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C’è fame di Energy Manager, crescono le nomine

GSE Mercato Libero Energia Energy Manager

Sono 1.702 gli Energy Manager nominati da soggetti obbligati, cui si aggiungono 761 nomine da parte di soggetti volontari. Tutti i numeri del report Fire – Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia

Gli Energy Manager sono i responsabili per la conservazione e l’uso razionale dell’energia. La Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia (FIRE), che cura la raccolta e la gestione delle nomine di tale figura professionale nell’ambito della Convenzione con il Ministero dello Sviluppo Economico (la circolare del 18 dicembre 2014 ha fornito chiarimenti sui soggetti obbligati alla nomina, sulla metodologia di valutazione dei consumi energetici oltreché sul profilo professionale dei cosiddetti Energy Manager), sintetizza così il loro compito: “l’Energy Manager non ha solo il compito di gestire i consumi e spingere il risparmio energetico; tale figura è chiamata ad affiancare la dirigenza nell’individuare e soddisfare le nuove necessità e richieste provenienti dal mercato e dall’Ue tra cui: agire in ottica sostenibile, prepararsi a partecipare alle comunità energetiche, potenziare la digitalizzazione ed i nuovi modelli di mobilità, pensare a rafforzare la struttura per cui lavora, ad esempio attraverso l’implementazione di un sistema di gestione dell’energia”.

La loro figura, relativamente recente, sta avendo successo: cresce quasi ovunque infatti la richiesta. Nel dettaglio: agricoltura -20%, industria +2%, forniture +31%, trasporti +1,5%, terziario + 1,4%, Pa +5%. Questi i numeri relativi alle nomine da parte dei soggetti obbligati nel 2020 emersi dal rapporto ‘Gli energy manager in Italia’ realizzato da Fire – Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia.

Sono in crescita anche le donne, per quanto continuino a rappresentare una quota minoritaria (sono appena il 9% del totale). C’è da colmare un gap, spiega la Federazione, di lunga data, essenzialmente legato alla scarsa presenza femminile in passato nei corsi di laurea da cui tipicamente provengono molti Energy Manager, come ingegneria meccanica ed energetica.

QUANTI SONO GLI ENERGY MANAGER?

Sono 1.702 quelli nominati da soggetti obbligati, cui si aggiungono 761 nomine da parte di soggetti volontari. La maggior parte delle nomine obbligate è condensata nel Centro-Nord del Paese, dove è presente un’alta localizzazione delle attività industriali e commerciali, ma non sfigurano i dati del Sud (si segnalano in particolare la Sicilia per la Pa e la Puglia per le nomine volontarie). La crescita delle nomine continua e complessivamente fa segnare un +18% dal 2014 ad oggi.

Nel 2020, il numero di Energy Manager nominati è cresciuto rispetto al 2019, che aveva visto una leggera flessione. “In particolar modo è cresciuto il numero di consulenti esterni”. Il report evidenzia inoltre che “i soggetti che hanno nominato un Energy Manager, siano essi obbligati o no, e che al contempo sono in possesso della certificazione Iso 50001 risultano essere 298, circa il 10% in più rispetto allo scorso anno”.

Per questo, secondo l’analisi di Fire, occorrerebbe migliorare “l’inquadramento aziendale degli Energy Manager: solo in un terzo dei casi si tratta di dirigenti. Un aspetto che stride con le dichiarazioni di sostenibilità e decarbonizzazione di tante imprese ed enti, visto che il minimo che ci si aspetterebbe in questi casi è di avere un dirigente di alto livello con in capo obiettivi e primalità legate all’uso razionale dell’energia”.

GLI ENERGY MANAGER E LA PA

“La Pubblica amministrazione continua a manifestare tassi di inosservanza elevati”. E’ da segnalare però un incremento rispetto allo scorso anno, specialmente tra Comuni e città metropolitane, e la presenza di circa 70 piccoli Comuni che hanno provveduto alla nomina volontaria, grazie anche all’iniziativa della Regione Siciliana di vincolare il finanziamento dei Paesc comunali alla nomina dell’energy manager.

Per i soggetti obbligati quasi l’80% delle nomine riguarda persone interne all’organizzazione, “una scelta preferibile per le realtà medio-grandi, che rende l’azione dell’energy manager più efficace; i consulenti esterni rimangono la scelta più gettonata fra i soggetti di dimensioni e consumi minori”.

Quanto alla certificazione come Ege secondo la norma Uni Cei 11339: “è utile che risulti certificato, soprattutto nel caso di un consulente esterno. Nei casi in cui l’energy manager sia di alto profilo, è utile che possa avvalersi di collaboratori certificati Ege (se non è un Ege egli stesso).

 

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