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Cara di Castelnuovo di Porto. Quanto costa il sistema dell’accoglienza dei migranti?

immigrati

Con la chiusura del centro Cara di Castelnuovo di Porto, ci si interroga sul costo dell’accoglienza ai migranti. Ecco i dati del Ministero dell’Interno

Quanto costa il sistema dell’accoglienza degli immigrati? La domanda non è peregrina, visto il rumore che sta facendo in queste ore la chiusura del centro Cara di Castelnuovo di Porto, non lontano da Roma. Il vice premier Matteo Salvini, ministro dell’Interno, ha stimato che la sola chiusura del Cara di Castelnuovo farà risparmiare all’erario 6 milioni di euro, e al Comune di Roma circa 450 mila euro, secondo i dati riportati da Il Messaggero.

CARA, HOTSPOT, CAS, CPR, SPRAR CHE DIVENTA SIPROIMI

Secondo le Faq pubblicate dal Ministero dell’Interno – in evidenza in home page – e relative alla conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, a fine novembre scorso, conosciuto come Decreto Sicurezza e Immigrazione, tutte le strutture dedicate a fronteggiare il fenomeno migratorio in Italia costano la bellezza di 2,7 miliardi di euro.

Parliamo di circa 9.000 strutture su tutto il territorio nazionale che si dividono tra piccoli centri per accoglienza, hotspot, Cara (Centro di accoglienza per i richiedenti asilo), i Cas (Centri di accoglienza straordinaria, che servono ad accogliere in prima istanza chi arrivi in mare, per decongestionare i porti), Centri di permanenza di rimpatrio (Cpr), Sprar, il Servizio centrale di protezione per richiedenti asilo (il sistema di seconda accoglienza che viene attivato dagli enti locali in collaborazione con il Terzo settore. Ne esistono circa 1200 su tutto il territorio nazionale, in tutte le regioni della penisola). Gli Sprar con la nuova legge hanno cambiato denominazione e saranno Sistemi di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompgnati: SIPROIMI.

CARA, HOTSPOT, SPRAR: DOVE SI TROVANO IN ITALIA E QUANTI SONO

Dove sono localizzati questi centri per l’accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo?

Gli hotspot sono in tutti i luoghi di sbarco: Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto. Nei porti di Messina e Palermo vengono allestiti, a seconda dei casi e delle necessità, strutture mobili e temporanee.

I Cara si trovano si trovano a Isola Capo Rizzuto in Calabria, Gradisca d’Isonzo, Caltanissetta, Foggia, Brindisi, Bari, Mineo (prossimo alla chiusura, stando alle ultime dichiarazioni di Matteo Salvini). E Castelnuovo di Porto, almeno fino a ieri. Da menzionare anche Monastir, in Sardegna, che funge anche come centro di primo soccordo in mare.

I Cpr, Centri di permanenza per il rimpatrio, sono a Settimo torinese, Ponte Galeria in Roma, Bari, Brindisi e Caltanissetta.

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