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Amministrative e Referendum: come vota chi ha il Covid?

Amministrative Sicilia

Le regole da osservare per permettere agli elettori positivi al Covid che sono sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di isolamento presso la propria abitazione o in cura in ospedale di partecipare alle Amministrative e al Referendum

Fortunatamente, allo stato attuale il Covid non è più una emergenza sanitaria. Tuttavia i positivi continuano a essere obbligati a osservare l’isolamento e continuano a esserci diversi casi che richiedono il ricovero ospedaliero: ecco come si può comunque partecipare alle Amministrative e al Referendum in tali circostanze.

Coloro che sono sottoposti a trattamento domiciliare o in isolamento potranno esprimere la propria opinione facendo pervenire al sindaco del comune nelle cui liste sono iscritti (con modalità individuate dall’ente medesimo, anche per via telematica), in un periodo compreso tra il 10° e il 5° giorno antecedente quello della votazione: una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso il proprio domicilio e recante l’indirizzo completo di questo;
un certificato, rilasciato dal funzionario medico designato dalla ASL, in data non anteriore al 14° giorno antecedente la data della votazione, che attesti l’esistenza delle suddette condizioni sanitarie per Covid-19.
Il voto degli elettori predetti viene raccolto, a cura di appositi seggi speciali, durante le ore in cui è aperta la votazione, assicurando, con ogni mezzo idoneo, la libertà e la segretezza del voto nel rispetto delle esigenze connesse alle condizioni di salute dell’elettore.

Più semplice il discorso per i ricoverati nei reparti Covid. Possono votare nelle sezioni ospedaliere, purché le strutture che li ospitano abbiano almeno 100 posti letto. Se invece sono ricoverati in strutture con meno di 100 posti letto, il loro voto viene raccolto da appositi seggi speciali.

Infine, con riferimento alle norme anti contagio predisposte nei seggi per tutti gli elettori, occorre che siano predisposte specifiche misure organizzative e di protezione al fine di: evitare, in ogni modo, rischi di aggregazione e di affollamento; assicurare che sia indossata la mascherina chirurgica da parte di tutti; garantire l’adeguata aerazione negli ambienti al chiuso, favorendo, in ogni caso possibile, quella naturale; disporre una efficace informazione e comunicazione.

Tenendo conto delle indicazioni contenute nel citato protocollo sanitario e di sicurezza, è quindi necessario per le operazioni elettorali e referendarie in questione: assicurare un adeguato distanziamento delle cabine elettorali; predisporre dispositivi di distribuzione di detergenti all’ingresso e all’esterno del seggio; vigilare sull’obbligo per tutti gli elettori di recarsi al voto indossando la mascherina chirurgica; raccomandare l’utilizzo della mascherina chirurgica da parte degli scrutatori e dei presidenti di seggio, dispositivo che deve essere sostituito ogni 4-6 ore e comunque ogni volta risulti inumidito o sporco o renda difficoltosa la respirazione.

Si evidenzia, infine, che, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 4 maggio 2022, n. 41, «limitatamente alle consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2022, l’elettore, dopo essersi recato in cabina e aver votato e ripiegato le schede, provvede a inserirle personalmente nelle rispettive urne».

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