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Cos’è l’assegno unico per i figli

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Un assegno unico e universale per i figli che sostituisce tutte le attuali forme di sostegno previste per le famiglie. A chi spettano i 250 euro mensili per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino al diciottesimo anno di età?

Dopo l’approvazione all’unanimità del luglio scorso alla Camera, anche il Senato ha dato il via libera all’assegno unico per i figli con 227 sì, nessun no e 4 astenuti. “È il primo passo di una riforma storica”, ha detto la ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti. Il provvedimento, secondo quanto annunciato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, partirà dal 1° luglio.

A QUANTO AMMONTA L’ASSEGNO UNICO

L’assegno unico per i figli prevede che tutte le famiglie ricevano per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino al diciottesimo anno di età un aiuto che varierà tra i 50 e i 250 euro mensili, a seconda delle fasce di reddito.

 A CHI SPETTA L’ASSEGNO UNICO

Per richiedere l’assegno unico si dovrà avere la cittadinanza italiana o essere cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, risiedere e pagare le tasse in Italia.

L’assegno unico sostituirà tutte le attuali forme di sostegno previste per le famiglie con figli e spetterà a tutti i contribuenti, sia lavoratori dipendenti che autonomi e disoccupati.

Sono previste alcune maggiorazioni dal terzo figlio in poi, per le madri con meno di 21 anni e per i figli disabili non ci sono limiti di età.

L’assegno unico, con importo ridotto, potrà essere prolungato fino ai 21 anni, ma solo se i figli studiano all’università, svolgono il servizio civile, un lavoro a basso reddito (come un tirocinio) o sono registrati come disoccupati e in cerca di lavoro. In questi casi l’assegno verrà erogato direttamente ai figli maggiorenni.

L’ITER DELLA LEGGE DELEGA

L’iniziativa al momento è una legge delega, il che significa che adesso le commissioni competenti di Senato e Camera dovranno discutere i decreti attuativi per definire lo stanziamento dei fondi, che dovranno poi essere approvati dal governo. Le commissioni hanno 30 giorni per esprimere il proprio parere e il governo ha 12 mesi per approvare i decreti. Tuttavia, il premier Draghi, ha assicurato che gli assegni saranno erogati dal 1° luglio.

DOVE TROVARE I FONDI CHE MANCANO

Per centrare l’obiettivo di un assegno da 250 euro mancano però per l’anno in corso circa 800 milioni che dovranno essere aggiunti ai fondi già stanziati. Con l’ultima legge di bilancio, scrive Il Sole24Ore, il governo ha rifinanziato il “Fondo assegno universale e servizi alla famiglia” con 3 miliardi di euro per il 2021 e 5 miliardi per il 2022.

“Le ulteriori risorse per garantire gli annunciati 250 euro al figlio per ogni mese saranno recuperate dalle misure di sostegno alla famiglia oggi in vigore (assegni al nucleo, bonus bebè, l’assegno dal terzo figlio in poi, il fondo natalità, ecc.) e che potranno essere ulteriormente individuate dal governo nel corso dell’esercizio della delega. In alternativa i partiti di maggioranza sono già pronti a giocarsi la carta di nuovo debito”.

Leggi anche: Senza immigrati l’Italia muore, soprattutto dopo il Covid

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