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Coronavirus, chi sono i tecnici che affiancano Conte nell’emergenza

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Oltre a vari esponenti di governo, per fronteggiare l’emergenza da coronavirus il presidente del Consiglio può contare sul capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, sull’ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi e sugli economisti Mariana Mazzucato e Gunter Pauli

Sono giorni impegnativi per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, alle prese con l’emergenza coronavirus. Affiancato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro durante tutte le riunioni a Palazzo Chigi, Conte lavora a stretto contatto pure con il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, impegnato con la stesura dei decreti, uno già approvato e l’altro in arrivo, con le misure di sostegno per cittadini e imprese sia dei territori più colpiti sia di quelli al momento meno coinvolti ma che di sicuro risentiranno della situazione.

Un ruolo molto attivo è svolto anche dal ministro della Sanità, Roberto Speranza, e dal viceministro Pierpaolo Sileri, medico, che in un’intervista alla Verità ieri ha avvertito: “È stato fermato il moltiplicarsi dei focolai ma la scienza ci insegna che non finirà presto: ci aspetta un secondo ciclo”. Accanto agli esponenti di governo, però, il presidente del Consiglio può contare nella sua squadra anche su altre figure come il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, e l’ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il professore Walter Ricciardi, che Speranza ha nominato consigliere per le relazioni dell’Italia con gli organismi sanitari internazionali.

Inoltre, Conte ha voluto creare una task force per studiare mosse che riparino ai danni economici del coronavirus: ne fanno parte l’italo-americana Mariana Mazzucato e il belga Gunter Pauli. Ma vediamo chi sono.

ANGELO BORRELLI

Capo della Protezione Civile e commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli è nato nel 1964 in provincia di Latina. Laureato in Economia e commercio all’università di Cassino, commercialista e revisore contabile, da agosto 2017 guida la Protezione Civile di cui dal 2011 è stato vice capo dipartimento. Dal 2000 comunque lavora a Palazzo Chigi: prima come dirigente del servizio amministrativo contabile e informatica all’ufficio nazionale per il servizio civile, poi come coordinatore di diversi servizi e uffici della Protezione civile tra cui l’area tecnica amministrativa e per la gestione della flotta aeronautica, infine come vice capo dipartimento e poi capo dipartimento della Protezione civile al posto di Fabrizio Curcio che ha ricoperto lo stesso ruolo per due anni. Borrelli ha anche partecipato alle attività post sisma dei terremoti accaduti negli ultimi anni: quello del 2009 in Abruzzo, quello del 2012 in Emilia e quello del 2016 in Centro-Italia.

WALTER RICCIARDI

Walter Ricciardi, napoletano, 61 anni, è professore ordinario di Igiene presso la Facoltà di Medicina eChirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore del Dipartimento di Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica della Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”. Nel 2015 è stato nominato Presidente dell’Istituto Italiano Superiore di Sanità dove è stato Commissario dal luglio 2014 al luglio 2015. Presidente del Mission Board for Cancer della Commissione europea e direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, Ricciardi attualmente ricopre anche importanti incarichi scientifici e organizzativi per l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dal 2010 al 2014 è stato presidente della European Public Health Association e nel 2018 è stato eletto a Ginevra presidente della World Federation of Public Health Associations (WFPHA). Ha fondato e dirige la European Academy for Health Care Leaders nell’ambito del WHO Collaborating Centre on Health Policy Governance and Leadership in Europe.

LA TASK FORCE ECONOMICA

Palazzo Chigi, come dicevamo, ha pure ingaggiato dei consiglieri per contrastare gli effetti economici del coronavirus, e più in generale per lavorare al Green New Deal e a forme innovative pubblico-privato: l’italo-americana Mariana Mazzucato e il belga Gunter Pauli.

Mariana Mazzucato, che ha la doppia cittadinanza italiana e statunitense, è nata a Roma nel 1968 ma ha vissuto dai quattro anni fino alla fine degli anni novanta negli Stati Uniti dove si è laureata in storia e in relazioni internazionali e ha poi conseguito un master e un dottorato in economia. Mazzucato ha insegnato in diversi atenei americani ed europei – tra cui la Bocconi – e nel 2017 è diventata professore all’Università di Londra in Economia dell’innovazione e del valore pubblico ed è la fondatrice-direttrice dell’Institute for Innovation and Public Purpose, dove tuttora lavora. Il suo lavoro si concentra sul rapporto tra innovazione e crescita economica, sottolineando la simbiosi che contribuisce a una crescita più innovativa, inclusiva e sostenibile. Il suo libro più famoso, l’opera divulgativa “Entrepreneurial State” (tradotto in Italia con “Lo Stato innovatore”), nel 2003 è entrato nella selezione dei libri dell’anno del Financial Times. Madre di quattro figli che la “fanno continuare a ridere”, nella sua bio su Twitter evidenzia pure che è una “bread maker”.

Nato nel 1956 ad Anversa, dove si è laureato in Economia, Gunter Pauli è stato attivo come coronavirusimprenditore in diversi settori tra cui scienza e ambiente. Pauli ha costruito la prima fabbrica di detersivi biodegradabili e ha fondato Zeri (Zero Emissions Research and Initiatives), una rete internazionale di scienziati, studiosi ed economisti che progettano nuovi modi di produzione e di consumo a minor impatto ambientale. Pauli è autore di vari libri, tradotti in 43 lingue, e di quasi 300 fiabe per bambini. Il suo testo più famoso è comunque “Blue Economy”, in cui parla della crisi economico-ambientale-sociale di questi anni e indica alcune possibili soluzioni in grado di generare nuova occupazione, qualità ambientale, cultura di sistema. L’obiettivo è quello di presentare le idee più innovative per sviluppare un’economia futura competitiva, con basse emissioni di carbonio e un uso efficiente delle risorse.

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