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Coronavirus. Moderna TX, Janssen e CEPI, chi sono i big che stanno lavorando al vaccino

vaccino

Chi sono i centri di ricerca e le società private che si sono aggiudicati i fondi raccolti dalla Commissione europea e dall’amministrazione degli Stati Uniti per sviluppare un vaccino

Ferve il lavoro nei laboratori alla ricerca del vaccino che possa mettere in sicurezza la popolazione mondiale dai rischi legati al Covid-19. La ricerca viene portata avanti sia in strutture non profit sia in società private di ricerca farmaceutica grazie ai fondi che vengono raccolti dalle istituzioni e da soggetti privati. La Commissione europea ha stanziato finora 1 miliardo di euro e ieri, grazie alla video maratona condotta dalla presidente Ursula von der Leyen, sono stati raccolti in tutto impegni pari a 7,4 miliardi di euro di cui 525 milioni da parte della Germania e 500 milioni dalla Francia. Minore l’impegno dell’Italia con 140 milioni annunciati dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e della Spagna con 120 milioni di euro. Parte di questi soldi andrà invece all’Organizzazione mondiale della Sanità (10 milioni di euro), al Fondo globale per il meccanismo di risposta al Covid-19 (500 milioni di euro) e all’alleanza per l’immunizzazione globale dal Covid (120 milioni di euro). L’amministrazione americana guidata da Donald Trump ha messo a disposizione per la ricerca del vaccino 917 milioni di dollari. Ma vediamo quale strada stanno prendendo tutte queste risorse.

MODERNA TX

Fondata nel settembre 2010, Moderna Therapeutics è una società americana di biotecnologia specializzata nella scoperta e nello sviluppo di farmaci basati sull’RNA messaggero. Ha base a Cambridge, nel Massachusetts, e due venture company, Valera e Elpidera. Moderna Tx, il cui ceo è Stéphane Bancel, ha 700 dipendenti ed è quotata al Nasdaq. Il suo progetto, annunciato in bella vista sul suo sito e chiamato “mRNA-1273”, è seguito – insieme ad altri – dal National Institute of Allergy and Infections dell’infettivologo numero uno al mondo, e guida (forse poco ascoltata) della task force voluta dall’amministrazione Trump, Anthony Fauci. Si tratta di un progetto in fase avanzata tanto che la società il 27 aprile scorso ha iniziato i test sui volontari e tra giugno e luglio si appresta a preparare il primo lotto sperimentale. Peraltro ha già stretto un accordo con la multinazionale svizzera Lonza group per confezionare 1 miliardo di dosi all’anno. L’amministrazione degli Stati Uniti ha versato a Moderna Tx 430,2 milioni di dollari e forse Donald Trump pensava proprio ai suoi ricercatori quando due sere fa, intervistato da Fox News, ha detto: “Penso proprio che avremo il vaccino entro l’anno, ne sono convinto”.

JANSSEN RESEARCH & DEVELOPMENT

Janssen Pahrmaceutica è stata fondata a Beerse, in Belgio, nel 1953 e nel 1961 è stata acquisita dall’americana Johnson & Johnson: oggi è parte della Johnson & Johnson Pharmaceutical Research and Development. Le sue ricerche sono dedicate a cinque aree terapeutiche: oncologia, ematologia, malattie infettive, sistema nervoso centrale, immunologia. Conta 3.700 dipendenti e la sede principale è ancor oggi a Beerse. Il governo degli Stati Uniti ha dato a Janssen 456,2 milioni di dollari per le ricerche sul vaccino. Sul suo sito, ogni martedì alle 12 va in onda una puntata della web serie “The Road to a Vaccine” con interviste a componenti della comunità scientifica per parlare proprio del potenziale vaccino contro il Covid-19.

CEPI (COALITION FOR EPIDEMIC PREPARDNESS INNOVATIONS)

Si tratta di una fondazione non profit che riceve donazioni da organizzazioni pubbliche, private, filantropiche e da parte della società civile per finanziare progetti di ricerca indipendenti per vaccini contro le malattie infettive emergenti. Presentata ufficialmente durante il Forum di Davos, in Svizzera, nel 2017, è stata fondata dalla Fondazione Bill & Melinda Gates con 460 milioni di dollari. Ha sede a Oslo, in Norvegia, e laboratori a Londra e a Washington. Il presidente è Jane Halton, ex funzionario pubblico australiano, e il ceo Richard J. Hatchett. All’inizio hanno aderito al Cepi Norvegia, Giappone e Germania, cui si sono aggiunte nel 2019 l’Ue e nel 2020 il Regno Unito. Al Cepi l’Unione europea ha versato 10 milioni di euro per la ricerca del vaccino contro il Covid-19.

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