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Bonus affitto 2022 per gli imprenditori, le cose da sapere

Guido Scorza Fondo Da 140 Milioni

Allargata la platea del bonus affitto che resta solo per i soggetti che hanno subìto una diminuzione del fatturato

Anche nel 2022 torna il Bonus affitto, introdotto nel decreto Rilancio al fine di mitigare gli effetti negativi della pandemia sulla nostra economia, che si sostanzia in un credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda, come per esempio cinema e palestre. Tra le novità, potranno usufruirne anche le imprese operanti nel settore della gestione delle piscine.

I REQUISITI PER OTTENERE IL BONUS AFFITTO

Nonostante sia stata allargata la platea dei beneficiari, i limiti restano quelli visti nei mesi peggiori della pandemia: il bonus affitto è solo per i soggetti che hanno subìto una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento dell’anno 2022 di almeno il 50% rispetto allo stesso mese dell’anno 2019. Bisognerà presentare un’apposita autodichiarazione all’Agenzia delle entrate attestante il possesso dei requisiti e il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti per ottenere il bonus

I MESI COPERTI

Anche queste imprese avranno quindi la possibilità di usufruire dell’agevolazione per i mesi concordati: gennaio, febbraio e marzo 2022. Non è invece passata la proposta del Ministero del Turismo che aveva chiesto di confermare la misura per tutto il primo semestre del 2022.

IN COSA CONSISTE

Il credito d’imposta del Bonus affittoo è pari al 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

La percentuale si abbassa al 30% “in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo”

Per le strutture turistico-ricettive, il credito d’imposta relativo è determinato nella misura del 50%. “Qualora in relazione alla medesima struttura turistico-ricettiva siano stipulati due contratti distinti, uno relativo alla locazione dell’immobile e uno relativo all’affitto d’azienda, il credito d’imposta spetta per entrambi i contratti”

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