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Coronavirus, gli effetti sul Reddito di cittadinanza

reddito di cittadinanza

L’assegno del reddito di cittadinanza verrà erogato per due mesi senza obbligo di lavorare. Slitta al 15 aprile la pubblicazione dei nuovi dati. Il presidente Inps: in dl “Cura” meglio un Rdc allargato a tutti

L’emergenza coronavirus irrompe anche sull’erogazione e sullo svolgimento delle attività legate al Reddito di cittadinanza. Stando a quanto previsto dal decreto “Cura Italia”, già pubblicato in gazzetta ufficiale e al vaglio del Parlamento, il beneficio rimane ma per due mesi verrà dato ai percettori senza l’obbligo di lavorare. Si fermeranno pure gli incontri con navigator e operatori regionali per la ricerca di un’occupazione mentre l’Inps ha rinviato al 15 aprile la diffusione dei nuovi dati forniti dall’Osservatorio.

COSA PREVEDE IL DL “CURA”

Come dicevamo, nel provvedimento varato dal Consiglio dei ministri scatta la moratoria su obblighi e termini di attuazione dei programmi di politica attiva sul lavoro. Dunque per i prossimi due mesi i percettori riceveranno il bonifico ma viene meno il principio di “condizionalità” che lega il godimento di un sussidio all’impegno e alla partecipazione da parte del beneficiario alle politiche attive del lavoro e all’accettazione di offerte di lavoro congrue. Slittano a metà maggio pure la partecipazione ai programmi di politica attiva e i termini per la convocazione ai centri per l’impiego per la partecipazione ad iniziative di intervento per il Patto di servizio personalizzato. Ritardi sono previsti anche per i Pac, i progetti utili alla collettività, che coinvolgono i percettori di Rdc per almeno 8 ore a settimana. Finora peraltro sono pochi i Comuni ad averli attivati.

LE PAROLE DI CATALFO E TRIDICO

“Reddito di cittadinanza, Naspi o altri sostegni al reddito rimangono, a maggior ragione in un periodo come questo” ha detto Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi di lunedì. Concetto ribadito anche oggi in un’intervista al Corriere della Sera: “Per chi è in difficoltà c’è il reddito di cittadinanza, che è anche uno strumento per combattere il nero”.

Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha invece parzialmente dissentito da quanto previsto dal decreto a riguardo: “Se posso aggiungere una riflessione — ha chiarito intervistato da Repubblica —,  da economista avrei preferito un reddito di cittadinanza allargato a tutti, senza le condizionalità di quello esistente. Una sorta di basic income, un reddito di base”.

RINVIATI AD APRILE I NUOVI DATI

Intanto ieri in una nota l’Inps ha comunicato che “non è stato possibile completare tutte le attività necessarie alla pubblicazione dell’Osservatorio sul reddito/pensione di cittadinanza” prevista per ieri quindi “non si può fornire l’aggiornamento mensile dei dati”. La prossima pubblicazione è fissata per mercoledì 15 aprile.

GLI ULTIMI DATI DISPONIBILI

Ricordiamo che secondo l’ultima rilevazione disponibile dell’Inps, risalente a gennaio, i nuclei famigliari titolari di Rdc sono 933mila per 2,4 milioni di persone, non tutte però occupabili.

Grazie all’ultimo report Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro), di metà febbraio, sappiamo invece che i centri per l’impiego hanno incontrato 529mila beneficiari su 908mila che potrebbero stipulare un Patto per il lavoro e che finora sono stati sottoscritti 263mila Patti.

COS’HA DETTO IL PRESIDENTE DELL’ANPAL

A causa dell’emergenza coronavirus i Centri per l’impiego dovranno riprogrammare circa 400mila appuntamenti con i beneficiari ma nel frattempo i 3mila navigator non smettono di lavorare visto che, come ha detto il presidente Domenico Parisi al Fatto Quotidiano, “sono stati preparati fin dall’inizio per lavorare in smart working, potremmo dire sia quasi un tratto distintivo della loro professionalità, infatti la base delle dotazioni lavorative sono solo smartphone e il tablet”. Superata la fase attuale secondo Parisi, “per le conoscenze delle serie storiche che abbiamo e per le elaborazioni previsionali, rapporti Unioncamere e Anpal, ci sono buone probabilità che settori come supermercati e call center vedano per l’immediato futuro una possibile occupazione per i percettori di RdC, i quali è bene ricordare per la maggioranza hanno un livello di istruzione non superiore alla terza media. Includerei il settore dei servizi per spedizioni e trasporti, che portano con sé le professioni della logistica, del facchinaggio e dei magazzinieri”. E c’è di più. Per il presidente dell’Anpal “con il rafforzamento dei servizi per l’impiego saremo in grado di aiutare più efficacemente tutti, non solo i percettori del reddito di cittadinanza”.

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