Il dl Bollette vede finalmente la luce. La domanda ora è: il decreto riuscirà a centrare gli obiettivi di aumentare la competitività delle imprese e abbassare i costi energetici per le famiglie?
Il tanto atteso dl Bollette disegna una strategia complessa e, a tratti, contraddittoria. Infatti, da un lato il Governo bussa alla porta dei colossi energetici aumentando l’IRAP. Dall’altro, la norma propone un patto ai produttori rinnovabili per spalmare i costi degli incentivi nel tempo. L’obiettivo è la salvaguardia della competitività industriale e il sostegno alle famiglie vulnerabili. Riuscirà a centrarli entrambi?
DL BOLLETTE, TORNA LA TASSA SUI PROFITTI ENERGETICI
La novità più rilevante sul fronte fiscale del Dl Bollette è il ritorno della tassa sui profitti energetici, la celebre “Robin Hood Tax” introdotta nel 2000 dall’allora ministro dell’economia Giulio Tremonti. Infatti, il decreto prevede l’aumento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP per le imprese del comparto energetico (estrazione, raffinazione, produzione e distribuzione di energia e gas). Il Governo stima di raccogliere oltre 430 milioni di euro per il 2026 e 500 milioni per il 2027, destinate alla riduzione della componente ASOS delle bollette elettriche per le utenze non domestiche (PMI e grandi industrie). Una sorta di redistribuzione interna al settore per alleggerire il carico che grava sulla manifattura.
LO SPALMA-INCENTIVI PER IL FOTOVOLTAICO
Il dl Bollette interviene pesantemente sulla gestione del vecchio Conto Energia. Il Governo propone uno scambio ai soggetti con impianti fotovoltaici sopra i 20 kW: una riduzione della tariffa premio (all’85% o al 70%) per il periodo 2026-2027 in cambio di un’estensione della durata dell’incentivo di 3 o 6 mesi.
Il decreto prevede una via d’uscita anticipata dai meccanismi di incentivazione per chi decide di effettuare un rifacimento integrale (repowering) degli impianti. Se i produttori raddoppieranno la produzione utilizzando moduli europei, potranno accedere a nuovi corrispettivi decennali e contratti a termine. Un tentativo di modernizzare il parco installato senza gravare ulteriormente sugli oneri di sistema.
BONUS STRAORDINARI NELLE BOLLETTE
Per il 2026 viene confermato un contributo straordinario di 115 euro per i titolari del bonus sociale elettrico, con uno stanziamento di 315 milioni. La novità interessante è il comma dedicato alla classe media: i venditori di energia potranno offrire contributi straordinari (sotto forma di sconti in fattura) ai clienti con ISEE fino a 25.000 euro che consumano meno di 3 MWh l’anno. Ai venditori “virtuosi” che aderiranno verrà rilasciata un’attestazione utilizzabile a fini commerciali, creando una sorta di bollino di responsabilità sociale nel mercato libero.
SCORTE DI SICUREZZA IN VENDITA PER ABBATTERE PREZZI IMPRESE ENERGIVORE
Sul fronte del gas, il decreto impone al GSE di vendere le scorte di sicurezza per abbattere i prezzi alle imprese energivore nel 2026. Inoltre, il dl introduce un servizio di liquidità per allineare i prezzi del mercato italiano a quelli del TTF olandese, cercando di eliminare lo spread dovuto ai costi di trasporto dal Nord Europa.
SEMPLIFICAZIONI PER I DATA CENTER
Infine, il provvedimento punta forte sulla digitalizzazione: i Data Center vengono considerati infrastrutture strategiche. Per la loro realizzazione viene istituito un procedimento unico autorizzatorio della durata massima di 10 mesi, dimezzando i tempi per le valutazioni di impatto ambientale. Una mossa necessaria per integrare i centri elaborazione dati nel sistema elettrico nazionale, gestendo la saturazione delle reti in modo dinamico.

