilo del nuovo Consigliere per la sicurezza nazionale Usa Robert C. O’ Brien, guardando anche alle sfide che lo attendono sullo scenario internazionale, tracciato da  Marta Annalisa Savino per il Caffè geopolitico

Robert C. O’Brien è stato nominato dal Presidente Trump National Security Advisor (NSA) al posto del falco John Bolton. È considerato molto vicino al Presidente USA nonostante abbia lavorato con precedenti Amministrazioni. Tra queste, quella di George W. Bush, che lo designò nel 2005 rappresentante all’Assemblea ONU, dove il nuovo NSA lavorò a fianco di Bolton. Inoltre è stato consulente alle primarie repubblicane dei candidati Mitt Romney, Scott Walker e Ted Cruz. Un fattore molto importante da considerare sull’affinità con il Presidente USA è l’ambizione di “Make America great Again”, o meglio “Keep America Great”, in base allo slogan trumpiano per le Presidenziali 2020. Nel 2016 ha pubblicato una raccolta di saggi sulla politica estera Usa, dal titolo “While America Slept: Restoring American Leadership to a World in Crisis”. In essa critica la strategia di Obama “leading from behind” ed evidenzia che è favorevole ad una “pace attraverso la forza”. Da ricordare anche che è stato lo stesso Trump a indicare O’ Brien come inviato speciale per le crisi degli ostaggi all’estero presso il Dipartimento di Stato. Tale ruolo è stato creato nel 2015 da Obama, al fine di rispondere agli appelli delle famiglie di americani catturati e decapitati dai jihadisti dell’ISIS. Più di recente O’Brien ha lavorato al rilascio del rapper A$AP Rocky da un carcere svedese per un’accusa di aggressione. La sua esperienza di governo era limitata prima di ricoprire gli incarichi sopra citati, mentre per quanto riguarda la carriera, il nuovo NSA ha lavorato prevalentemente come avvocato nello studio “Larson O’Brien” a Los Angeles.

DOSSIER COMPLESSI DA TRATTARE

Fautore di una linea politica più coerente e stabile rispetto al predecessore, Robert O’Brien potrebbe essere la figura adatta nella misura in cui riuscisse ad agire facilitando le decisioni del Presidente, come riporta il New York Times. Ancora, possiede la capacità e l’integrità di chi sa organizzare e presentare fatti e opinioni in modo persuasivo. I dossier che lo aspettano riguardano uno scenario internazionale delicato, a cominciare dalla gestione delle tensioni in Iran, sempre più complessa in particolare a seguito del recente attacco agli impianti petroliferi sauditi, non rivendicato direttamente da Teheran, ma che gli USA ritengono sia stato perpetrato dal regime di Rohani. In questo frangente l’Amministrazione Trump ha alluso alla possibilità di una risposta militare. Così si aggiungono nuovi interrogativi per l’economia e gli equilibri geopolitici in Medio Oriente. Due sono le opzioni diametralmente opposte su cui si dovrà ragionare: inasprimento del conflitto – scelta rischiosa per la rielezione del Presidente dopo la promessa agli elettori di evitare una guerra – o perseguimento della strada diplomatica. Un’altra questione spinosa è quella dei negoziati con la Corea del Nord. Le trattative sulla denuclearizzazione della Penisola sono ferme dallo scorso febbraio. Di recente il Presidente USA ha suggerito la possibilità di sottoscrivere un accordo e dall’altra parte Kim Jong-Un si è detto disposto a proseguire con la via diplomatica. Ancora, si parla del dossier sulla guerra in Afghanistan, da cui Trump voleva (e vuole ancora oggi) ritirarsi, ma che ha incontrato il forte disaccordo dell’ex Consigliere Bolton – tra i motivi per cui è stato licenziato. Vedremo quindi come agirà O’Brien in questi ambiti e in altri come il rapporto con Russia, Cina e Unione Europea in generale.

QUALI SVILUPPI FUTURI?

C’è da considerare che O’Brien è il quarto Consigliere nominato da Trump nell’arco di 3 anni dopo l’uscita di scena di Michael Flynn, H.R. McMaster e John Bolton. Tuttavia, per ora sembra godere di supporto. È molto vicino al Segretario di Stato Mike Pompeo e potrà allacciare il dialogo con la Difesa e il Dipartimento di Stato. È bene sottolineare che, in ogni caso, il ruolo da lui ricoperto sarà fondamentale per gli sviluppi futuri della Presidenza. Inciderà in maniera rilevante sui rapporti con i vari attori internazionali e anche sulla corsa alle Presidenziali 2020.

 

Articolo pubblicato su ilcaffegeopolitico.org

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