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Come reagisce la scienza alla decisione della Fda su Iqos

Iqos

In Italia gli esperti su riduzione del danno concordano: i prodotti alternativi al tabacco aiutano a ridurre il danno, ma in Italia (dove Iqos è prodotta) c’è ancora molto da fare

I prodotti alternativi riducono l’esposizione dei fumatori alle sostanze cancerogene, ma in Italia “c’è ancora un lungo percorso da fare” sulla riduzione del danno quando si tratta di sigarette. È il parere di Fabio Beatrice, direttore del Centro Antifumo san Giovanni Bosco di Torino, sulla decisione dell’Fda (Food and Drug Administration) di autorizzare la commercializzazione del sistema Iqos di Philip Morris come prodotto del tabacco a rischio modificato. Nei paesi anglosassoni, come successo da poco negli Usa, si comincia infatti a stabilire in documenti ufficiali che i prodotti alternativi alle sigarette abbassano l’esposizione alle sostanze nocive. “La mia impressione è che in Italia ci sia ancora un lungo percorso da fare, non siamo un paese anglosassone, qui o si parla di cessazione o nulla. In medicina però le sfumature di grigio sono tante, ai pazienti si devono dare alternative. Nessuno, neanche l’Fda ovviamente, dice che c’è un ‘fumo sano’, ma sappiamo che ci sono modi per ridurre le sostanze inalate.

FONDAZIONE FADOI: “DISPOSITIVI A RISCHIO MODIFICATO UTILI PER AIUTARE A SMETTERE”

Dello stesso parere anche il Presidente della Fondazione Fadoi (società scientifica di medicina interna) Andrea Fontanella, che ha evidenziato che “I dispositivi a rischio ridotto, alternativi alle sigarette, sono un aiuto per smettere con il vizio. Il via libera della Fda a Iqos va in questa direzione e potrebbe aiutare a superare i pregiudizi ancora forti anche in Italia su questi dispositivi. Il timore che deve essere fugato nei medici, ma anche nelle istituzioni, è che se si sceglie Iqos per dire addio al vizio non si deve continuare a fumare anche qualche sigaretta. E poi non deve essere un modo per provare e iniziare a fumare, soprattutto per i giovani”.  “Per me sarebbe facile dire che la decisione della Fda va nella direzione giusta, ma sulle politiche per smettere di fumare non sempre le istituzioni e i medici sono d’accordo. Ad esempio sul discorso che chi fuma deve smettere siamo tutti d’accordo. Ma il grosso problema da superare è che solo il 10% ci riesce da solo” ha ricordato il presidente della Fondazione Fadoi. “Ecco perché si rende dunque necessario fare un ragionamento sul fatto che tra il non ottenere nulla e ottenere qualcosa secondo me dovremmo optare per questa seconda possibilità”.

PRODOTTI ALTERNATIVI A SIGARETTE PER RIDURRE RISCHI

Tra i precursori dell’avallo ai prodotti senza fumo in un’ottica di riduzione del danno il Prof. Emmanuele Jannini, docente di Endocrinologia e sessuologia medica dell’Università Tor Vergata di Roma che – in occasione dell’annuncio della Fda – ha tenuto a rimarcare come “La Società italiana di andrologia e medicina sessuale (Siams) è stata la prima al mondo a che la riduzione del rischio da tabacco è una strategia importante per salvare la salute riproduttiva”. Per poi specificare “Il fumo, va ricordato, è il peggiore nemico che ci sia a letto, impatta in modo enorme sulla funzione sessuale degli uomini e delle donne perché produce anossia, la mancanza di ossigeno” ha sottolineato Jannini. “Se verranno dimostrati effetti importanti di riduzione del rischio per i dispositivi che scaldano il tabacco senza bruciarlo, come sessuologi non possiamo che essere contenti”.

EVITARE L’INALAZIONE DI SOSTANZE CANCEROGENE È LA CHIAVE

“I dispositivi che riscaldano il tabacco ma non lo bruciano non liberano tutte le sostanze nocive delle sigarette tradizionali, ad esempio l’ossido di carbonio che è nocivo perché si legata all’emoglobina e avendo un rapporto competitivo con l’ossigeno rende il soggetto fumatore a rischio di ipossia cronica” ha sottolineato il Prof. Salvatore Novo, presidente del Central European Vascular Forum (Cevf). “Con la combustione del tabacco si producono idrocarburi aromatici che hanno azioni dirompenti rispetto a diversi organi del corpo umano” ha avvertito il cardiologo. Sono collegati al tumore del polmone e alle malattie cardiovascolari. Il fumo di sigaretta può provocare anche il cancro della vescica e neoplasie all’apparato digerente. I dispositivi che riducono l’esposizioni a sostanza dannose non sono del tutto innocui ma sono meno dannosi. Uno studio della Società europea di cardiologia, che ha seguito i comportamenti di pazienti fumatori con problemi cardiovascolari, ha evidenziato che dopo 5 anni dalla patologia il 50% ha ricominciato a fumare. Tutti venivano da centri di prevenzione. Ecco, su questi soggetti i dispositivi a rischio ridotto possono aiutarci a farli smettere con le sigarette”.

LE ISTITUZIONI DI SALUTE PUBBLICA ITALIANE

Dopo l’appello dei medici internazionali in occasione dello scorso Global Forum on Nicotine 2020, il riconoscimento della Fda potrebbe portare a un nuovo approccio anche al di fuori degli Statu Uniti. Per il Prof. Francesco Riva, Componente del Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute e Past President dell’Unità operativa complessa di chirurgia odontostomatologica all’Ospedale Odontoiatrico “George Eastman” di Roma, “L’autorizzazione dell’Fda è una decisione storica”, che il Professore auspica “sia in grado di fornire una chiave di lettura diversa anche per l’Italia”. “Purtroppo, ha aggiunto Riva, ancora oggi quando si parla di tabagismo, soprattutto in Italia, il dibattito si ancóra su posizioni che mancano di coraggio. È arrivato il momento di confrontarsi, sulla base degli evidenti risultati scientifici che abbiamo a disposizione su questi prodotti, e dire ai fumatori italiani che sono meglio delle sigarette. Continuare a nascondere questa evidenza è colposo ed è ora che anche le autorità sanitarie italiane, il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità si espongano in questo senso. Ciò non significa liberi tutti, anzi, è la stessa FDA che mette in guardia l’azienda produttrice affinché adotti una commercializzazione responsabile ed eviti che il prodotto finisca in mano ai non fumatori e soprattutto ai giovani, ma tutelare i fumatori è altresì importante ed è quindi giusto dirgli che con prodotti come il tabacco riscaldato possono farsi meno male”.

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