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De Biase, Crisanti e non solo: chi si candida (e chi no) con il Pd di Letta

Tra i candidati del Pd c’è Michela De Biase, moglie del ministro della Cultura Dario Franceschini. Candidato anche Andrea Crisanti come capolista in Europa. Non si ricandiderà, con il Pd, Dario Stefano

Il Ferragosto più lungo è senza dubbio quello vissuto dal Pd. I vertici del partito pensavano che sarebbe stato più facile stilare le liste dei candidati mentre l’Italia intera era sotto gli ombrelloni, ma così non è stato.

Il caos nel Pd

Sono stati ben quattro i rinvii della direzione nazionale che doveva certificare le candidature del Pd. Tra new entry eccellenti come l’economista Carlo Cottarelli o le sindacaliste Susanna Camusso e Annamaria Furlan, irrompe il nodo Pier Ferdinando Casini. Il Pd è crisi di consensi e l’Emilia Romagna, insieme alla Toscana, è uno dei pochi terreni fertili per chi ambisce a un posto in Parlamento. Dalla rossa Bologna vorrebbe arrivare a Montecitorio l’ex sindaco Virginio Merola, ma Letta ha scritto personalmente una lettera per spiegare quanto sia importante avere Casini nel novero dei candidati ai collegi uninominali. Un posto assicurato ce l’ha anche Elly Schlein, vicepresidente di Regione. A far rumore dentro il Pd emiliano-romagnolo sarebbe anche la probabile esclusione della orfiniana Giuditta Pini, mentre in Toscana il deputato cattolico Stefano Ceccanti ha smentito di essere stato inserito come quarto in lista nel proporzionale. Il deputato Luca Lotti, esponente di spicco della corrente Base Riformista, è stato escluso dai vertici del partito. La senatrice romana Monica Cirinnà, punto di riferimento per il mondo Lgbt, ha rinunciato di ricandidarsi dopo che le era stato proposto di correre in collegi uninominali considerati in bilico.

Nel Lazio si presenterà, invece, Nicola Zingaretti, l’ex segretario del partito, dimessosi da presidente di Regione proprio per entrare in Parlamento. Un’altra candidata illustre è Michela De Biase, moglie del ministro della Cultura Dario Franceschini. Molto probabilmente sarà della partita anche il braccio destro di Letta e coordinatore del Pd, Marco Meloni. Ci dovrebbe essere spazio anche per il ritorno in politica dell’ex deputato dalemiano Gianni Cuperlo e dell’ex eurodeputato di Sel, Marco Furfaro. Sicura, invece, la candidatura del virologo Andrea Crisanti come capolista in Europa. Le liste del Pd, poi, accoglieranno anche il ministro della Salute Roberto Speranza e altri tre esponenti di Articolo Uno. Anche ai Socialisti e ai cattolici di Demos, vicini alla Comunità di Sant’Egidio, dovrebbe spettare un qualche diritto di tribuna. I dimaiani in lista dovrebbero essere otto.

I grandi esclusi

Il senatore pugliese Dario Stefano ha lasciato il Pd che, a suo avviso, sta continuando a inanellare una notevole una serie incredibile di errori. Il capogruppo al Senato Luigi Zanda, con cinque candidature alle spalle, invece, ha volontariamente scelto di non ricandidarsi per lasciar spazio alle nuove leve. Una scelta simile è stata presa anche dall’ex ministro Barbara Pollastrini che sedeva tra i banchi Montecitorio ininterrottamente dal 2001. Ma a destare un certo scalpore è anche l’addio alla politica attiva di Pier Luigi Bersani, ex segretario del Pd che nel 2018 era stato eletto tra le fila di LeU. Nel centrodestra, il ministro alla Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che nei giorni scorsi aveva detto addio a Forza Italia, al Corriere della Sera ha annunciato che, diversamente dalle colleghe Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini, non si ricandiderà né con Azione di Carlo Calenda né con altri partiti. Sembrava voler andarsene in pensione anche il Senatur Umberto Bossi, ma alla fine, il suo nome dovrebbe comparire nelle schede elettorali per la nona volta.

La situazione nel M5S

Dentro il M5S, com’è noto, Beppe Grillo è stato irremovibile nel voler mantenere il limite dei due mandati. Un’inflessibilità che ha sbarrato la strada a una cinquantina di parlamentari tra cui il presidente della Camera Roberto Fico, il ministro dei Rapporti col Parlamento, Federico D’Incà (che forse verrà ripescato dal centrosinistra) e a Paola Taverna, fedelissima vice di Giuseppe Conte. Il leader del M5S, invece, in tarda serata ha annunciato i suoi 18 nomi che dovranno essere riconfermati col voto degli iscritti del M5S. Tra i big ci sono l’ex sindaco di Torino Chiara Appendino e il ministro delle Politiche Agricole uscente, Stefano Patuanelli, ma anche i capigruppo di Camera e Senato, Francesco Silvestri e Maria Domenica Castellone. Ci sono, ovviamente, anche i quattro vicepresidenti: i parlamentari Michele Gubitosa, Riccardo Ricciardi, Mario Turco e il viceministro al Mise, Alessandra Todde. Presenti anche la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia, l’ex ministro dell’Ambiente, Sergio Costa e l’ex capogruppo in Senato, Ettore Licheri. Sempre dalle file del M5S arriva Alfonso Colucci, notaio del Movimento. Dalla società civile, invece, proviene il docente Livio De Santoli, ordinario di Energy Management alla facoltà di Ingegneria della Sapienza di Roma e di Impianti Tecnici ad Architettura. Dal mondo delle toghe, infine, provengono l’ex procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, e l’ex procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho, ex pm anti camorra e procuratore nazionale Antimafia, tra i nomi scelti dall’ex premier. Tutti gli altri aspiranti parlamentari pentastellati si giocano la candidatura attraverso le ‘parlamentarie’.

La situazione nel centrodestra

Fratelli d’Italia è il partito con meno problemi dal punto di vista della compilazione delle liste dal momento che i suoi consensi probabilmente si triplicheranno. È assai probabile che tutti gli uscenti saranno riconfermati e gira voce che alcune fedelissime della Meloni come la consigliera regionale Chiara Colosimo abbiano già un posto assicurato. L’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti dovrebbe rientrare in politica sotto le insegne di FdI. Dentro il Carroccio circola il nome delle giornaliste Hoara Borselli e Maria Giovanna Maglie, mentre è già stata ufficializzata la candidatura di Mario Barbuto, presidente unione ciechi. Forza Italia, con ogni probabilità, si vedrà dimezzare la sua compagine e questo renderà più difficile la compilazione delle liste, ma alcune certezze già ci sono. Licia Ronzulli, Marta Fascina (compagna di Berlusconi) e Alessandro Cattaneo dovrebbero essere ricandidati. Tra le new entry circolano i nomi dell’ex sindaco di Verona, Flavio Tosi, e l’ex assessore alla Sanità in Regione Lombardia, Giulio Gallera.

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