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Dl Sblocca cantieri, cosa cambia dopo l’intesa tra Lega e M5S

sblocca cantieri

L’articolo di Gaia Del Pup per i-Com su cosa cambia nel decreto Sblocca cantieri dopo la sospensione concordata da Lega e M5s

Sembrava addirittura che avrebbe causato la caduta del governo ma alla fine l’accordo è stato trovato. In Parlamento prosegue l’esame del decreto legge Sblocca cantieri che entro il prossimo 17 giugno dovrà essere convertito in legge, pena la sua decadenza. L’intesa raggiunta in extremis dalla maggioranza prevede che, come proposto con forza dalla Lega, vengano sospese con il decreto alcune delle parti più controverse del codice degli appalti del 2016 mentre, dall’altra parte, è stata modificata ancora la disciplina sul subappalto. Ma quali sono le novità più significative di cui si sta discutendo in questi giorni alle Camere?

LE PARTI SOSPESE

L’accordo raggiunto da Lega e M5s prevede la sospensione, fino alla riforma definitiva del codice degli appalti e comunque non oltre il 31 dicembre 2020, di alcune parti della disciplina contenuta nel codice. Innanzitutto, è stato sospeso l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di selezionare i commissari di gara dall’albo dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che peraltro finora non aveva ancora visto la luce. I componenti delle commissioni di gara potranno essere individuati dalle stazioni appaltanti direttamente al loro interno. Importante novità anche per le amministrazioni comunali di piccole dimensioni per le quali la versione originaria del codice – nell’ottica di favorire un processo di centralizzazione degli appalti – stabiliva che vi fosse l’obbligo di rivolgersi alla stazione unica appaltante. Ora, invece, anche i comuni più piccoli potranno bandire le gare in via autonoma. Infine, viene reintrodotto l’appalto integrato, il contratto il cui oggetto non è solo rappresentato dall’esecuzione dei lavori ma pure dalla progettazione dell’opera. Il nuovo testo dello Sblocca cantieri dispone infatti che non sarà più necessario affidare i lavori pubblici in base a un progetto esecutivo in tutte le sue parti: saranno le imprese aggiudicatarie dell’appalto a definire sia la progettazione che l’esecuzione dei lavori.

IL SUBAPPALTO

Uno dei punti maggiormente dibattuti è rappresentato dalla disciplina del subappalto e, nello specifico, dal tetto massimo di lavori per cui è possibile ricorrere a questo istituto. Se la volontà iniziale della Lega era la liberalizzazione totale della facoltà di subappaltare, l’accordo è stato raggiunto fissando il tetto al 40%. Una via di mezzo tra il 30% stabilito nel codice degli appalti e il 50% indicato nel decreto Sblocca cantieri. La percentuale di lavori subappaltabili sarà stabilita di volta in volta, entro questi limiti, dalla stazione appaltante direttamente nel bando di gara. Confermata rispetto al testo originario del decreto l’abolizione dell’obbligo di indicare la terna di subappaltatori, a prescindere dalle dimensioni dei lavori. Novità che non saranno però definitive: è previsto che siano valide fino alla riforma complessiva del codice degli appalti del 2016 e comunque non oltre il 31 dicembre 2020.

LE IRREGOLARITÀ

Anche la disciplina sulle irregolarità contributive e fiscali non accertate in via definitiva viene riformulata in chiave meno restrittiva. Solo le irregolarità qualificate come gravi e contenute in atti amministrativi esecutivi potranno determinare l’esclusione di un concorrente dalla gara d’appalto. D’altro canto, le imprese di piccole o medie dimensioni potranno essere escluse dalle procedure di gara solo se colpevoli di un grave inadempimento nei confronti di uno o più subappaltatori. In questo senso, requisito per procedere all’esclusione è l’accertamento della violazione con una sentenza passata in giudicato.

GLI INTERVENTI NELLE ZONE COLPITE DA SISMA

La disciplina in materia di interventi nelle zone colpite da eventi sismici viene semplificata grazie a una triplice distinzione tra interventi rilevanti, di minore rilevanza o privi di rilevanza. A seconda della classificazione è previsto un differente regime autorizzatorio per facilitare le procedure per aprire i cantieri nelle zone a rischio sismico. Nel testo sono contenute anche disposizioni per rafforzare il Sistema Nazionale della Protezione Civile. In questo senso sono stati introdotti nuovi servizi di allarme pubblico con l’obiettivo di prevenire le calamità e tutelare la vita dei cittadini.

 

Articolo pubblicato su i-Com.it

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