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Dl Cura Italia, le ultime novità sui 600 euro ad autonomi e partite Iva

Inps

Il presidente dell’Inps: domande per ottenere i 600 euro dal 31 marzo in poi sul sito con un Pin semplificato, nessun click day ma solo un giorno di inizio. Intanto Bankitalia avverte: gli aiuti ai lavoratori vanno parametrati al reddito

Al via dalla prossima settimana le richieste per ottenere i 600 euro previsti dal decreto “Cura Italia” per lavoratori autonomi, partite Iva, stagionali, occasionali, del turismo e dello spettacolo. Una platea di circa 5 milioni di contribuenti che potrà presentare domanda direttamente sul sito dell’Inps e senza fretta. Nessun click day, insomma, idea che aveva scatenato molte polemiche, ma solo un giorno d’inizio come ha chiarito il presidente dell’istituto di previdenza, Pasquale Tridico che per primo aveva fatto questa ipotesi.

Se dunque arrivano chiarimenti su modalità di presentazione della domanda e di pagamento del beneficio, a gettare qualche ombra è ora la Banca d’Italia secondo cui gli aiuti diretti ai lavoratori andrebbero parametrati al reddito.

COS’HA DETTO TRIDICO AL SOLE 24 ORE

Intervistato dal Sole 24 Ore sulle misure del “Cura Italia” che l’Inps sta gestendo, Tridico sottolinea: “Questa settimana chiudiamo con le ultime disposizioni operative, le circolari e i messaggi. Inps sta gestendo un pacchetto straordinari con 16 misure di tutela del valore di oltre 10 miliardi destinate a una platea di 11 milioni di cittadini”.

Per quanto riguarda i 600 euro, si potranno presentare le domande dal 31 marzo in poi e “si potrà farlo con una procedura unica di accesso con Pin semplificato. Chi non ha il Pin lo chiede sul nostro portale e riceve sul cellulare la parte completa del codice, saltiamo i tempi della spedizione postale. E questo vale per i bonus 600 euro per tutte le categorie indicate nel decreto: partite Iva, autonomi, agricoli, turismo, spettacolo ma anche badanti, lavoratori occasionali, stagionali”. Le prestazioni saranno pagate, spiega, tramite l’Iban del beneficiario.

A proposito del click day, il presidente dell’Inps chiarisce: “Io parlerei di giorni di inizio per fare domanda. Non c’è fine e non c’è da fare nessuna corsa. I bonus partono ora e restano in campo per tutto il tempo necessario e saranno finanziati nuovamente se l’emergenza dovesse prolungarsi e con esse il lockdown in corso”.

LA COMUNICAZIONE DELL’INPS

Nei giorni scorsi l’Istituto di previdenza aveva già tentato di fare chiarezza con una nota ufficiale con cui delineava la procedura per inoltrare la richiesta da parte dei circa 5 milioni di contribuenti interessati tra lavoratori autonomi, partite Iva, lavoratori agricoli, del turismo e dello spettacolo senza limiti di reddito e fatturato. “Si può presentare domanda in via telematica tramite il sito web dell’Inps per richiedere l’assegno a parziale compensazione di mancati introiti nel mese di marzo” scriveva. A disposizione un Pin semplificato creato ad hoc che può essere richiesto dalla prossima settimana. Inoltre, l’Inps specificava che il bonus può essere richiesto anche da lavoratori autonomi o professionisti iscritti agli Ordini che versano contributi ad altre casse previdenziali.

E riguardo al click day: “Si precisa che non c’è nessun click day, inteso come finestra dentro la quale si possono fare domande di prestazioni. Le domande saranno aperte a tutti e ci sarà un giorno d inizio, con un click. Su questa formula, che sarà spiegata meglio a tutti gli utenti, c’è stato purtroppo un grande fraintendimento”.

LA CAUTELA DELLA BANCA D’ITALIA

Nella memoria depositata in Senato e relativa al provvedimento che ha cominciato l’iter parlamentare due giorni fa in commissione Bilancio, la Banca d’Italia valuta positivamente gli aiuti diretti ai lavoratori ma sottolinea che andrebbero “parametrati al reddito”. Il discorso, per Palazzo Koch, vale tanto per i 600 euro per autonomi e partite Iva tanto per i 100 euro per dipendenti con reddito fino a 40 mila euro lordi.

Si legge nella memoria: “Il Decreto stabilisce l’erogazione di un assegno di 600 euro per il mese di marzo ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni separate dell’Inps (art. 27), con una platea dell’ordine di 340.000 beneficiari, cui si aggiungono gli artigiani e i commercianti non pensionati e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria (circa 3,6 milioni di soggetti, art. 28). Sono esclusi invece gli iscritti a Casse previdenziali separate o ad altre forme previdenziali obbligatorie (oltre 1 milione di persone). Viene introdotta un’indennità pari a 600 euro per il mese di marzo anche per altre categorie di lavoratori: gli stagionali del turismo che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio e il 17 marzo (art. 29); gli operai agricoli a tempo determinato (con l’unica condizione che abbiano svolto almeno 50 giornate lavorative nel 2019; art. 30); i lavoratori dello spettacolo che non siano titolari di rapporto di lavoro dipendente (e che abbiano versato almeno 30 contributi giornalieri nel 2019; art. 38). La misura riguarda circa 900.000 lavoratori poco coperti dagli strumenti di integrazione salariale. L’indennità è potenzialmente cumulabile con la NASpI”.

La Banca d’Italia evidenzia che si tratta di una misura assistenziale per i lavoratori indipendenti “una tantum, non proporzionale al reddito e indipendente da un eventuale calo dell’attività” ma avverte: “L’esclusione degli iscritti alle casse professionali potrebbe comportare disparità di trattamento in quei casi in cui le casse stesse non dispongano di ammortizzatori sociali adeguati. Non è inoltre chiaro se possano richiedere il sostegno anche lavoratori autonomi di fatto inattivi anche prima dell’emergenza sanitaria”.

Inoltre “specie in caso di riproposizione dello strumento, e ove le misure di blocco dell’attività economica dovessero divenire più graduate e selettive, sarebbe importante parametrare gli aiuti al venir meno delle occasioni di lavoro e di reddito per territorio e settore d’attività, tenendo altresì conto dell’imponibile fiscale dei diversi soggetti negli anni precedenti”.

In generale, comunque, la Banca centrale italiana considera “adeguate” le risorse messe in campo finora dal governo con il “Cura Italia” ma rileva – e non poteva essere diversamente – che l’emergenza provocherà un forte impatto sull’economia nazionale.

 

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