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Vox sceglie Orban e spinge Ecr al centro. Perché Meloni è a un bivio

Vox Meloni

A sorpresa l’estrema destra spagnola Vox lascia i Conservatori e Riformisti di Giorgia Meloni. La leader di Fdi rimane scoperta a destra, adesso deve decidere cosa fare, se sostenere von der Leyen o meno

Sono giornate molto intense sul fronte europeo e internazionale. Tali da mettere in secondo piano il dibattito interno. In Gran Bretagna oggi si è insediato il nuovo premier britannico Keir Starmer, in Francia c’è grande tensione politica e massima allerta sul fronte sicurezza per i ballottaggi delle elezioni legislative che si terranno nel weekend. A Bruxelles c’è nervosismo per le fughe in avanti del premier ungherese Orban, presidente di turno dell’Ue, che si è recato a Mosca da Putin attirandosi le ire della Commissione Ue.

VOX LASCIA ECR PER PASSARE CON I PATRIOTI DI ORBAN

E abbastanza movimentate sono anche le trattative dei gruppi europei, con alcuni coli di scena che riguardano l’Italia. La delegazione del partito spagnolo ultraconservatore Vox, guidata da Santiago Abascal, ha annunciato che lascerà il gruppo Ecr per aderire al nuovo gruppo Patrioti per l’Europa definendola un “opportunità storica”. “Giorgia Meloni rimarrà sempre un’amica e un alleata” ha sottolineato il partito sovranista in una nota ufficiale. Il sodalizio di Vox con i Patrioti è stato sancito nel corso di un incontro, a Madrid, tra il leader dell’estrema destra spagnola, Santiago Abascal e Balasz Orban, il consigliere politico di Viktor Orban.

“Con questo traguardo fondamentale si conferma la volontà unificante di Vox per i partiti che dentro e fuori l’Europa difendono la sovranità delle Nazioni, la sicurezza nelle strade, la sicurezza delle frontiere, la prosperità economica e sociale, la famiglia e le vere radici dell’Europa e dell’Occidente”, ha spiegato Vox nella nota dicendosi “consapevole del messaggio che milioni di europei hanno trasmesso nelle ultime elezioni, nelle quali hanno votato con maggiore forza per un’alternativa alle politiche di Bruxelles degli ultimi anni. Vox è responsabile soprattutto di questa crescita in Spagna, dove il partito ha raddoppiato il numero dei seggi (da 3 a 6), crescendo di 300.000 voti rispetto alle elezioni del 2019 per un totale di 1,6 milioni di voti”.

“GIORGIA MELONI RIMARRA’ SEMPRE AMICA E ALLEATA”

“Vox – recita la nota – esprime la sua gratitudine e la sua forte amicizia con l’Ecr, il gruppo politico europeo al quale ha fatto parte finora e che ha un ruolo di primo piano nella lotta per Nazioni libere, sovrane, sicure e prospere. In modo del tutto speciale Vox esprime la propria amicizia verso Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni resterà sempre una socia, amica e alleata di Vox. Allo stesso modo, Vox esprime la sua gratitudine e il suo riconoscimento al partito polacco Diritto e Giustizia (PIS), che è stato all’avanguardia nella lotta dei patrioti in Europa”, ha concluso la delegazione conservatrice spagnola.

LEGA: “ADESIONE VOX AI PATRIOTI SEGNALE IMPORTANTISSIMO”

Non si è fatto attendere il commento a stretto giro della Lega di Matteo Salvini che, nei giorni scorsi, aveva già salutato con enfasi la nascita del gruppo guidato Orban. “L’adesione degli spagnoli di Vox è un segnale importantissimo” hanno sottolineato dal Carroccio in una nota. “Cresce il fronte del cambiamento in Europa, determinato a dire no alla Von der Leyen e ai socialisti” ha concluso il partito di Matteo Salvini.

ECR SCENDE A 78 EURODEPUTATI, AL MOMENTO RESTA TERZO PARTITO. INCOGNITA PATRIOTI

Dopo l’addio della delegazione di Vox, composta da sei eurodeputati, il gruppo dell’Ecr scende da 84 membri a 78. Si assottiglia il margine di vantaggio su Renew che conta, ad oggi, 76 membri ma fonti liberali parlano di “un nuovo ingresso già nei prossimi giorni”.

Più difficile prevedere la composizione esatta del nuovo gruppo dei Patrioti per l’Europa che si costituirà lunedì mattina. Composizione che dipenderà dalla sopravvivenza o meno di Identità e Democrazia come gruppo separato da quello degli orbaniani. Ma se il neogruppo dei Patrioti confluisse in quello di Id la formazione, sommando anche coloro che hanno già annunciato l’interesse a entrare nei Patrioti per l’Europa (Fidesz, Ano, FPO, Chega, Vox e Lega) arriverebbe a 79 seggi, piazzandosi quindi giusto a ridosso del podio dei gruppi al Pe.

SENZA VOX, ECR PIU’ PRESENTABILE MA SCOPERTI A DESTRA. MELONI A UN BIVIO

Con 6 europarlamentari in meno il gruppo Ecr subisce un duro colpo sul piano numerico. Dopo l’annuncio in pompa magna dell’accordo con i polacchi di Pis e dopo aver ostentato il mantenimento della terza piazza come consistenza dei gruppi parlamentari, questa fuoriuscita è destinata ad avere alcuni contraccolpi.

C‘è però chi fa notare che Abascal era un alleato abbastanza scomodo per Giorgia Meloni: perfetto quando FdI era all’opposizione ma adesso un po’ ingombrante per le sue posizioni radicali di destra. Per questo alla fine potrebbe essere anche un vantaggio per la leader di Fratelli d’Italia, in quanto le consentirebbe una maggiore apertura di credito nelle trattive in corso per la composizione della Commissione Ue.

Il nodo però rimane un altro: quale è il vero obiettivo di Giorgia Meloni? Quale è il punto di caduta di Fdi prima e di Ecr poi? Perché è innegabile che il risvolto della medaglia di queste operazioni è che Ecr, e quindi Meloni, viene schiacciata al centro, lasciando il fianco destro, quello da sempre presidiato da Meloni, agli amici-nemici Matteo Salvini e Viktor Orban. Questo il bivio in cui si trova di fronte la premier italiana. E questa volta neppure le sue spiccate doti democristiane potrebbero consentirle superare questa fase senza accusare il colpo sul piano dei consensi.

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