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Cosa sappiamo sulla variante Omicron? Dove è diffusa? Resiste ai vaccini?

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Sono ormai più di 40 i casi di variante Omicron nel Vecchio continente. Per Burioni però al momento non ci sono prove che buchi la protezione offerta dai vaccini in uso

È lo spauracchio degli ultimi giorni. La variante Omicron, da sola, è bastata a isolare il Sudafrica, che per primo ha sequenziato il genoma del nuovo ceppo virale del Covid, e a far sprofondare nel rosso più scuro le Borse del mondo intero. Ma cosa sappiamo realmente?

Al momento ben poco. Le notizie, così come i numeri circa la sua diffusione e i dati sulla sua aggressività, sono piuttosto pochi. Abbiamo però messo in fila le dichiarazioni degli esperti e degli organismi preposti alla sorveglianza sanitaria.

LA VARIANTE OMICRON BUCA I VACCINI?

È uno dei principali allarmi provenienti dal Sudafrica, visto che la variante Omicron avrebbe colpito più di un soggetto già vaccinato o guarito dal Covid. “Non c’è nessun dato affidabile, alle 10.15 del 30 novembre 2021 per evitare che qualcuno tagli e incolli tra quattro mesi rinfacciandomi l’errore, per affermare che la variante Omicron è più o meno pericolosa o più o meno contagiosa, o che sfugge ai vaccini”, ha provato invece a chiarire, via Twitter, il virologo Roberto Burioni, docente dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

DOVE È LOCALIZZATA L’OMICRON?

Il capo dell’European Union’s public health agency ha affermato che ci sono 42 casi di infezione Omicron in 10 paesi Ue.
Andrea Ammon, guida dell’European Centre for Disease prevention and Control (ECDC), ha detto in una conferenza stampa online che ci sono altri probabili sei casi. Tutti i casi, ha continuato, si presentano con medi o lievi sintomi.

QUANTO OCCORRE PER AGGIORNARE I VACCINI ALLA VARIANTE OMICRON?

Secondo la direttrice dell’Agenzia del farmaco (Ema) Emer Cooke, se si dovessero adattare i vaccini attuali, l’Agenzia sarebbe in grado di approvare gli adattamenti “in 3-4 mesi”. “Sappiamo che i virus mutano e siamo preparati. Abbiamo in vigore delle linee guida che consentono alle compagnie farmaceutiche di avere un percorso accelerato” per i vaccini adattati alle varianti del Sars-CoV-2. “Non sappiamo se ce ne sarà bisogno, ma abbiamo in vigore dei piani di emergenza. Ci prepariamo al peggio, anche se speriamo ancora per il meglio”, ha affermato Cooke, in audizione alla commissione Envi del Parlamento Europeo, a Bruxelles. Quanto all’aggiornamento materiale, le varie case farmaceutiche parlano di un periodo non inferiore ai 100 giorni.

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