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Banda Ultralarga, lo stato della rete secondo il Mise

banda ultralarga

La mappa interattiva del Mise mostra lo stato di avanzamento in tempo reale di fibra ottica e wireless. L’obiettivo è informare i cittadini e consentire un controllo diffuso sul progetto

Il 3 Marzo 2015 il Governo italiano ha approvato la Strategia Italiana per la Banda Ultralarga e ha scelto di sostenere, tramite fondi nazionali e fondi comunitari, tale iniziativa. Il termine banda larga (in inglese broadband), nel campo delle telecomunicazioni, indica generalmente la trasmissione e ricezione di dati informativi ad una velocità di connessione superiore a 2Mbit/s. Si parla di Banda Ultralarga (in inglese ultra broadband) in riferimento ad una velocità di connessione effettiva in download di almeno 30 Mbit/s. Le reti che possono fornire tali velocità vengono indicate come reti NGA (Next Generation Access).

Il piano Strategico italiano per la Banda Ultralarga è coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri tramite il Comitato per la diffusione della Banda Ultralarga (COBUL), che ha definito la strategia nazionale e ne monitorerà la corretta attuazione. Il Comitato si avvale inoltre del supporto tecnico di AgID e dell’Agenzia per la coesione territoriale. Il Ministero dello Sviluppo economico attua le misure definite per la strategia nazionale anche attraverso la sua società in house Infratel, che cura i programmi di infrastrutturazione del Paese.

L’obiettivo del piano è quello di sviluppare una rete in Banda Ultralarga sull’intero territorio nazionale per creare un’infrastruttura pubblica di telecomunicazioni in linea con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea e poter anche realizzare una società digitale pienamente inclusiva.

Tale strategia mira infatti a ridurre il gap infrastrutturale e di mercato esistente in alcune aree del Paese, attraverso la creazione di condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili. L’intervento pubblico, in tali aree, è ritenuto necessario per correggere disuguaglianze sociali e geografiche generate dall’assenza di iniziativa privata da parte delle imprese.

IL PIANO DEL GOVERNO PER LE AREE A FALLIMENTO TECNOLOGICO (AREE BIANCHE)

Il 3 aprile 2019 la Commissione europea ha approvato definitivamente il “grande progetto nazionale Banda Ultralarga – Aree bianche” per un costo ammissibile pari a 941 milioni di euro. Bisogna ricordare che il Piano nazionale per la Banda Ultralarga prevede un intervento pubblico che investe il territorio nazionale distinguendo tra: aree ‘bianche’, a fallimento di mercato, in cui sono assenti interventi di investimento di operatori privati e aree ‘grigie’ e ‘nere’ dove sono già presenti una o più reti in Banda Ultralarga ma nelle quali è possibile fare un importante salto di qualità.

Il Piano si articola in due fasi. La prima riguarda l’attuazione di misure a sostegno dell’infrastrutturazione delle aree bianche. A seguire, nella seconda fase, verranno implementati gli strumenti a favore dello sviluppo di reti ultraveloci nelle aree nere e grigie del Paese.

La prima fase, conclusa per quanto attiene all’aggiudicazione delle opere da parte del soggetto attuatore Infratel, è attualmente in corso di realizzazione da parte del concessionario Open Fiber S.p.A. che si è aggiudicato le tre gare che stabiliscono la seguente suddivisione:

Tempo lavoro stimato 2020-2023

Gara 1 – Abruzzo, Molise, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Veneto.

Gara 2 – Piemonte, Val d’Aosta, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata e Sicilia.

Gara 3 – Calabria, Puglia e Sardegna.

I dati di giugno 2020 rivelano che i comuni attualmente terminati sono 368, come si può vedere da grafico fornito dal COBUL.

In questi altri due grafici di seguito si vedono l’avanzamento della fibra ottica e del wireless.

 

LA FASE 2 E IL PROGETTO BUL

Come si evince dall’indice elaborato dalla Commissione Europea – il Digital Economy and Society Index (DESI) – il divario digitale del Paese appare ben evidente, infatti la quota di abbonamenti almeno a 100 Megabit per secondo in Italia si attesta intorno al 14%, rispetto ad una media europea che sfiora il 26%.

La nuova mappatura per numero civico delle Aree Grigie e Nere del Paese, a seguito del monitoraggio concluso da Infratel Italia, ovvero l’attività di aggiornamento della copertura delle aree del territorio nazionale ha portato alla luce l’esistenza di un potenziale divario tecnologico tra le aree del Paese che potrebbero, in vista degli obiettivi 2025 della Gigabit society, portare a un rallentamento nel processo di ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche e di adozione di servizi di nuova generazione in Italia. Tenendo conto di questi dati, il COBUL ha formalmente avviato la fase 2 della Strategia Nazionale per accelerare anche su questo fronte.

Gli interventi della fase 2 sono concentrati quindi nel sostegno alla domanda per l’attivazione di servizi ultraveloci in tutte le aree del Paese e nella diffusione di infrastrutture a banda ultralarga nelle aree grigie a fallimento tecnologico. Secondo quanto stimato da Infratel, il fabbisogno complessivo per intervenire nelle aree grigie del Paese installando infrastrutture predisposte al Gigabit è pari a 5,1 miliardi di euro. Le risorse Nazionali certe oggi a disposizione per sostenere i due interventi ora citati ammontano a circa 2,7 miliardi di euro.

PIANO SCUOLE E PIANO VOUCHER

La fase 2 della Strategia Nazionale, oltre a incentivare le infrastrutture, prevede anche misure di sostegno alla domanda di servizi ultraveloci nella forma di voucher. Il 5 maggio 2020, il COBUL ha varato un piano di contributi alla connettività in favore di Famiglie, Piccole e Medie Imprese, Scuole, in tutte le aree del Paese.

Tali misure prevedono per il Piano Scuola uno stanziamento di più di 400 milioni di euro che garantirà la connettività gratuita con servizi di manutenzione per 5 anni, trascorsi i quali, buona parte della fibra sarà ancora di proprietà dello Stato. Il totale dei complessi scolastici coinvolti è superiore a 32.000 e saranno connessi con Banda Ultralarga.

Il Piano Voucher è rivolto a famiglie e imprese per venire incontro alle esigenze di connettività. L’emergenza COVID-19 ha mostrato infatti quanto sia indispensabile una copertura di rete capillare ed efficiente. Il Piano, nel suo totale, ha un valore di circa 1 miliardo e duecento milioni di euro e i beneficiari sono, sia le famiglie con ISEE sotto 20mila euro alle quali andrà un contributo 500 euro (200 euro per la connettività e 300 euro per Tablet o PC in comodato d’uso), sia quelle con un massimo di ISEE pari a 50.000 euro alle quali andrà un contributo di 200 euro per la connettività ad almeno 30 Mbps.

Per quanto riguarda invece le imprese, il Piano prevede che quelle che richiedono una connettività ad almeno 30 Mbps, beneficeranno di un contributo di 500 euro per tutte le tecnologie mentre per le imprese che chiederanno connettività di almeno 1 Gbps il contributo previsto è di 2.000 euro.

 

 

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