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Aria d’estate, le Regioni tendono al bianco (e smettono di fare i tamponi)

regioni tamponi

Meno tamponi significa meno possibilità di restare in zona gialla. Le Regioni vogliono arrivare alle aperture estive con le libertà offerte dalla zona bianca, per questo stanno diminuendo il numero di tamponi

Diminuire il numero di tamponi per aumentare le chances di finire prima in zona bianca. Sarebbe questo l’escamotage escogitato dalle Regioni per non incorrere in brutte sorprese in vista dell’apertura ufficiale della stagione estiva.

Lo denuncia Gimbe: “Purtroppo – spiega Lino Cartabellotta, presidente dell’organizzazione – i criteri per conquistare e mantenere la zona bianca, introdotti con il Decreto legge del 18 maggio 2021, disincentivano le Regioni a potenziare le attività di testing e a riprendere il tracciamento” per mezzo dei tamponi, tutto questo “proprio nel momento in cui i numeri del contagio permetterebbero di utilizzare un’arma mai adeguatamente utilizzata”.

E i numeri danno ragione a Gimbe: effettivamente le Regioni hanno diminuito il numero di tamponi. Basti pensare che le persone testate settimanalmente per il Sars-Cov-2, stabile sino alla prima decade di maggio, si è ridotto nelle ultime 3 settimane da 662.549 a 439.467, (una riduzione senza eguali nel 2021, pari al -33,7 per cento). Nello stesso periodo sono state testate, con tampone molecolare o antigenico, in media 120 persone al giorno per 100mila abitanti con nette differenze regionali: da 199 del Lazio a 49 della Puglia.

Del resto, più che i tamponi le Regioni sono in pressing ora per capire come sarà gestita la campagna vaccinale estiva. «Ho appena firmato una lettera per tutte le Regioni per dire di trovare delle soluzioni di massima flessibilità per le prenotazioni, penso alle classi più giovani che nei mesi estivi si sposteranno» ha annunciato il Commissario Francesco Paolo Figliuolo a Elisir su Rai 3. «Già in fase di prenotazione dovrà essere possibile trovare la data migliore per il richiamo e far sì, con la flessibiltà, che già in quella fase si possa spostarlo eventualmente in un altro giorno nel range dei 42 giorni o delle 4-12 settimane. È fattibile, ci vorranno i tempi tecnici di adeguamento dei sistemi informatici su cui la struttura è pronta a dare una mano».

 

 

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