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Covid, l’Italia verso una nuova ondata? Cosa dice il CNR

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In 18 regioni c’è un aumento dell’incidenza nella scorsa settimana rispetto a quella precedente: in Italia nuova possibile ondata di Coronavirus? Dov’è che i casi stanno aumentando maggiormente?

Forse è prematuro parlare di una nuova ondata, ma in Italia prosegue la crescita di tutte le curve dell’epidemia di Covid-19 sia a livello nazionale sia nelle regioni, in 18 delle quali l’incidenza è in aumento. L’incremento dei dati è ben fotografato nell’analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ’M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). “Crescono tutte le curve dell’epidemia a livello nazionale, dalla percentuale dei positivi ai test molecolari all’incidenza dei positivi totali ai test molecolari e agli antigenici rapidi, fino agli ingressi giornalieri in terapia intensiva. Si nota anche una debole crescita giornaliera della curva media dei decessi”, osserva Sebastiani.

“In 18 regioni c’è un aumento dell’incidenza nella scorsa settimana rispetto a quella precedente – dice l’esperto – e l’analisi alle differenze percentuali settimanali rivela un trend di crescita”. I dati indicano un trend di crescita per la curva dei ricoveri nei reparti ordinari nella provincia autonoma di Bolzano (livello di occupazione 7,5%), Friuli Venezia Giulia (4%), Lazio (5%) e Molise (3%); un trend di crescita per la curva dei ricoveri in terapia intensiva in Campania (4%) e Liguria (6%).

DOVE SI POTREBBE MANIFESTARE LA NUOVA ONDATA IN ITALIA?

Ecco di seguito le 18 regioni nelle quali si osserva un aumento dell’incidenza e trend di crescita: il primo valore indica l’incidenza di positivi totali nella settimana scorsa e il secondo l’aumento rispetto a 2 settimane fa: Abruzzo (36 casi a settimana per 100.000 abitanti – con un incremento del 76%), provincia autonoma di Bolzano (88 – con una maggiorazione del 45%), Calabria (45 – con un + 22%), Campania (43 – con un + 34%), Emilia Romagna (42 – che si porta a + 30%), Friuli Venezia Giulia (66 – che ha un incremento del 58%), Lazio (45 – che va a + 51%), Liguria (30 – con una maggiorazione di appena il 15%), Lombardia (25 – ovvero + 27%), Marche (40 – con + 66%), Molise (15 – con un balzo considerevole del 147%, ), Piemonte (36 – con + 30%), Puglia (25 – con + 52%), Sicilia (44 – ovvero + 28%), Toscana (44 – con un lieve incremento del 16%), Trento (45 – con una crescita del 56 %), Umbria (50 – con un balzo del 126%), Veneto (53 – con una maggiorazione del 19%). Per il Molise, nell’interpretazione del grande valore della percentuale bisogna tener conto del basso valore dell’incidenza e di quello della popolazione.

 

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