Fact Checking

49 milioni di rimborso Lega, risposta di Centemero a Report

 “La legge in vigore prevedeva che i partiti fossero finanziati con 5 euro a voto sulla base delle precedenti tornate elettorali”. L’onorevole Centemero (Lega) interviene sulla questione dei 49 milioni di euro di rimborso del suo partito dopo il servizio di Report

 

“Nella serata di ieri, in una breve pausa dai lavori sul ddl Crescita, ho avuto la riprova che alcune cose in Italia non cambieranno mai. I primi a non riuscire a cambiare, a crescere direi, sono i cronisti, questa volta della trasmissione Report, che raccontano a modo loro fatti già noti, mistificando la realtà. La solita narrativa fatta di omissioni, imprecisioni e pure invenzioni, salvo poi specificare che probabilmente “è tutto legale”. Il servizio non fa altro che riportare le medesime stupidate raccontate dai giornalisti de L’Espresso nei confronti dei quali ho già depositato denuncia per diffamazione. Mi basterà cambiare intestazione e data e per il resto la denuncia sarà la medesima.
La cosa davvero fastidiosa è che il racconto è rimasto fermo a mesi fa. Riescono anche a trovare il coraggio di criticare la mia poca trasparenza per non aver dato risposte! Ma sono mesi che ho dato pubblicamente risposte, punto a punto, alle solite fesserie. Si vadano a vedere il mio blog; io non ho tempo di rispondere a chi non ha alcuna intenzione di ascoltare. Per cui non mi resta che ringraziare chi, ogni settimana e in maniera così puntualmente, mi dà la possibilità di raccontare nuovamente fatti e vicende oramai note.

QUALCHE PRECISAZIONE SUI 49 MILIONI DI EURO

I 49 milioni non sono mai stati sottratti ai cittadini dalla Lega Nord. Sono stati proprio gli italiani che con il loro voto hanno contribuito ad assegnare questi fondi al partito. La legge in vigore prevedeva, infatti, che i partiti fossero finanziati con 5 euro a voto sulla base delle precedenti tornate elettorali. È un’assurdità, dunque, parlare di soldi sottratti come fossero dei rimborsi richiesti e ottenuti a fronte di documentazione di spesa fasulla. (I giudici di Genova questo lo spiegano molto bene nella sentenza di primo e secondo grado, nella quale si afferma che “l’uso del temine rimborso elettorale non significa in nessun modo che i fondi fossero legati a spese sostenute dal partito”.

LA SENTENZA DEI GIUDICI DI GENOVA

In sintesi, i giudici affermano che i rendiconti delle Lega per effetto di alcune appropriazioni di denaro commesse a danno del partito stesso, sarebbero inattendibili. Gli stessi affermano inoltre che l’irregolarità dei rendiconti inciderebbe sulla legittimità della Lega a ricevere i fondi.) In sintesi, e come più volte ribadito, la Lega subisce due volte: prima l’appropriazione di parte dei suoi fondi e in più perderebbe, secondo i giudici, il diritto ad ottenere ciò che gli spettava per legge e per volontà elettorale. La cosa più assurda è che di tutto questo ne deve rispondere oggi, l’attuale Lega Nord che, come ribadito, non ha avuto nulla a che fare con le precedenti gestioni. Non è vero, infatti, che i 49 milioni sono stati ottenuti dalla Lega quando Salvini ne era il Segretario. È un dato oggettivo che viene falsificato. Questo è inaccettabile.

Viene da domandarsi per quale fine.

CHE FINE HANNO FATTO I SOLDI

Non è vero, poi, che i soldi sono stati dirottati, fatti sparire, come si vuol far dire in una battuta ad uno degli intervistati, ma semplicemente sono stati spesi come altri partiti ne hanno spesi ben di più nel medesimo periodo. In ultima istanza ci terrei a fare un’ulteriore precisazione sull’assurdità delle ricostruzioni sul tema dei soldi che sarebbero stati riciclati.

Le 7 società di cui si parla come hanno detto anche le persone intervistate non hanno trasferito neanche un euro all’estero. In particolare, la società accostata al mio nome non è mai stata attiva. Non si può riciclare quello che non esiste. Ma l’errore ancora più grave dei giornalisti sta nell’impostazione. L’eventuale reddito o dividendi generato dalle società con quote detenute da fiduciarie non va alle fiduciarie sia che esse siano italiane o estere ma rimangono a chi ha conferito il mandato alle fiduciarie e, quindi, nel nostro caso in Italia e non in Lussemburgo.

Ed allora, prima di tornare al lavoro sul ddl Crescita, del quale sono peraltro Relatore, vi lascio con un interrogativo: una ricostruzione tanto lontana dalla realtà è davvero ignoranza o frutto di malafede? A voi la risposta’.

Giulio Centemero

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